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Cinquantasei anni, potentino verace, padre di famiglia, tecnico di Radiologia Medica al Poliambulatorio cittadino “Madre Teresa di Calcutta”. È questo il profilo del neo-assessore alla Viabilità del Comune di Potenza, Giuseppe Pernice, che -sebbene sia al suo primo incarico politico- mostra di avere le idee piuttosto chiare sul sistema viario cittadino, e non solo.

D: Come giustifica la sua esistenza?

R: Ho fatto mille lavori, dall’autista, visto che posseggo la patente C, all’imbianchino, al fruttivendolo, insomma di me si può dire veramente tutto, salvo che non conosco la fatica. A undici anni studiavo e, contemporaneamente, consegnavo la spesa per una salumeria. Quando ero più giovane sostenevo che chi non impiegava la fatica fisica e manuale nel suo lavoro in realtà non si spendeva più di tanto, mentre oggi che sono dall’altra parte mi rendo conto che sbagliavo.

Attualmente continuo a svolgere regolarmente il mio lavoro, nonostante l’incarico politico.

D: Di professione lei è un tecnico di Radiologia Medica, dunque la domanda iniziale sorge quasi spontanea: cosa c’entra la sua professione con la viabilità?

R: Questo compito mi è stato assegnato e, sebbene abbia ascoltato diverse voci che mi spingevano a non accettare, ho accolto con piacere la nomina. Sono un uomo della strada e, prima di diventare tecnico di Radiologia, sono stato un camionista, dunque le strade le conosco bene e so anche come praticarle. È certamente una delega difficile, tuttavia fino ad ora non ho riscontrato tutte queste complicanze. È chiaro che questo è un momento particolare, poiché Potenza vive con tanto spirito di sacrificio. È vero che si registrano tante lamentele, ma non si possono accontentare tutti.

D: Cominciamo dai lavori in Via Mazzini e le difficoltà dei residenti. Al tal proposito c’è stata anche un’interrogazione dei 5 Stelle. …I cittadini vogliono sapere due cose: quando finiranno i lavori, visto che gli scavi si susseguono incessantemente, e se ritornerà il doppio senso di circolazione.

R: In Via Mazzini mi sono trovato di fronte ad un cantiere aperto per due motivi: il primo è l’acquedotto, il secondo ha a che vedere con l’abbattimento e la ricostruzione dell’ex rudere della Fiat. Successivamente sono iniziati gli scavi dell’Enel e, attualmente, procedono quelli della Fibra. Purtroppo la strada di Via Mazzini, rispetto a tante altre, è particolare, poiché proprio lì ci sono tanti sottoservizi. Per eseguire correttamente i lavori della Fibra, infatti, si attendeva l’ecoscandaglio, che noi non avevamo, solo in seguito sono iniziati i lavori di scavo. Giorni fa mi è stato assicurato dal responsabile dei lavori che ne avremmo avuto ancora per una ventina di giorni. Entro la fine del mese, dunque, ultimeremo tutti i cantieri già avviati. Non si procederà immediatamente con il rifacimento del manto stradale e, dunque, dell’asfalto per consentire al terreno di riassestarsi al meglio. Contestualmente al rifacimento dell’asfalto sarà poi ripristinata anche la segnaletica.

In merito al senso unico, l’opera di riqualificazione del centro storico comprende senza dubbio anche Via Mazzini, negli ultimi tempi ho riscontrato la volontà di cittadini e residenti di ritornare al doppio senso di circolazione. Io non ho difficoltà a ripristinarlo, poiché prima degli altri va rispettato chi vive lì.

Il Senso unico io lo avrei mantenuto, tuttavia prendo atto della volontà e la rispetto. Farò, tuttavia, una proposta per gli ultimi quaranta metri, e cioè mantenere il senso unico dopo l'innesto di via Roma: se si torna al doppio senso di circolazione, si viene a creare una condizione di disagio, con file che, a mio parere, potrebbero arrivare fino al Francioso. Se i cittadini di Via Mazzini sono disposti a venirmi incontro, potremmo fare in questo modo: quando l’automobilista sale per Via Roma avrà la possibilità di svoltare sia a destra sia a sinistra e prendere la direzione più veloce rispetto alla meta da raggiungere.

D: Quando deciderà?

R: Dopo che saranno stati ultimati tutti i lavori, compreso il rifacimento dell’intero manto stradale.

D: Il problema principale delle buche cittadine riguarda proprio i numerosi interventi di manutenzione effettuati dagli Enti erogatori di servizi. Perché non si obbligano questi ultimi a ripristinare adeguatamente le condizioni del manto stradale? Perché non si utilizzano le fideiussioni o i depositi cauzionali che, da regolamento, i gestori di servizi sono obbligati a fornire al comune?

R: È già tutto così. Le ditte, quando chiuderanno i lavori, lo faranno proprio a tutela di ciò che hanno fatto, oltre che della sicurezza dei cittadini. Ad esempio, Fibra chiuderà un metro e mezzo in più oltre lo scavo. Il ripristino verrà effettuato a regola d’arte, cioè riportando la strada alle condizioni iniziali, e per far ciò è necessario effettuare dei tagli laterali e tutt’una serie di accorgimenti.

D: I recenti interventi nel settore della viabilità hanno prodotto, in qualche caso, dei disagi agli automobilisti. Perché non vengono approfonditi i flussi del traffico prima di apportare delle modifiche?

R: Quando noi facciamo qualsiasi modifica, è chiaro che la stessa è preceduta da uno studio approfondito del flusso. Quando abbiamo deciso di chiudere l’innesto ai Tre Cancelli, ad esempio, c’è stato un significativo alleggerimento del traffico verso Via Di Giura. La gente di Potenza, ed è una cosa che ho avuto modo di capire nel tempo, guida ahimè un po’ per abitudine, fregandosene della segnaletica. In piazza Don Bosco, ad esempio, nonostante ci siano ben tre cartelli di obbligo di svolta a destra verso Via Milano, qualcuno continua imperterrito a seguire le vecchie logiche della viabilità.

D: Proprio in Viale Firenze lei ha deciso di rivedere un po’ la segnaletica, in presenza di numerosi ingorghi. La colpa era più di una segnaletica sbagliata, o dei cittadini che non si sono applicati più di tanto per recepirla?

R: La colpa lì è proprio dell’automobilista. Mettiamo il caso che si debba scendere per il Tazza D’Oro, venendo da Via Anzio, per poi procedere verso il San Carlo. Non posso fare a meno di chiedermi, dunque, come mai non si sceglie di seguire il tratto Via Sabbioneta, via Ancona, via Sanremo per poi giungere alla nuova rotonda che congiunge direttamente all’ospedale cittadino, continuando, invece, ad utilizzare la zona di Verderuolo.Qualche giorno fa si è verificato un nuovo incidente in Via Mazzini, a causa di un’auto che proveniva nel senso opposto, infischiandosene del divieto. Mi chiedo: quale altro segnale dobbiamo affiggere per far capire che quella strada è chiusa a salire, cioè che non si può svoltare a destra al termine della salita della Fiat? Probabilmente i potentini ci mettono poca disponibilità e poca pazienza, ma ciò non riguarda solamente la viabilità, qui ad essere in discussione è proprio il senso civico. È impensabile parcheggiare l’auto nel bel mezzo della carreggiata solo perché si deve andare a prendere il figlio a scuola. A tal proposito, vorrei ricordare a tutti coloro che hanno figli che frequentano la Busciolano, le Canossiane o le altre scuole site a Santa Maria che, cento metri prima della Polizia Stradale, sulla destra, c’è un’ampia area con circa cento parcheggi disponibili. Da lì sono circa ottanta metri verso le principali scuole del quartiere.

D: Verrà ripristinato il senso unico anche lungo il rettifilo che collega Don Bosco al Tazza D’Oro?

R: Assolutamente no, anzi lì ci sarà un’ulteriore variante, poiché stiamo cercando di capire come fare a riattivare le tre corsie di marcia, due a salire e una a scendere.

D: Cosa può dirci, invece, della questione dei parcheggi del San Carlo?

R: Proprio ieri mi è giunta una nota da parte del segretario del direttore generale a proposito dei parcheggi. Hanno voluto informare anche me. Per la verità avevano già spedito una nota nel mese di maggio, quando ancora non ero assessore, nella quale chiedevano dei chiarimenti. Io mi sono limitato ad inviare dei tecnici e, al momento, attendo anch’io una relazione.

D: Quando si interverrà a Poggio Tre Galli per realizzare delle rotatorie definitive? Quelle attuali, infatti, sono state edificate con materiale provvisorio che, al momento, appare degradato.

R: Lì c’è un’altra grande sfida da vincere, tuttavia bisogna compiere un passo alla volta e, al momento, l’emergenza più grande è quella di Verderuolo che meritava e merita tutto il mio rispetto. Il prossimo step sarà proprio quello di Poggio Tre Galli, vista la presenza di numerose scuole, degli uffici regionali e di un elevato numero di residenti. Preciso che anche in quel quartiere mi recherò insieme ai tecnici. Prima si analizza a fondo lo stato generale, poi si provvede.

D: L’adeguamento della segnaletica orizzontale che a volte svanisce facilmente e l’istituzione di nuovi passaggi pedonali: esiste un cronoprogramma a riguardo?

R: È ciò che stiamo facendo. Tutta la città sta avendo la sua segnaletica e posso garantire che il materiale utilizzato è dei migliori, anche se è chiaro che in presenza di una forte intensità di traffico si cancella facilmente, e non c’è nulla che si possa fare a riguardo. Per legge, tuttavia, vorrei ricordare che sono fondamentali i segnali verticali. Una nota di merito va, senza dubbio, anche a tutti i tecnici che hanno eseguito gli interventi di pulizia delle caditoie, specialmente di quelle situate nelle zone di Santa Maria e del Fondovalle che, con le piogge copiose erano soggette a fuoriuscita d’acqua. Sono queste le cose che la gente deve sapere. Ho eliminato, inoltre, i parcheggi a pagamento e la possibilità di rimozione delle auto intorno all’area del fiume Basento. La variante attuale è stata fatta da noi, compresi gli stalli intorno al nuovo ponte per coloro che hanno difficoltà a deambulare.

D: Qual è, se esiste, una situazione che le ha lasciato l’amaro in bocca?

R: Tempo fa sono stato contattato dai residenti di via Enna, vale a dire la strada che congiunge la zona del Tazza D’Oro all’Epitaffio, a borgo Giuliano e ad Avigliano. Ci sono andato una sera per ascoltare un gruppo di quaranta persone, a seguito dell’istituzione del senso unico di circolazione (per la pericolosità del tratto di collegamento). Ebbene, ho concluso quella serata piacevolmente, registrando la volontà dei residenti di ripristinare il doppio senso di circolazione. A distanza di circa venti giorni da quell’incontro, mi sono trovato di fronte ad una contestazione sottoscritta da cento cittadini. In sostanza mi accusavano di non aver tenuto conto delle loro richieste. Ne è venuto fuori un articolo all’interno del quale mi viene contestato, tra le altre cose, di fare favori agli amici. Ho avuto modo di sentire il Comandante dei vigili che mi ha fornito il giusto consiglio, vale a dire quello di consentire la percorrenza, dopo aver installato un chiaro avviso, ai soli residenti, e ciò è già stato fatto. Le cose si fanno bene, ma con pazienza. I cittadini faranno bene ad abituarsi.

D: Quale messaggio si sente di lanciare al pedone e all’automobilista potentino?

R: Sto già dimostrando la mia attenzione ai pedoni, riqualificando il discorso parcheggi per fare spazio ai marciapiedi e voglio continuare in quest’ottica di riqualificazione. A Potenza il pedone deve tornare importante e, considerato ciò che so verificando adesso, in passato non è stato così.

Agli automobilisti, invece, io faccio una sola preghiera: attenzione alle lamentele, anche perché sono sempre a costo zero. In presenza di una guida piuttosto “abitudinaria” io dico: “divertiamoci a scoprire un po’ di più la nostra città”.

D: Qual è la multa più grossa che ha preso in vita sua?

R: Duecentomila lire allo svincolo dell’autostrada per Sicignano, colpevole di aver ecceduto di sette chilometri rispetto al limite di velocità. Andai a protestare alla Polizia Stradale, qui a Santa Maria, ma non ci fu nulla da fare. Ricordo che feci un piccolo finanziamento per poterla pagare.

D: La canzone che la rappresenta?

R: “Reginella” è il primo titolo che mi viene in mente.

D: Il film?

R: Mi piace “Attacco al Potere”.

D: Il libro?

R: “L’Odissea”.

D: …Sperando che non lo diventi il traffico a Potenza.

R: Spero di no! (Risate generali, ndr).

D: Tra cent’anni, cosa vorrebbe fosse scritto sulla sua lapide?

R: Nulla in particolare. Mi piacerebbe, tuttavia, che la gente si ricordasse di Pino Pernice come un uomo dedito alla soluzione dei problemi concreti della gente.