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Cari Contro-Lettori,

è l’ora di porsi una domanda.

Cosa succederebbe, in un normale incontro di boxe per il titolo mondiale, se uno dei due contendenti –infilati i guantoni, il paradenti, i calzettoni e le mutande- si avviasse alla pugna con la costante paura che –a un certo punto- l’avversario si faccia troppo male, e quindi prenda e se ne vada, offeso, con la “borsa” (in gergo il compenso per i pugili) e tutto quanto?

Che incontro sarebbe, se a ogni cazzotto, il piccolo Rocky avesse timore di ferire i sentimenti del colosso Ivan Drago?

Traslandoci dal quadrato del ring, al tavolo delle trattative con i giganti petroliferi in questa regione, per anni l’impressione data dai nostri politici che si sono seduti –calze e mutande - con le Compagnie è stata questa. E anche se -come fa notare il leader del movimento No Oil Miko Somma, per quanto offese e “ferite”, Total ed Eni non abbandoneranno mai quel tavolo-ring delle concertazioni- è lecito supporre che sia stata la paura (pur comprensibile) di perdere quel minimo di royalties che ha tirato il freno a mano della nostra macchina politica.

Ora che i “conducenti” sono cambiati, si respira la sensazione, forte, che l’atteggiamento non sia mutato, anzi, che sia aggravato da una lacunosa conoscenza delle regole del ring, dovuta alla scarsa esperienza maturata coi guantoni.

A questo si aggiunge la segretezza, o meglio –la “riservatezza”- con la quale gli attuali amministratori alla Regione Basilicata stanno velando la contesa, un “pudore” istituzionale che si spera (ancora Miko Somma) non si risolva in un mettere i cittadini di fronte a un “fatto compiuto”, e buonanotte ai suonatori.

Ed è per questo che i sindacati s’incazzano, denunciando scarso coinvolgimento (anche se l’assessore Rosa dice che li ha invitati e quelli non se ne sono manco accorti), ed è anche per questo che l’opposizione (i vari Braia, Polese, Cifa e compagnia), hanno gioco facile nel segnalare e amplificare le incredibili leggerezze di un esecutivo regionale, capitanato da un ex Generale (scusate il gioco di parole) che finora è parso più un convitato di pietra, che un buon padre di famiglia che batte i pugni sulla tavola (o sul tavolo), per farsi rispettare.

Troppe cortesie per gli ospiti?

Occhio, allora, perché se non stiamo attenti, quelli lì ci fanno “neri”.

(vignetta di King Buffino)

Walter De Stradis