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Cari Contro-Lettori,

sentite un po’. Anzi, leggete.

«Ora, se io venissi qui questa sera ed entrassi nel merito delle rinegoziazioni dell’accordo del 2006, io non farei un buon servizio alla Basilicata perché voi mi insegnate che evidentemente le trattative hanno anche un senso e hanno una possibilità di diciamo maggiore successo se evidentemente rimangono non silenziose ma rimangono riservate, ed ecco perché A ME SEMBRA INOPPORTUNO CHE UN RAPPRESENTATE ISTITUZIONALE RISPETTO ALL’INTERESSE DELLA REGIONE BASILICATA VENGA A CHIEDERE DETTAGLI che evidentemente potrebbero compromettere nel merito, dettagli nel merito le singole trattative. (…) Dire fino a che punto siamo arrivati di quelle trattative evidentemente, io sfido chiunque a volerle rendere pubbliche (…) Allora, ma voi pensate che sia facile tutto ciò? Ma voi pensate che se i termini di questa trattativa fossero resi pubblici avremmo avuto aiuto in questa trattativa?».

Queste sono le vive parole dell’assessore all’ambiente e all’energia della Regione Basilicata, Gianni Rosa, pronunciate nel corso del consiglio regionale del 24 settembre scorso. Oggetto della discussione era la «Mozione n.20 “Braia ed altri” avente ad oggetto “LA CONCESSIONE TOTAL (TEMPA ROSSA) ED ENI (VAL D’AGRI) LEGATA ALLE ESTRAZIONI PETROLIFERE IN BASILICATA"».

E mica cotica.

La discussione (conclusasi con la mancanza del numero legale), a quanto pare, è avvenuta in assenza del governatore Bardi (ma tanto, a sentire Cifarelli “non interviene mai in nessuna discussione anche quando è presente”), e quindi è toccato a Rosa uscirsene con un “niet” che ha allarmato di molto il centrosinistra, in primis Polese, che ha sbottato: «Non vorrei che si ripercorressero iniziative balzate alla cronaca nazionale e che a decidere fosse Savoini a Mosca e non Bardi». Insomma, e va bene che (come si ricordava qualche editoriale fa) in Basilicata si è girato il nuovo capitolo di “James Bond”, ma qui tira un’aria, in tema petrolio, degna di “007, Dalla Russia con Amore”. 

Interpretando forse (una volta tanto) in maniera approssimativamente corretta il sentimento dei lucani, i consiglieri di centrosinistra (Pittella, Braia, Polese, Cifarelli e Trerotola), si erano detti preoccupati per l’assenza delle linee strategiche da parte del governo regionale e per gli annunci improvvisati. Pertanto, da un mese avevano  chiesto al Presidente Bardi di rendere trasparente un dibattito sul tema petrolio in maniera congiunta, sia per quel che riguarda Eni sia Total. «Qual è la strategia che si vuole adottare per far uscire la nostra regione e lo stesso bilancio dell’Ente dalla dipendenza dal petrolio? Occorre che veniate qui a spiegare esattamente su questo tema, petrolio, Total, ENI: diteci cosa volete fare e noi siamo pronti ad aiutarvi, a collaborare». Ma la risposta dell’assessore Rosinsky è stata quella che conosciamo. Dasvidaniya, cari Lucani.

Walter De Stradis