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Cari Contro-Lettori,

qui in Basilicata, fra un’acrobatica ripresa di una scorrazzata di 007 per le vie dei Sassi di Matera, e un’altra con la solita, anacronistica “masciara” contemporanea sul Pollino, ci è ben concesso concederci qualche citazione “cinematografica”.

Questa settimana tocca a un celebre film con Ugo Tognazzi, “Il Generale dorme in piedi” (alla cui locandina rimanda la nostra vignetta), girato nel 1972 da Francesco Massaro. Il lungometraggio narra le (dis)avventure di un ufficiale che ha il vizio –quando si addormenta supino- di dire tutto quello che (ahilui) pensa in cuor suo dell’esercito, e che per questo è costretto a riposarsi in posizione eretta.

Alla soglia della pensione, viene inviato alla “Scuola di Sanità”, ove alla fine si meriterà una “promozione”, pur non avendo la laurea in medicina, ma solo perché –come spiegherà- i suoi superiori gli avevano comunque sempre consentito di “curare” chiunque, a prescindere.

Orbene, tornando qui in Basilicata, abbiamo anche noi il nostro Generale, senza dubbio “promosso” alla guida della Regione e che –sebbene in possesso di svariati titoli di laurea- non si sa bene ancora (o perlomeno i cittadini non lo hanno ancora percepito), se abbia o mento le capacità di “curare” gli atavici mali della nostra terra. Visto però come il Napo-Lucano si è occupato (e bene) di quelli della vicina Campania -potrebbe malignare qualcuno, a proposito delle nomine “non-lucane” nel suo entourage- il suo allora potrebbe essere solo un problema di “volontà”. Non è lecito sapere, inoltre, se il nostro generale (“un pensionato che si annoia”, pare lo abbia definito il Benedetto Figliolo, il buon Nicola da Pisticci), quando dorme supino dica peste e corna di chissà chi o chissà cosa (speriamo non della Basilicata), ma –certo- finora è sembrato (sempre ai soliti maligni, s’intende), riposare in posizione verticale. E di giorno.

Vero è che l’alto ufficiale si è attorniato di svariati attendenti al pezzo (cioè, che era da un pezzo che attendevano), pronti a “pungolarlo” qualora gli cali la palpebra sui problemi della nostra Terra, ma pare che la “sveglia” sparata da Radio Regione all’alzabandiera (al cospetto dei dipendenti in posizione eretta, efficiente e marziale), che curiosamente intona “… e questa è casa mia, e qui comando io…”, stia creando più di qualche insofferenza. Perché, se è vero come dice il Generale, che in politica, come sotto le armi, ci vuole “rigore, rigore, rigore”, poi non c’è da lamentarsi se la Basilicata perde la partita. “Per forza -spiegherebbe Alvaro Vitali- ci hanno dato TRE RIGORI!!!”.

Walter De Stradis