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Sulla faccenda rinegoziazione degli accordi con TOTAL, dice Bardi 'o Presidente che l’incontro con TOTAL è stato positivo, che a TOTAL sono state avanzate le richieste della Regione e che la settimana dopo si incontreranno con anche gli assessori Rosa e Cupparo e Total per definire. Mah, dice il popolino… (nella fattispecie CGIL e CISL), sì, va bene, ma che cacchio abbiamo chiesto a TOTAL è dato sapere? Secondo voci e chiacchiere le più varie, parrebbe che a TOTAL sia stato chiesto un cent in più al Barile per l’ambiente e di finanziare la creazione di nuovi posti di lavoro in altri ambiti produttivi. Insomma, secondo i Sindacati, TOTAL avrebbe già detto no ,sia all’aumento delle compensazioni economiche, sia agli investimenti richiesti per la creazione di altri posti di lavoro. In pratica, tutti chiedono che il petrolio venga estratto in condizioni di sicurezza per persone e cose e che la ricchezza rappresentata venga, in parte, reinvestita in Basilicata sotto forma di investimenti finalizzati a creare nuove opportunità lavorative. E non mi sobbarcherò l’onere di citare tutte le posizioni espresse dai vari partiti, perché è inutile, davvero, dal momento che nessuno sa cosa il Presidente Bardi abbia concretamente chiesto a TOTAL e cosa si appresta a chiedere a ENI e, dunque, al dubbioso che si domanda: perché ne scrivete, allora? Rispondo facile… cerchiamo di operare, come suggerirebbe la vecchierella satiricamente: figl’ mei, mittetill, ca se t’hanna fa 'u servizio, non basta la mutanda di ferro, ma almeno gli dai ‘mpicc’ (fastidio, intralcio). A prescindere dalle chiacchiere che hanno venduto a destra ed a manca, il Petrolio non produce che pochissimi posti di lavoro, che se confrontati con il danno ambientale sono il nulla per davvero. Ma produce anche Royalty che consentono ai Governanti di Comuni e Regioni di elargire contributi a cavolo per impedire la formazione di una opposizione decisa alle estrazioni, di modo che quando ENI e TOTAL se ne andranno per esaurimento dei giacimenti noi Lucani saremo rimasti come l’Aretino Pietro con una man davanti e l’altra dietro, perché l’inquinamento sarà a totale carico nostro posto che le Roialty, nel frattempo, saranno state usate per fare e rifare le piazze di Viggiano o l’ascensore per le pecore a Marsiconuovo, oppure per pagare i cache di cantanti e presentatori vari chiamati ad allietare le estati Lucane. Ma è inevitabile tutto ciò? No per davvero, perché la faccenda è, tutto sommato, semplice: basta dire alla compagnie petrolifere che se volete estrarre il petrolio qui per ogni tot di barili estratti dovete garantirci tot posti di lavoro in altri comparti produttivi, perché qua nisciuno è fesso, il petrolio finirà e voi andrete via più ricchi mentre noi rimarremo qui ancora più poveri di quando siete venute. Ma per fare questo bisogna mettere intorno al tavolo Regione, Governo Nazionale, Compagnie e fare un contratto stringente del tipo: puoi creare tanti posti di lavoro cara Compagnia e, ovviamente, incassi il ricavato di queste produzioni ovvero mi paghi tanti stipendi senza lavoro se non vuoi farlo. Inutile dire che se mi paghi gli stipendi uso quei soldi per finanziare iniziative formative e imprenditoriali a favore dei Lucani e il lavoro aggiuntivo me lo creo da solo io Lucano. Ma per fare questo discorso naturalmente servirebbero uomini Lucani con gli attributi che in giro non si vedono, e non perché non vi siano, ma perché sono stati, ormai, abituati a chiedere per piacere soprattutto quando devono esercitare un proprio diritto.