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di Walter De Stradis

 

Accettura, in provincia di Matera, è un interessante e convincente esempio di “concentrato”, tanto dei lati luminosi quanto di quelli più oscuri, della più vasta regione che lo contiene, la Basilicata. E’ infatti un borgo stupendo, ricco di storia e tradizioni (basti pensare al rito del Maggio), incastonato in una cornice naturale da togliere il fiato (i boschi di Montepiano e Gallipoli-Cognato), ma è al contempo martoriato dalle “solite” Questioni Lucane: lo spopolamento e una politica regionale (e anche nazionale) con la “testa” molto spesso altrove. Dall’incontro col dinamico Primo Cittadino, Alfonso Vespe, emerge che tante sono le cose fatte in paese, e tante altre ancora sono in attesa dei pareri per andare in gara d’appalto. Il “cambio di volto” della comunità è palpabile.

D: Come giustifica la sua esistenza?

R: La mia vita è piena di coraggio, poiché scegliere di trascorrere la propria esistenza in questi luoghi -ormai sempre più menomati da un forte spopolamento dovuto alla mancanza di lavoro- be’, è un vero atto di resistenza.

D: Intervistando diversi suoi colleghi è emerso che la problematica principale dei piccoli borghi lucani è la mancanza di fondi a disposizione, o di somme che consentano semplicemente di assolvere all’ordinario.

R: In questa fase della mia esperienza politica -ormai sono quattro anni e mezzo che faccio il sindaco ad Accettura- ho notato un cambiamento non proprio positivo in merito alla “ricarica” di finanziamenti, o meglio, di “ossigeno”, da parte del governo regionale. E anche di quello centrale. Prima si lasciava programmare e, dunque, si sceglievano le varie necessità o esigenze e, al contempo, si quantificavano le spese. Con una vera attività di progettazione e con la posta finanziaria, che prospettavano un quadro reale, si arrivava a una soluzione del problema. Da qualche anno, invece, si va avanti “a bandi”, poiché bisogna accontentare tutti, ed è ovvio che più si è, e minori sono le risorse da assegnare a ciascuno. Noi, dunque, ci troviamo veramente in grosse difficoltà nel dare risposte ai cittadini per la sistemazione di una strada o per l’adeguamento sismico di una scuola, cosa che meriterebbe, invece, la massima attenzione, visto che è la casa dei bambini.

D: Quali sono le richieste più frequenti mosse dai cittadini, in un paese come Accettura?

R: Il lavoro.

D: E un sindaco può risolvere da solo questo problema?

R: Assolutamente no, anche perché il paese non ha certo un’area industrializzata. Le soluzioni al problema lavoro possono sopraggiungere solo attraverso la costituzione di nuove imprese che, come obiettivo principale, devono avere quello di avvalersi di manodopera, specialmente di risorse locali. In un comune che vive di terziario e di piccoli allevamenti a carattere familiare, l’occupazione diventa davvero difficile. Il nostro tessuto economico si nutre principalmente dello scambio tra i cittadini che vivono in questa comunità, anche perché abbiamo il dono di abitare in mezzo a due boschi: tuttavia allo stesso tempo questa nostra caratteristica geografica produce un danno all’intera realtà, vista la difficile situazione delle infrastrutture viarie e dei collegamenti.

D: Lei era sindaco quando il governatore della Regione era Pittella e lo è oggi con Bardi. Sono passati circa centocinquanta giorni dall’insediamento del nuovo establishment regionale… ha notato dei cambiamenti?

R: Ancora no. Francamente vedo un po’ troppa … calma. Capisco anche che inserirsi in un governo regionale non è semplice, anche perché un cambiamento non si determina certo dalla sera alla mattina, tuttavia al momento avverto una fase di “studio” che, certo, sta bene a chi deve organizzarsi per poi operare, mentre noi però non abbiamo tutto questo tempo, per aspettare che loro finiscano “gli studi”! Noi sindaci, invece, è come se dovessimo affrontare un esame al giorno, i cittadini ci pongono diverse problematiche ed è necessario cercare di offrire loro delle risposte concrete in breve tempo. I piccoli comuni possono fornire soluzioni alle necessità di un’intera comunità solo se supportati dal governo regionale. Noi non siamo certo produttori di risorse, bensì dei meri esecutori.

D: C’è forse una mancanza di coordinamento con gli altri sindaci dei comuni lucani?

R: Ho avuto modo di lavorare molto sull’unione con i sindaci dei diversi comuni lucani, non a caso abbiamo portato avanti insieme una serie di progetti destinati alle aree interne, come il progetto Barca che ha interessato otto comuni confinanti con Accettura. Alcuni servizi gestiti in forma associata, come la raccolta differenziata, funzionano alla perfezione. Allo stesso tempo, tuttavia, mi duole constatare che non siamo ancora mentalmente pronti, poiché non di rado viviamo questo momento in maniera egoistica, e non di proiezione verso il futuro. Alla base di questa strategia legata alle aree interne c’era lo sviluppo del territorio comune, tuttavia nel tempo si è a volte mirato primariamente a portare a casa ognuno la propria “pagnotta” o a riempire “le toppe” di ciascuno.

D: Dal punto di vista del turismo si può creare una sorta di pacchetto, se non esiste già, che coinvolga diversi comuni?

R: Noi abbiamo la fortuna di far parte della comunità del Parco regionale di Gallipoli Cognato e questa realtà comprende Accettura, Oliveto Lucano, Calciano, Pietrapertosa e Castelmezzano. Questo strumento è già importante di per sé, poiché comprende attrattori, attività di cura del verde e di gestione della foresta. Con la presenza costante degli studenti ogni anno si registrano circa ottomila presenze. Ad Accettura, infatti, abbiamo una capacità ricettiva di circa centocinquanta o duecento posti letto con due hotel, una locanda/pensione e vari bed & breakfast.

D: Accettura deve molto, parlando in termini di turismo, anche al suo Maggio.

R: Certamente. Quest’anno abbiamo registrato circa trentamila presenze, non a caso stiamo cercando di ampliare la festa del Maggio al di fuori dei tre o quattro giorni canonici, ossia di spostare l’attenzione della nostra festa anche in altri periodi dell’anno. Da circa quattro anni è nato un premio letterario dedicato proprio alla festa del Maggio e stiamo operando per far conoscere ancora di più la nostra festa al di fuori dei confini del paese.

D: Se potesse prendere sotto braccio Bardi e parlargli in via confidenziale, cosa gli direbbe?

R: Gli parlerei della viabilità. Noi abbiamo presentato un progetto, nel 2016, per la realizzazione di una bretella di collegamento sulla Cavonica. Si tratta di pochi chilometri di strada nuova, più un adeguamento di altri quattro chilometri dell’esistente. Solo con la viabilità si riesce a tamponare l’emorragia dell’emigrazione, altrimenti è dura. E poi, i collegamenti, i mezzi: pensi, io stesso ho sopperito istituendo un servizio di accompagnamento in auto per gli anziani che vanno all’ospedale in città per esami e quant’altro. Altrimenti è davvero dura per loro. Abbiamo tutte le potenzialità per offrire al turista boschi, natura, agricoltura, un’accoglienza straordinaria, tuttavia il turista torna da noi al massimo due volte, anche perché se deve fare tutte quelle curve per arrivarci...

D: Sabato (oggi - ndr) Accettura sarà Capitale europea per la Cultura 2019 per un giorno. Come accogliete questa iniziativa e cosa può rappresentare per il paese?

R: È un’occasione importante per la nostra comunità, sicuramente è una vetrina promozionale. Nel nostro caso si tratta di un progetto messo in piedi dall’amministrazione e da parte di tutte le associazioni, dunque siamo particolarmente orgogliosi come Comune, per esserci avviati da soli –gli unici- in quest’iniziativa. È un progetto particolarmente interessante poiché inclusivo, partecipativo e che porta al suo interno la ricerca di un sito antropologico in fase di scoperta quale Tempa Cortaglia. Ci saranno dei docenti dell’Università della Basilicata e la giornata inizierà proprio con una passeggiata intorno all’area archeologica, poi sarà la volta dei laboratori artistici per i più piccoli che, per l’occasione, saranno animati da artisti di Accettura che ormai vivono fuori da tempo e che torneranno in paese per l’occasione.

D: Secondo lei Matera 2019 ha prodotto realmente degli effetti positivi per le altre realtà della Regione?

R: È stato semplicemente un evento “per Matera”... con un occhio alla Puglia che, a sua volta, è stata brava ad intercettarne il flusso positivo. La capacità di fare impresa da parte dei Pugliesi la conosciamo tutti, mentre noi ancora viviamo sotto il cappello della protezione, perché abbiamo paura di rischiare.

D: In Basilicata uno dei temi più rilevanti è quello del petrolio. Anche Accettura non è esente da questo discorso.

R: Non ne siamo fuori sia dal punto di vista “negativo” della salute (essendo vicinissimi al pozzo di Gorgoglione che ci ha comunque consentito di essere inseriti nella concessione Total insieme ad altri tredici comuni), sia da quello “positivo” della produzione. Con la Regione abbiamo formulato alla Total delle richieste ben precise con apposite condizioni come la sicurezza ambientale, quella dei cittadini, lo sviluppo di fonti alternative all’estrazione del petrolio per ampliare anche la richiesta di manodopera e, in ultimo, il lavoro con l’assunzione di risorse locali, cosa che non è avvenuta in passato. Sarebbe un’ottima occasione di lavoro per i nostri giovani che sono in mezzo alla strada. Il petrolio è una risorsa inamovibile, e quindi va sfruttata al meglio, ma sempre in sicurezza.

D: C’è una cosa che l’intera regione potrebbe prendere a mo’ di esempio da Accettura?

R: La voglia di fare che l’Accetturese dimostra sempre e in qualsiasi occasione. A noi manca solamente l’attrezzo, ma abbiamo certamente tutte le capacità per farlo funzionare, dunque è questo che chiedo al governatore Bardi.

D: Com’era Accettura prima e cosa crede di aver cambiato oggi in questo paese?

R: Una programmazione ha bisogno di diversi anni per realizzarsi appieno, specialmente per le grandi opere, che pur sono in fase di realizzazione. Sono consapevole di aver cambiato almeno una cosa: il clima. C’è distensione, rispetto, serenità e collaborazione reciproca.

D:...E prima di lei, invece?

C’erano senza dubbio molte rivalità e spaccature all’interno della comunità, che certo non contribuivano alla crescita del paese. Con un clima sereno e distensivo ci si sente più facilitati nell’affrontare i problemi.

D: A maggio scadrà il suo mandato. A microfoni spenti mi ha confessato che deciderà più in avanti se ricandidarsi o meno

R: Al momento mi sto concentrando principalmente sulle opere da avviare. Fino ad ora abbiamo fatto tanto lavoro con tanta anticamera, dunque siamo pronti a far partire delle opere capaci di determinare un cambiamento per la comunità. Tra qualche mese farò le mie valutazioni, compatibilmente a tutte le mie situazioni personali.

D: Cosa vorrebbe per la sua Accettura?

R: Vorrei che diventasse un borgo di eccellenza ove vivere in maniera serena, speciamente dal punto di vista della sicurezza, del lavoro e dei servizi essenziali. Vorrei un piccolo borgo molto rappresentativo, un traino per tutte le altre realtà limitrofe.

D: Quando si pensa ai piccoli paesi, viene subito in mente il rapporto tra il sindaco e il parroco. Qui non c’è un sindaco Peppone, ma il parroco Peppino, il famoso Don Filardi, che è anche uno studioso molto rispettato.

R: (sorride) Don Peppino dà tanto ad Accettura sia da punto di vista dello studio, essendo un eccellente antropologo, sia da quello della partecipazione e dell’attenzione alla comunità. Sono onorato di aver instaurato un ottimo rapporto con lui, pur nella consapevolezza dei rispettivi ruoli di tutela e salvaguardia della comunità.

D: Il film che la rappresenta?

R: Mi piacciono i film sentimentali, sono una persona particolarmente sensibile.

D: La canzone?

R: “Almeno tu nell’universo” di Mia Martini.

D: Tra cent’anni, se dovessero dedicarle una targa nella piazza principale del paese, cosa le piacerebbe che ci fosse scritto?

R: «Grazie per i valori che hai restituito alla tua Terra di appartenenza».