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Cari Contro-Lettori,

dicesi “miracolo”, dal dizionario Treccani: «In genere, qualsiasi fatto che susciti meraviglia, sorpresa, stupore, in quanto superi i limiti delle normali prevedibilità dell’accadere o vada oltre le possibilità dell’azione umana. In partic., per la teologia cattolica, fatto sensibile straordinario, fuori e al di sopra del consueto ordine della natura, operato da Dio direttamente o per l’intermediazione di una creatura.

Per iperbole: riferito all’uomo o alle cose umane, fatto straordinario e superiore alle possibilità comuni, azione che ha effetti insperati, intervento che ha la capacità di modificare radicalmente una situazione e sim.».

Dicesi “miracolato”, sempre dal dizionario Treccani: «Di persona guarita miracolosamente o comunque toccata dal miracolo. Per iperbole: che ha ottenuto un successo insperato, che ha avuto un grosso colpo di fortuna».

Chiariti i termini della questione (a scanso di equivoci, perché ultimamente dalle parti della Regione sembra trasparire una leggerissima insofferenza), viene ora da domandarsi chi siano i “miracolati” in Basilicata.

Forse i Lucani? Vediamo. A sentire l’economista D’Agostino (leggetene a pagina 6), «…non si va a Maratea promettendo soltanto un contributo per ripristinare l’impianto di depurazione, ma per parlare di un progetto di disinquinamento dell’intero golfo di Policastro, interloquendo con le regioni limitrofe; non si va nel Metapontino, promettendo l’ennesimo contributo per le alluvioni, senza inquadrarlo in un processo di rinnovamento del consorzio di bonifica e di nuova riforma dell’agricoltura; non si parla dell’aeroporto di Pisticci, senza tener conto del problema di livello interregionale (Pontecagnano, Foggia, ecc.)».

Beh, stando così le cose, i “miracolati” non sembrano i cittadini.

Forse, forse, allora,… i nuovi governanti alla Regione?

Vediamo: qui in effetti c’è stato un “fatto sensibile straordinario”, ovvero –dopo decenni di centrosinistra- l’elezione agli scranni più alti della Regione (e, cosa non da poco, le scaturenti nomine di collaboratori e membri dello staff assortiti, a cui Bardi sembra delegare forse più del necessario), operato –se non proprio da Dio- “per l’intermediazione” di più di qualche “creatura”: i Lucani. Gente buona e pia, che forse crede un po’ troppo alle parabole. E che –ahinoi, sovente- legge una certa qual differenza di peso fra il “miracolo” che ha messo in atto (col voto) e i “miracolati” che di quell’atto hanno beneficiato. E sono tanti.

… e Amen.

Walter De Stradis