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di Walter De Stradis

 

Giuseppe Giuzio, quarantaseienne avvocato eletto con Fratelli d’Italia, è uno che anticipa le domande e che -essendo un maratoneta dilettante- ha il fiato giusto per le risposte particolareggiate. E’ lui il nuovo assessore al Bilancio-Programmazione-Patrimonio del Comune di Potenza.

 

 

Come giustifica la sua esistenza?

 

Il filo conduttore della mia vita è la famiglia. Dal nucleo familiare si riesce ad avere anche una visione dell’intera società. La serietà e l’abnegazione al lavoro fanno il resto. Chi lavora con trasparenza raccoglie sempre i frutti.

Ho comunicato agli uffici la mia idea di fare l’assessore in maniera molta “politica”, e di dare una mano per quanto riguarda la parte giuridica e normativa.

 

Che intende per fare l’assessore in maniera politica?

 

Direi che si tratta di una visione generale della mia città e di come vorrei che fosse il bilancio tra qualche anno. Mi sono posto due obiettivi fondamentali, il primo è quello di ridurre l’indebitamento dell’Ente poiché, purtroppo, è ancora troppo elevato rispetto alle sue potenzialità.

 

…Il dissesto, però, è stato superato: dovrebbero esserci due milioni di euro in cassa.

 

Si tratta di un avanzo di gestione soltanto di natura “tecnica”. Appena arrivato mi sono accertato della presenza di questi due milioncini, anzi ho detto “Datemeli, perché ci servono”! Ovviamente, ma già lo sapevo, mi è stato spiegato che si trattava di un avanzo tecnico di gestione e quindi, come tale, quei soldi nelle casse non sono presenti. Si tratta di somme venute in parte dall’organo di liquidazione che, però, erano già state impegnate per spese da pagare. Nel momento in cui abbiamo chiuso il bilancio consuntivo era effettivamente presente un avanzo di gestione di due milioni, tuttavia era già stato destinato a spese contratte precedentemente.

 

L’indebitamento strutturale, invece, da cosa deriva?

 

Da diversi fattori, specialmente dalla presenza di circa centosettanta mutui accesi negli anni. Ci sono stati, inoltre, alcuni finanziamenti richiesti per coprire, seppur parzialmente, il dissesto. Il Comune, infatti, aveva un indebitamento derivante dallo stesso dissesto: l’Organismo Straordinario di Liquidazione avrebbe dovuto utilizzare le risorse dell’Ente e, in particolar modo il suo patrimonio, per poter ripianare il debito, magari vendendo qualche proprietà. In parte ciò è stato fatto, però poi si è addivenuti a una procedura semplificata che consentiva all’Osm di fare una sorta di accordo con i creditori per abbattere i debiti fino al 50%, procedura che il Comune ha effettivamente accettato sotto la guida De Luca. Contemporaneamente, il Governo ha dato la possibilità ai comuni in dissesto di poter accedere a un “fondo rotativo”, vale a dire a una sorta di finanziamento con il quale si offriva all’Ente stesso la possibilità di ripianare almeno una parte del debito. Ciò in parte è positivo, anche perché trattasi di un finanziamento a un tasso particolarmente basso, però dall’altro lato ha creato un altro debito da ripianare nel corso degli anni. Un nuovo debito che, insieme a quelli che già c’erano, crea un indebitamento strutturale dell’Ente destabilizzante. L’idea, dunque, è quella di cercare di ridurre l’indebitamento strutturale non facendo altri finanziamenti, cosa che in realtà già sta avvenendo, e soprattutto cercando di cedere il patrimonio inutile e vendibile.

 

Non il tribunale, quindi.

 

No di certo (sorride).

 

…A quanto ammonta il debito?

 

Le posso dire che paghiamo circa un milione di euro al mese. Trascinato negli anni, posso assicurare che siamo di fronte ad un indebitamento altissimo e per i prossimi trent’anni ancora lo pagheremo. Dovremmo cercare di rinegoziare alcuni di questi mutui, come il Boc, che è di circa tre milioni di euro, tuttavia una quota di questo mutuo, circa il 30%, è detenuto da una finanziaria francese che non ha intenzione di rinegoziare, mentre un’altra quota appartiene ad una banca italiana pronta a ridefinire i termini.

 

 

Ha parlato di DUE obiettivi.

 

La seconda operazione che ho in mente, che certamente è connessa alla precedente, è quella di aumentare la soglia di spesa corrente del comune, che è veramente bassa e non consente di offrire servizi ai cittadini. Per fare ciò è necessaria una rideterminazione di quelle poste di bilancio che si riferiscono a una spesa non ingessata e più flessibile.

 

Aumentare la spesa per ridurre il debito???

 

Lo so, sembra strano. Faccio un esempio semplice. Pensiamo alle somme investite per la viabilità, ossia cica un milione e seicentomila euro. La prima cosa che ho fatto, dunque, è stata quella di richiedere una ricognizione, al fine di evitare inutili ed estemporanei interventi e per accumulare un tesoretto per interventi un po’ più impegnativi della mera copertura delle buche. Diciamocelo in tutta franchezza, a Potenza cosa manca? Semplice, la sensazione di vivere in una città pulita e organizzata.

 

È questa, dunque, la sua visione politica?

 

Riduzione dell’indebitamento strutturale e aumento della spesa corrente per poter offrire ai cittadini una migliore percezione della città.

 

Cosa avete in mente di vendere?

 

Abbiamo molti alloggi popolari che potrebbero essere immessi nel circuito della vendita e che sono in capo al Comune. Parlo –ad esempio- dei locali e degli immobili siti a Malvaccaro. Insieme al vicesindaco Vigilante sto portando avanti un’operazione importante e ci tengo a sottolinearla. Per anni si è parlato delle problematiche relative a Macchia Giocoli e Murate, dunque stiamo cercando di realizzare una delibera che consentirebbe ad alcune zone come Poggio Tre Galli e Macchia Romana di poter vedere trasformato l’attuale diritto di superficie sul quale sorgono i palazzi in diritto di proprietà e collegare questa stessa delibera anche alle annose questioni di Macchia Giocoli e Murate. Le delibere sono pronte e spero di portarle all’attenzione delle Commissioni e del Consiglio prima della pausa estiva. Facendo ciò, riusciremmo a portare nelle casse dello Stato circa sette milioni di euro necessari sia per la chiusura del bilancio 2019 sia per dare un po’ di somme utili alla riduzione dell’indebitamento. La vendita degli immobili consente, per legge, di ridurre le rate del mutuo. Sembra semplice, ma non lo è.

 

Non dimentichiamo, inoltre, che lei ha anche la delega alla programmazione e al patrimonio.

 

La programmazione deve essere il cuore pulsante di questa amministrazione, poiché le risorse che provengono, specialmente quelle dello Stato, sono talmente limitate da impedire grandi visioni della città, dunque l’idea è proprio quella di sfruttare l’assessorato alla programmazione come una forma di avanguardia. L’idea è quella di intercettare fondi europei e di investimento esterno che ci consentano la possibilità di progettare la nostra città anche tramite risorse non nostre, perché con quelle non andiamo da nessuna parte, vista la presenza dei mutui.

 

 

La precedente amministrazione, in ambito di bilancio, ha fatto più di qualcosa. C’è tuttavia un rimprovero che sente di fare alla precedente gestione?

 

Con Vergari ho condiviso un percorso di sintonia (in quanto presidente della commissione bilancio), anzi lui mi ha tenuto sempre al corrente di tutte le scelte. Forse si poteva puntare di più sulla valorizzazione e la dismissione del patrimonio comunale. In questa direzione non si è lavorato molto ed è una pecca non imputabile direttamente all’assessore Vergari. In realtà, parte del patrimonio con il dissesto è passato in carico all’Osm, dunque è a questo istituto che spettavano determinate operazioni, tuttavia ha fatto molto poco, anzi nulla. In questo momento ci troviamo con un dissesto che abbiamo risanato, ma non con la fuoriuscita di beni, bensì in parte con un altro debito di 28 milioni. Parzialmente siamo andati in equilibrio grazie ai fondi regionali, ossia risorse liquide nel nostro bilancio. Ad oggi, però, non abbiamo un centesimo dalla Regione.

 

…E, dunque, cosa direbbe a Bardi se potesse prenderlo sotto braccio?

 

Potenza e Matera sono le città capoluogo che offrono servizi sovracomunali. A Potenza e Matera giungono, ogni giorno, un numero elevato di lavoratori che usufruiscono dei nostri servizi, dunque è necessaria una norma dettagliata che vada ad evidenziare nel dettaglio la quota che spetta a Potenza e quella che compete a Matera, ovviamente per ciò che concerne i servizi sovracomunali. Invito Bardi, dunque, ad approvare quanto prima questa norma che, al momento, è ferma in Consiglio regionale e a conferire risorse adeguate a Potenza e Matera.

 

 

Mi consenta una nota di colore. C’è il rischio che Bardi si stia strutturando per conferire questi fondi non a Potenza né a Matera, bensì a Napoli…

 

(sorride) Invece io credo che Bardi si stia strutturando per far fare a questa Regione un salto di qualità.

 

Già, ma cosa ne pensa delle nomine “napoletane” alla Regione?

 

Sono certamente nomine legittime, e dal punto di vista politico ritengo che siano polemiche strumentali e di poco pregio. Agli avversari che polemizzano direi: da quale pulpito. Ho avuto modo di confrontarmi con Bardi rispetto a molte cose e ritengo che abbia una sua visione della Basilicata e di dove portarla.

 

 

È comprensibile, però, che un professionista lucano si senta mortificato.

 

Non conosco le ragioni che stanno alla base delle sue scelte, tuttavia –mi creda- in quei ruoli si ha la necessità di avere accanto delle persone fidatissime.

 

 

Quanta gente le è già venuta a chiedere un lavoro?

 

La richiesta è costante, però io dico a tutti: attenti a non creare le filiere di situazioni particolari. La politica va fatta solo in un periodo della vita, dunque è meglio svantaggiare l’amico a favore della collettività.

 

Lei, dunque, non ha intenzione di ambire ad altre cariche?

 

Io non avevo nemmeno l’intenzione di diventare assessore. Si è trattato di una determinazione di partito che mi ha indicato, insieme a Galella, nella rosa degli assessori. Per fare bene la politica bisogna darsi un termine, altrimenti non si perseguono più gli interessi generali, ma quelli personali. Quando viene il cittadino a chiedere lavoro, in realtà un buon politico deve creare le basi affinché si costruiscano delle solide opportunità anche per tutti gli altri. Si lavora per meriti, e non per amicizie. Insisterò affinché si facciano i concorsi.

 

Ma si faranno davvero ‘sti benedetti concorsi?

 

Il Comune ha in corso delle selezioni per i dirigenti, a dicembre ne avremo due, ma sono comunque pochi. Il Comune dovrebbe averne almeno sei, dunque ci saranno concorsi per reclutare anche gli altri, così come per i dipendenti. È un compito che si è dato il sindaco, ma sarebbe opportuna comunque una riorganizzazione generale del personale.

 

Lei che ha anche la delega al bilancio… insomma, tutti gli altri assessori devono “bussare” da lei?

 

Bussare è un parolone. Il bilancio sulle poste non vincolate ha delle priorità che sono state definite in campagna elettorale, dunque è in base a quelle che la Giunta si muoverà. Una di queste è l’abbattimento delle barriere architettoniche. A tal proposito abbiamo individuato già un finanziamento. A seguire c’è la valorizzazione delle contrade e, per derivazione, anche quella del centro storico grazie ad appositi collegamenti.

 

Quale dovrà essere il leitmotiv della programmazione?

 

La programmazione ha un ufficio tutto suo che è nato da poco. Attraverso gli Investimenti Territoriali Integrati il Comune ha da spendere 54 milioni entro il 2022. È una percentuale di spesa piuttosto bassa, ma è un invito a concentrarsi a fare meglio. La settimana scorsa abbiamo avuto un incontro con gli uffici per valutare lo stato di attuazione, mentre questa settimana abbiamo incontrato i RUP, per fare il punto con coloro che sovraintendono a queste misure. Voglio che l’ufficio programmazione non si occupi solo della ricerca dei fondi, ma che diventi uno strumento di avanguardia per tutta l’amministrazione, indicando gli obiettivi.

 

Il comune di Potenza è alla canna del gas, o piuttosto alla bombola di ossigeno?

 

Né l’una né l’altra. È una situazione che va gestita bene. Le risorse sono poche, ma se impegnate bene, ne vedremo delle belle nei primi cento giorni di questa amministrazione. Stiamo lavorando, ad esempio, sulla pulizia e sul decoro urbano, due elementi che offrono un certo impatto a chi entra in città.

La canzone che la rappresenta?

 

“Volare”, perché rappresenta l’Italia.

 

Il libro?

 

Sono un appassionato dei fumetti di Dylan Dog.

 

Il film?

 

Non ne vedo molti.

 

Tra cent’anni cosa vorrebbe fosse scritto sulla sua lapide?

 

Mi piacerebbe che i miei figli scrivessero: “è stato un buon papà”.