editoriale220319

Cari Contro-Lettori,

siamo alle battute finali. Dopodomani si vota. In questa campagna elettorale ricca di polemiche, ma un po’ anemica di contenuti, ne abbiamo viste di tutti i colori. Sostenitori del centrodestra che accusavano il centrosinistra di aver candidato uno di casa loro, nel mentre pittelliani di ferro transitavano allegramente a loro volta nel centrodestra, così, per “par condicio”; l’ex governatore Pittella che si appellava “a Dio” per un (eventuale) “perdono” di questi ultimi, visto e considerato che lui, guardandosi nelle tasche, ne era rimasto sprovvisto (come anche di vaffa, forse); comizi in piazze semivuote che con abile accorgimenti di prospettiva fotografica diventano gremite, e viceversa (a seconda dei “punti di vista”); confronti a quattro che magicamente diventavano a due o a tre, poiché uno o più dei candidati era ancora all’Autogrill a fare pipì; big nazionali di tutte le taglie che, appena messo piede dalle nostre parti, esclamavano “Toh, la Basilicata!” (e alcuni fra loro, i più scaltri e attenti osservatori si sono accorti che a Matera non c’è la ferrovia e a Potenza non c’è l’aeroporto); forze politiche che a livello nazionale non si uccidono per mancanza di tempo e che invece in queste elezioni lucane vanno a braccetto; forze politiche che a livello nazionale hanno contratto un matrimonio di convenienza e che qui da noi preparano le carte per il divorzio; sondaggi raccattati chissà dove e striscioni di dubbio gusto; veterani che recitano la parte degli esordienti; esordienti che recitano la parte dei veterani; candidati che si fanno intervistare dai figli; risse mancate, autodafè clamorosi, accuse, rimbrotti, sfottò; manifesti e volantini risibili e opinionisti d’accatto che hanno invaso il web (ma questa non è una novità). Insomma, un bel minestrone di candidati (anche nelle singole liste), slogan, promesse, con abbondanza di ortaggi, legumi, tuberi e “conservanti” a volontà. In tutto questo casino, viene quasi da temere che qualcuno si comporti come Pasquale Ametrano, esasperato elettore materano di “Bianco, Rosso e Verdone”, che nel finale del film vota, ma non prima di aver mandato a quel paese tutto e tutti. Scherzi a parte, la faccenda è assai seria, poiché il cittadino lucano è chiamato a una scelta a fronte di un esito, mai come questa volta, lontano dall’essere scontato. Resta da vedere in quale Basilicata ci sveglieremo lunedì. Buon voto a tutti.

Walter De Stradis