pranzoBARDI

A vederlo di persona, senza divisa, in giacca e cravatta, la somiglianza con Paolo Borsellino si fa ancora più vivida. Vito Bardi, generale della Guardia di Finanza in pensione, ne è consapevole, tanto da citare, come suo preferito, anche un film sul magistrato antimafia. Mentre scriviamo, tuttavia, (onde non essere tacciati di essere “di parte”), ci viene in mente che rassomiglia anche all’attore inglese Cristopher Lee, ma “a riposo”, ovvero quando, capelli grigi e baffetti, non era truccato da vampiro su uno dei set dei suoi celebri “Dracula” (Se vi prude controllate su Google queste somiglianze).


Come giustifica la sua esistenza?
In questo momento lo scopo principale è quello di riuscire a dare qualcosa alla mia Terra: la Basilicata. Sono da sempre un uomo delle istituzioni ed è proprio a loro che ho donato tutto me stesso, pertanto non nego la mia soddisfazione per i risultati raggiunti fino a ora, tuttavia ho il grande desiderio di continuare a infondere il mio contributo a favore dei Lucani, è anche per questo che mi sono avventurato in questo agone politico.


Ciò che le contestano gli avversari, cosa che tra l’altro è avvenuta anche nel caso di Carmen Lasorella e della Barra, è che ci si ricorda della Basilicata quando non si ha di meglio da fare.
È una provocazione alla quale rispondo in assoluta tranquillità. Credo di conoscere la Basilicata molto meglio di altre persone, anche perché ho avuto e ho tutt’ora dei legami forti e dei parenti che mi spingono a tornare qui più di una volta all’anno. Quando ero in servizio, inoltre, ho avuto diverse esperienze che mi hanno consentito di conoscere il territorio anche dal punto di vista economico e finanziario, essendo stato Comandante Interregionale dell’Italia Meridionale, dunque la Basilicata faceva parte della circoscrizione alle mie dipendenze. Una contestazione come questa è del tutto gratuita e a chi lo afferma io rispondo in questo modo: a fronte di coloro che hanno amministrato, per ben trentacinque anni, rimanendo presenti in regione per poi ridurla in questo stato, credo che anche io, pur non essendo stato presente, qualcosa di più posso fare.


Non è che a un certo punto della campagna elettorale scopriremo un video di lei che dice di essere un fan di Gramsci o canta Bandiera Rossa?
(Ride) Io non sono fan di nessuno, non avendo mai fatto politica. Sono semplicemente un civico prestato alla politica e questa avventura nasce con il solo scopo di intercettare le esigenze della mia gente.


E come mai con il centro-destra?
Semplicemente perché si tratta di una forma di politica antitetica rispetto a quella che ha voluto il male di questa regione, per ben trentacinque anni. Venendo in Basilicata ho raccolto solamente lagnanze da parte dei miei amici, delle persone che conosco e da quelle che ho incontrato per la prima volta. Come è possibile, dunque, che con una Terra come questa, ricca tra l’altro dell’oro nero, sia stata ridotta in questo stato? È questa la vera domanda.


Secondo lei, dunque, è un problema meramente politico e non delle singole persone che hanno governato fino ad ora?
La politica è determinata dalle persone che la mettono in pratica. Ci sono delle persone che rispetto molto, tuttavia può darsi che nel quadro politico si siano trovate a fare delle cose che neanche immaginavano, in nome di un credo.


Quando lei era generale “di tutto il Sud Italia”, che idea ha avuto modo di farsi della nostra regione?
Ero a comando di regioni particolarmente impegnate, dunque la Basilicata rispetto alla Campania o alla Puglia vantava una situazione diversa, sia per il numero degli abitanti sia per la tipologia di infiltrazioni criminose nel territorio, tuttavia è una regione che mi ha sempre interessato dal punto di vista investigativo. La Basilicata, infatti, è un crocevia rispetto alla stessa Campania, alla Puglia e alla Calabria, specialmente quando si parla di traffici illeciti.


In merito alla mala dei cosiddetti “colletti bianchi”, di recente una classifica ha decretato “la vittoria” della Basilicata come prima in Europa parlando di corruzione… Le risulta?
Nel periodo in cui ho prestato servizio non ho rilevato tali manifestazioni, anzi mi ha meravigliato non poco il fatto che una situazione come questa sia venuta fuori solamente negli ultimi tempi.


Tornando in Basilicata, che aria ha respirato? Cosa le chiedono con maggiore frequenza i cittadini?
Io non sono mai andato via. Venendo un po’ più spesso di prima mi capita di apprezzare il territorio, mentre i cittadini mi chiedono aiuto per un cambiamento, una svolta.


Sicuramente i cittadini le chiederanno una svolta anche per quanto riguarda la macchina amministrativa, le pastoie dei “soliti noti” della burocrazia, o in merito ai mal funzionamenti di alcuni Enti…
Io vado per step: prima la candidatura, poi l’esito delle elezioni e, infi ne, ci sarà il compito più arduo, quello di governare. Governare, tuttavia, non vuol dire cambiare lo stato delle cose d’emblée. Il fatto di dover vincere e andare ad amministrare sarà importante non solo per conoscere la macchina amministrativa, ma anche per apportare quelle correzioni necessarie affinché la Regione diventi una casa di vetro ove chiunque possa vedere attraverso.


C’è un detto che recita: “in una casa di vetro non tirare pietre”.
Io non interpreto la casa di vetro come una struttura fragile, bensì come un mezzo tale da consentire a chiunque uno sguardo diretto sulle cose.


Si è parlato poc’anzi di petrolio. Qual è la sua posizione a riguardo?
L’oro nero è una risorsa per tutti coloro che la posseggono. È un’opportunità, ma deve esserlo per i lucani, non certo per altri, altrimenti lasciamo sul terreno morti, malattie e inquinamento, a fronte di royalties bassissime che vengono investite per le spese correnti. Le royalties devono servire, invece, per coprire problemi grossi, come le carenze infrastrutturali.


…a tal proposito, a novembre, la Regione è chiamata a rinegoziare i termini dell’accordo con le compagnie.
Sarà uno dei primi obiettivi se dovessi essere eletto alla guida della Regione.


L’accusa che spesso si sente muovere ai 5 Stelle è che si tratta per lo più di persone improvvisate. Anche lei è un neofita della politica, pertanto vive con timore un eventuale ruolo da governatore?
Nella vita c’è sempre una prima volta. Se avessi avuto anche il minimo timore, non avrei accettato questa sfida. Se, di contro, chi è "politico" come i 5 Stelle -che lei stesso ha citato- e spara 60.000 posti di lavoro, allora credo che anche un neofita possa dire delle cose.


Parliamo di competenze. Lei ha quattro lauree, in quali discipline?
Sono laureato in Giurisprudenza all’Università di Pavia, ho avuto il riconoscimento dell’accademia con la laurea in Scienze della sicurezza economica e finanziaria; quando ero a Bari ho conseguito la laurea in Economia e Commercio, all’Università di Trieste mi sono laureato in Scienze economiche e diplomatiche e, infine, ho portato a termine un master in Diritto tributario all’Università Bocconi. Al di là delle lauree, nella Guardia di Finanza mi sono occupato anche della gestione del personale in qualità di capo, ma di circa 65.000 uomini, dunque non credo sia una bazzecola. Essere capo non vuol dire far rigare dritto i propri sottoposti, io sono piuttosto per la meritocrazia e per far lavorare le persone che meritano. Nella mia carriera mi sono occupato anche del settore organizzativo e della programmazione finanziaria, dunque credo e spero di poter mettere a disposizione questo mio know-how a disposizione della Basilicata.


La gente che la sostiene è solita dire: “Arriverà il generale Bardi e metterà a posto le carte”.
Io non sono un giustizialista, non vado alla ricerca di scoop. Ricomincerò dal momento in cui prenderò in comando, come si dice in gergo militare, ma senza andare a spulciare tra i mille rivoli di ciò che è stato fatto prima di me.


Qual è l’errore più grave che ha commesso il governo regionale negli ultimi cinque anni?

Non voglio dire una politica clientelare, forse oserei troppo. Io ho molto rispetto per le persone, ho conosciuto personalmente Pittella e gli sono vicino per la sua vicenda giudiziaria, gli auguro che si risolva tutto. L’importante è pensare a ciò che si farà, non a ciò che è avvenuto in passato.


C’è qualcosa della regione Basilicata, sia come territorio sia come apparato politico, che invece funziona?
Qualcosa sì, non si deve rifare tutto, poiché molte delle cose che sono state realizzate fino ad ora sono perfettibili. Le persone professionalmente valide devono essere riutilizzate per il futuro.
Questione povertà. In questi giorni si parla di reddito di cittadinanza, ma per poter partecipare è necessario fornire informazioni su targa delle auto intestate, conti bancari, stipendi e proprietà.

 

Sembra quasi un’indagine fiscale sui poveri, allora forse converrebbe fare un reddito di cittadinanza per i ricchi?
(Sorride) Intanto vediamo come va, poi valuteremo in relazione a ciò che succede quali potranno essere gli strumenti che una Regione può mettere in campo per favorire e venire incontro allo stesso reddito di cittadinanza.


Le tre tematiche principali del generale Bardi?
Legalità, che poi ben si collega al discorso della casa di vetro del quale parlavo poc’anzi; meritocrazia, poiché bisogna lavorare con la gente che merita; controllo, anche perché quando si danno delle direttive bisogna monitorare affinché le stesse vengano portate a termine.


Quando ha incontrato per la prima volta Berlusconi?
Quando ero in servizio, per motivi istituzionali…


Temevo mi dicesse “per lavoro”.
(Sorride) No, no…, e poi quando mi ha chiamato per comunicarmi che ero io il candidato del centro destra. Ho parlato con Berlusconi, ma anche con Salvini e con la Meloni.


…Cosa le hanno detto? Quali “imput” le hanno dato i tre?
Riassumo con quel che mi ha Berlusconi: mi ha detto che, dall’esame del resto dei “papabili” e in virtù del mio curriculum, ero e sono il candidato ideale. Ricordo le sue parole: “Vada, si impegni e vedrà che si potrà anche divertire”.


Qual è invece il consiglio che dà a se stesso?
Quello di non affrettarmi nelle decisioni e nelle scelte. Io generalmente sono una persona calma e ponderata, sono un tifoso del Napoli, ma anche uno dei pochi che va via dallo stadio cinque minuti dopo il fischio dell’arbitro, mai prima, anche perché le insidie sono dietro l’angolo.


Se non dovesse vincere, chi sopporterebbe meglio al suo posto?
Non so proprio a chi augurare il meglio, non mi sono posto il problema. Se credono che con una mia sconfitta si libereranno di me, si sbagliano, poiché mi avranno come consigliere di minoranza.


Le hanno mai detto che somiglia a Borsellino?
Sì, mi è già capitato.


Facciamo il gioco dei nomi. Carlo Trerotola?
Mi è sembrato una persona perbene.


Mattia dei 5 Stelle?
L’ho visto solamente sui social e in foto, pertanto non saprei esprimere un giudizio.

 

Tramutoli?
Non mi è capitato di ascoltarlo.


Ha avuto modo di conoscere il sindaco di Potenza?
Ho avuto un’ottima impressione di De Luca, così come del suo predecessore Santarsiero che, durante una cerimonia istituzionale, mi consegnò simbolicamente le chiavi della città.

 

Matera 2019?
È una risorsa che va potenziata, anche perché i fondi a disposizione fino a ora non sono stati spesi nel giusto modo.


Quella volta in cui sentendo parlare della sua regione si è vergognato?
Il fatto di essere lucano l’ho portato sempre nel cuore, pertanto ho sempre cercato di mitigare eventuali situazioni. Seguo la squadra di calcio del Potenza con molta attenzione, e lo faccio tutt’ora.


Se adesso dice “Il Potenza è semb ‘no squadron’” guadagna come minimo duemila voti.

Lo dico: il Potenza è semb nu squadron! (risate) Ma lo dico perché LO È. Ricordo ancora l’attacco Carrera, Canuti, Boninsegna, Bercellino e Rosito. Andavo anche in trasferta: una cosa fantastica.


Il suo peggior difetto e il suo miglior pregio?
Il pregio è quello di saper sopportare, sono un paziente. Il difetto è la permalosità, anche se sono facilmente recuperabile, dura poco.


Il film che la rappresenta?
Come gusti, direi il “Gladiatore” in prima battuta…


Lo sa che è il “soprannome” di Pittella?
Embè? A me piace, anche se francamente sceglierei “Era d’estate”, il film su Falcone e Borsellino.


Il libro?
“I promessi sposi” di Manzoni, un romanzo affascinante, da sempre.


…E quelli che hanno governato la Basilicata fino ad ora sono più Don Rodrigo o più Don Abbondio?
Difficile. Ci sono tutti e due, poi lascio a lei il compito di stabilire chi rientra nell’una o nell’altra categoria, io dico però che ci sono anche gli azzecca-garbugli.


La canzone?
“My Way” di Frank Sinatra, anche se mi piace molto anche Vasco Rossi.


Tra cent’anni cosa vorrebbe che fosse scritto sulla sua lapide?
Il nome e cognome sono gli elementi migliori per ricordare una persona. Conta solo ciò che si lascia.