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Cari Contro-Lettori,

se da qualche parte ci fosse un gioco a premi del tipo: “Quale frase famosa (tratta da un libro, un film o una canzone), vi piacerebbe fosse stata scritta da voi?”, con in palio i diritti editoriali della stessa, qui a “Controsenso” non avremmo dubbi. Potendo sceglierne una e una sola, ci accaparreremmo subito le carnose “royalties” della seguente strofa, tratta dalla canzone “Bandiera Bianca” di Franco Battiato:«Mister Tamburino non ho voglia di scherzare/ rimettiamoci la maglia/i tempi stanno per cambiare». A parte l’evidente strizzata d’occhio al Bob Dylan di “Mr. Tambourine Man”, è proprio il non-sense della frase (e un po’ di tutta la canzone) del cantautore/ filosofo siciliano, ad affascinare, per quella fragranza di futuro indefinibile e soprattutto poiché adattabile ai vari significati che vi si vogliono o possono attribuire. Questo 2019 –nevica, Governo ladro!- è iniziato con un abbassamento vertiginoso delle temperature “reali”, e un innalzamento –altrettanto repentino- di quelle “politiche”, con la polemica sul dopo-Riesame (stiamo parlando del “caso Pittella”), che è stato foriero di alcune esternazioni “smutandate” (cioè alla Berlusconi, come le ha defi nite il nostro Tore Sparmia), e di relative repliche fuori dai denti. Nel frattempo, in attesa delle decisioni del Tar sulla data delle elezioni, i palazzi istituzionali sembrano un viavai di ghiaccioli (di diversi “colori”) ancora imbustati, tutti in attesa di essere scartati. Anche se non si sa ancora quando. L’unico che ha voluto proiettare un’immagine di operatività, è il buon Pierino Lacorazza, dissidente (autosospeso) del Pd, che è già in campagna elettorale e che da qualche settimana ha tappezzato la città di Potenza di manifesti che lo vedono togliersi la giacca, come per dire “rimbocchiamoci le maniche”. Così quando come Veltroni copiò lo slogan di Obama (“Yes We Can” che divenne “Se po’ fa”), l’“America First” di Donald Trump sembra riecheggiare (ci si augura involontariamente) in questa “Basilicataprima”. Tuttavia, nella foto che pubblichiamo in prima pagina, un comune cittadino –che non è sfuggito all’obiettivo del nostro fotografo- si è offerto ironicamente di coprire le spalle, con la propria, di giacca, al pur volenteroso consigliere regionale, così come immortalato nel suo manifesto. Come interpretare? Preoccupazione per la salute del pasionario, giacché in una Terra che pullula di ipotesi (politicamente parlando)? O una rappresentazione pratica del motivetto citato (:«Mister Tamburino non ho voglia di scherzare/ rimettiamoci la maglia/I TEMPI STANNO PER CAMBIARE»)?


E, in quest’ultimo caso, in che senso? Fate voi. Il gioco (senza premi, sia chiaro) è aperto.


Walter De Stradis