pranzoLAURINO

Nel percorso fino al ristorante “La Cantina”, posto in cima al suo splendido paese, il telefono gli squilla ogni 30 secondi, parla veloce, saluta tutti, controlla i lavori pubblici in atto… non è facile tenergli il passo. Per aver realizzato “in termini moderni e al tempo stesso genuini iniziative e azioni di sempre più efficace attrattiva accoglienza turistica”, al sindaco di Sant’Angelo Le Fratte, Michele Laurino, è andato uno dei prestigiosi Premi Thalia del 2018, consegnati sul palco del Festival di Potenza.


Come giustifica la sua esistenza?
Il mio scopo è quello di dare sempre di più al prossimo. Mio padre era un piccolo artigiano edile, morto nel 1985 per un incidente sul lavoro. Stessa sorte è toccata a mio fratello, e alla stessa età, 49 anni.


Le case del paese ricoperte di murales: lei ne è stato promotore fin dall’inizio?
Sì. I murales nascono nel 1993, all’epoca ospitavo in casa mia gli artisti, essendo presidente dell’Anspi che, tra l’altro, faceva riferimento alla parrocchia del paese. Organizzavamo una specie di colletta. Tutti gli artisti provenienti da ogni angolo dell’Italia, a loro volta, facevano parte dell’Arpeg di Marisa Russo, una giornalista campana. Si era già iniziato a fare murales a Satriano, quando il sindaco era Giuliano, e poiché nella ricostruzione post-terremoto non era stata eseguita a Sant’Angelo un’azione di recupero strutturale dei fabbricati come avvenuto in altre realtà della Basilicata (Guardia Perticara, ad esempio, è stata rifatta tale e quale com’era), l’idea dei murales mi sembrava quella più appropriata per raccontare le storie e le tradizioni del nostro territorio.


Piacque da subito?
Non furono pochi, in paese, quelli che erano contrari all’idea. I primi che mi autorizzarono furono i titolari di un bar, anche se oggi quel murales in paese non c’è più. Dal ’97 il progetto fu finanziato dal Comune. I cittadini cominciarono a essere tutti contenti. Nel 2001 costituimmo l’associazione Arte per la Valle, il cui presidente e direttore artistico è Luciano Latorre (con noi sin dal primo giorno) e, anziché concepire i murales solo come quadri, iniziammo a realizzarli su parete intera. Una volta a disposizione i fondi europei dei turismo, circa tre anni fa, inventai un progetto (insieme al comune di Satriano, noi capofila) sull’arcivescovo Caramuel Lobkowiyz, che è stato un matematico e filosofo del ‘600 che, tra le altre attività, realizzò la prima tipografi a di libri a Sant’Angelo Le Fratte e i suoi libri ancora oggi sono custoditi nel convento di Vietri di Potenza.


…tra l’altro è stato anche l’inventore della prima tabella di numerazione binaria.
Assolutamente sì, è stato il primo inventore del sistema binario usato oggi dai moderni calcolatori. In pratica, ha inventato il computer!!! Ancora oggi alcuni testi del matematico sono custoditi dagli eredi, a Praga. Mi sembrava doveroso rappresentare questa figura illustre con grandi murales che ne ritraggono le gesta e gli inizi. L’ultimo tema, quello del penultimo murale realizzato sul palazzo del Municipio in “Rue dei Fiori”, è un angolo del paese interamente dipinto d’azzurro.


Ci sono poi queste statue in bronzo in giro per il paese.
Sì, anche questa è una mia idea, mutuata nel 2002 (quando ero vicesindaco) da molte realtà europee, come Praga e Berlino, insomma il progetto vuole rappresentare tutti gli abitanti di Sant’Angelo, com’erano una volta, immortalati nella vita quotidiana del paese. C’è poi la Pinacoteca Civica “Michele Antonio Saverio Cancro” che in meno di un anno dall’inaugurazione ha registrato oltre 13mila visitatori. Inoltre, ho dato il via –nel 2005- alle “vie dell’arrampicata” sulle rocce. Vengono scalatori svedesi e irlandesi.


In questi 25 anni, tutti questi progetti, quale valore aggiunto –sul concreto- hanno apportato al paese?
Direi che hanno stravolto la vita del nostro comune, e non lo dico solo io, ma anche i tanti turisti che ogni anno accorrono a visitarli. Il posto in cui stiamo mangiando è comunale, un ex mattatoio trasformato in struttura ricettiva con gara pubblica. Ci pagano il fi tto: è solito realizzare circa millequattrocento coperti il sabato e la domenica, anche in inverno. Abbiamo circa dodici B&B e case vacanze e un villaggio turistico in costruzione (pende un ricorso della minoranza, ma è stato fatto tutto in regola e si sbloccherà). Consideri che il nostro è il paese con la pressione fiscale più bassa di tutta la regione. In primis la tassa sui rifiuti: siamo fra i pochi a non aver esternalizzato la differenziata. Siamo riusciti ad avere gratis un eco-compattatore: ad ogni conferimento, si ottiene uno scontrino con dieci centesimi di sconto per la spesa al negozio e sono previsti altri bonus. I nostri cittadini si collegano al wi-fi con soli 4 euro al mese…


…sono aumentati anche i posti di lavoro?
Assolutamente sì, e le attività sono in forte crescita rispetto alle altre realtà della Basilicata. Il nostro comune non conosce il fenomeno dello spopolamento, siamo sempre circa 1500 abitanti.


Sant’Angelo Le Fratte è dunque la dimostrazione che i piccoli comuni possono ancora farcela?
Agricoltura, artigianato e turismo sono le chiavi per il successo, anche se il turismo è capace di trascinare da solo anche le prime due.


Quindi, quello dei murales, è un “modello “che si può esportare?
Certo, e già in alcune realtà stanno iniziando. Io dico, perché non creare un percorso regionale dei murales? Potrebbe essere un altro attrattore regionale. Noi presentammo l’accordo di programma del Parco Urbano delle Cantine della Basilicata (siamo capofi la), fu fatta una legge regionale nel 2000, ma non vi è mai stata data attuazione. Non è stato mai creato il comitato scientifi co, sul bilancio regionale non è stato mai previsto un solo centesimo. Lo stesso Pittella, da assessore alle Attività produttive, ci promise un interessamento, ma quella legge è rimasta lettera morta. Al momento ogni comune procede con iniziative singole, ma non si è creata una rete come mi auspicavo. Eppure si poteva creare il Parco più grande d’Europa: i fondi europei ci sono, ma non sono mai stati utilizzati. Delle somme in dotazione sulla misura dei fondi Fesr, è stato utilizzato l’1’1%.


Mancanza di volontà, di capacità o cos’altro?
È una domanda che ci facciamo in molti, ma ancora non abbiamo trovato una risposta sul perché non si investono i fondi europei. E lo stesso discorso vale per il dissesto idrogeologico, che si ripresenta ogni anno. Non ne parliamo. Siamo l’unica regione a non utilizzare i fi nanziamenti: le graduatorie le fanno, le rifanno, le bloccano. Non si capisce. In alcuni casi i fondi non sono neanche più utilizzabili, essendo scaduto il tempo. Ne consegue che noi comuni abbiamo i progetti esecutivi candidati in Regione, e ancora non abbiamo preso un centesimo per le frane in corso.


Più che un Parco urbano delle cantine, in regione c’è dunque un “parco delle incompiute”?
Esatto. Non solo. Stiamo cercando di creare una progettualità in attesa dei fondi europei, e in virtù di un accordo di programma interregionale, che vede coinvolte le diocesi di Potenza e di Teggiano, stiamo cercando di dare vita al “villaggio degli artisti”, ma essendo bloccata la programmazione, si può fare poco.


Ha sentito l’idea di Lacorazza riguardo la creazione di un Parco della musica? Che gliene pare?
Appunto. Direi che è una bellissima idea, ma solo se verrà effettivamente realizzata. Qui torniamo al discorso del parco urbano delle cantine…


Ad Accettura c’è un murale molto simile a quelli del suo comune… raffigura la processione di San Giuliano, e vi è raffi gurato anche il parroco, don Filardi.
Certo, infatti è stato realizzato da un giovane di Sant’Angelo.


Sarebbe immaginabile qui a Sant’Angelo un murale che raffigura anche lei?
Non lo farei mai, anche perché fi no a oggi, nonostante io sia stato l’ideatore dei murales nel mio paese, la mia fi rma non compare da nessuna parte. Forse è anche sbagliato…


E se invece dovesse far realizzare un murale con i “big” politici di oggi…?
Sarebbe da fare e poi subito da cancellare (ride). Collocherei i politici su un paesaggio lunare, poichè sono sempre più distanti dai territori.


Come giudica questi ultimi anni del Pittella-Governatore?
Non sono io a giudicare, ma i lucani, in virtù dell’immobilismo stagnante. Io non sono di alcun partito, anche perché l’idea del partito (e della scuola politica) in sé per sé è venuta meno. Io faccio sempre una battuta: “so’ nato comunista e aggia murì fascista”.


Quindi alle prossime elezioni voterà a destra?

Dipende dai candidati.


Se non vuole indicarmi un nome, che figura si aspetta alla guida della Regione?
Che sia lucano, ma non semplicemente di origini…


…come Lasorella?
Stimabilissima come giornalista, ma non è sufficiente. Bisogna conoscere questa terra pietra per pietra. Ma –se è per questo neanche gli attuali consiglieri e assessori regionali la conoscono.


Per il centro-destra si parla di Cannizzaro e del generale Bardi, mentre per il centrosinistra c’è chi aspetta ancora gli esiti di Pittella.
Non so se esista ancora il Pd. A me non risulta più (ride). La giustizia deve fare il suo corso, ma in un partito serio -in queste circostanze- vengono chieste le dimissioni, per poi pensare a una seria programmazione. Oggi non si deve pensare a delle politiche per impedire la partenza dei giovani, al contrario bisognerebbe pensare a farli rientrare, visto che ormai sono andati via tutti.


Qui si vota nel 2019, lei si ricandiderà?

Essendoci dei progetti grandi all’orizzonte, come quello del “ponte pensile” e della ferrovia gommata sospesa, non le nascondo che mi piacerebbe molto portarli a termine…


Se lei potesse prendere sotto braccio la Franconi, in questi giorni, cosa le direbbe?
Le direi che l’obiettivo è e rimane la Basilicata, non quello personale. Da quest’estate siamo bloccati. La scelta di votare a maggio implica l’ennesimo perdurare di uno stato di instabilità e di caos, almeno per un altro anno e mezzo. Fra regionali, amministrative ed europee, i candidati li andranno a raccogliere con la scopa, paese per paese.


Bastava che il Consiglio regionale si dimettesse?

Certo, sarebbe stato un gesto di grande responsabilità. E invece ci porteremo sulla coscienza molti “morti”.


La canzone che la rappresenta?
Mi piacciono molto i Rolling Stones, ho portato anche i miei figli a un loro concerto, e ancora oggi mi ringraziano.


Il film preferito?
“Il Principe cerca moglie” con Eddie Murphy.


Il libro?
“Cristo si è fermato ad Eboli”, di Carlo Levi. Adesso però si è fermato un po’ più sopra, a Salerno


Fra cent’anni cosa vorrebbe fosse scritto sulla sua lapide?
Bah, vorrei essere ricordato come qualcuno che ha fatto qualcosa di buono per gli altri.