pranzoDANDREA

Il politico e accademico lucano Giampaolo D’Andrea, 70 anni fra pochi giorni, non avrebbe certo bisogno di presentazioni (tra le altre cose, è stato uno dei fondatori del Pd). E’ lunedì e davanti a noi – a dispetto di una gustosa insalata di pasta freddai “piatti” della discussione sono piuttosto “roventi”.


Come giustifica la sua esistenza?
Provando a fare del bene agli altri. Concorrendo a formare un’unità solidale e ordinata nella società in cui si vive, da quella locale a quella nazionale.


L’argomento del giorno è l’inchiesta giudiziaria che riguarda la sanità lucana e che ha visto l’arresto del governatore Pittella, ai domiciliari. Giusto chiederne le dimissioni? Il consigliere Benedetto ha anche proposto: “Dimettiamoci tutti”.
Conosco solo ciò che è uscito sui giornali. E’ un po’ presto: prima di farsi un’idea degli effetti politici dell’inchiesta, bisognerebbe attendere almeno i primi eventuali atti di conferma. Il consiglio regionale? E’ già di suo alle battute finali, non credo cambierebbe molto chiudere un po’ prima.


C’è chi ha avuto da ridire, come accade spesso in queste occasioni, sulla tempistica dei provvedimenti, a pochi mesi dalle elezioni. Anche se, va detto, in Italia si è sempre sotto elezioni…
In effetti, francamente non me la sentirei di dire che si è stati intempestivi. Oltretutto nei mesi scorsi ci sono stati altri importanti appuntamenti elettorali. In generale, il rapporto fra Magistratura e Politica è molto delicato. Ci sono delle spinte e controspinte: talvolta è la politica che prova a restringere l’ambito di attività della magistratura; altre volte è la magistratura a dare l’impressione di fornire una “lettura” che si sovrappone ai fatti della realtà. In ogni caso, per poter valutare un processo, bisogna attenderne la conclusione, fino all’ultimo grado di giudizio. Oltretutto trovo improprio gridare “all’attacco alla politica” ogni qual volta la Magistratura fa un atto, ma allo stesso modo, trovo inappropriato gridare alla “minaccia dell’autonomia” della Magistratura, ogni qual volta la Politica ne sottolinea qualche contraddizione. E’ una dialettica che deve trovare una soluzione in un equilibrio, che molto spesso è più comportamentale che giuridico: dipende dai temperamenti degli interlocutori.


Tuttavia è indubbio che la botta ricevuta dal Pd, a pochi mesi dalle elezioni, è bella grossa: nelle carte ci sono altri nomi eccellenti, anche se non indagati.
Certo, un’indagine del genere, in prossimità delle elezioni, degli scompensi li crea. Ripeto, bisogna attendere gli sviluppi, e il partito a quel punto valuterà se c’è da adottare qualche altra soluzione…


… ovvero l’alleanza “larga”.
Quello è un tema che preesisteva all’inchiesta. La sconfitta del 4 marzo è troppo vera e troppo diffusa per essere un incidente di percorso. C’era stata una graduale separazione tra il centrosinistra e il suo popolo. Il problema prioritario del Pd era ed è questo, e farebbe bene a discuterne. Da esterno (non partecipo alle attività degli organi di partito da anni), non mi sembra vi sia stata attenzione sufficiente su questo o una riflessione sui risultati elettorali, nazionali e regionali.


La candidatura nel centrosinistra di Viceconte è stata una scelta che l’elettore medio di quell’area non riesce tuttora a spiegarsi.
In verità, le candidature che hanno lasciato “perplessi” gli elettori sono state più di una. Il Pd è arrivato alle elezioni in condizioni davvero difficili (aveva subito una scissione, a mio modo di vedere evitabile da ambo i lati), ma ho motivo di credere che la legge elettorale non sia stata capita bene, prima e dopo le elezioni. Il problema è che alle regionali hai un maggioritario secco, con premio, pertanto c’era già da chiedersi se il Pd –dopo il 4 marzo- aveva della chance effettive…


…e adesso ancora di più…
… ma perché è tutto fermo, cioè non c’è stato alcun tentativo di ricomposizione di un’area più vasta di centrosinistra.


Annunciare subito il bis di Pittella è stato un errore politico?
Mah, se un Presidente uscente si vuole ricandidare deve dirlo subito; tuttavia, prima che sulle persone, io avrei fatto comunque una riflessione sui contenuti, sulle alleanze, sul programma… Più che un errore “politico” lo è stato quindi di “metodo”. Ha fatto precipitare decisioni che si potevano prendere in altri momenti, con un altro fondamento e un’altra forza. Cosa che si può ancora fare … se si decide di andare avanti. Insomma, è fondamentale la ricomposizione del quadro del centrosinistra, altrimenti il Pd chance non ne ha di vincere le elezioni.


Ma se Leu non vuole? Si dialoga coi 5 Stelle? Ci si rassegna?
Beh, già a livello nazionale – quando il Pd era il secondo/ terzo partito dopo il M5S- io ero abbastanza favorevole a verificare il tavolo del confronto con loro. E’ prevalsa l’idea contraria, una scelta irrazionale. E il risultato è il Governo di due forze che in campagna elettorale erano radicalmente alternative. Alle Regionali è diverso, e francamente non so se sia possibile trovare una convergenza; per questo io insisterei a provare con quelli a cui mi riferivo prima… Un elettore di centrosinistra vorrebbe una risposta di centrosinistra.


… e Speranza ora si ritrova ad avere un gran peso…
E’ il potere di contrattazione: trovo sia naturale nella politica. E un po’ di quel peso acquisito glielo ha regalato il Pd, con i suoi comportamenti precedenti. In ogni caso, bisogna evitare anche qui il “suicidio” di un’alleanza fra Cinque Stelle e Lega.


Neanche la nomina di Santarsiero alla Presidenza del Consiglio Regionale e quella di Adduce alla Fondazione sono state un errore politico?
Difficile a dirsi. In generale posso dire che –già da prima ho avuto l’impressione che mancasse una regia complessiva delle dinamiche politiche.


Polese segretario non ha superato l’esame di maturità?
Mmm, un segretario regionale eletto da poco, tra l’altro in un contesto “particolare” come quello lucano, va a finire che responsabilità non ne ha. E’ il gruppo dirigente … che poteva fare meglio. Certo, in vista delle regionali, occorre raddrizzare un po’ la barra.


Ha detto “Barra”…?
(Sorride) La sua candidatura alle politiche anche a me è parsa un po’ troppo calata dal’alto. Ecco, le candidature vanno meditate in modo prudente: tutti possono rivelarsi ottimi politici, ma si richiede metodo, esperienza…io sono sempre stato aperto al rinnovamento, ma a un “rinnovamento preparato”. L’improvvisazione rende all’inizio sul piano mediatico, ma poi si sgonfi a immediatamente.


I Cinque Stelle propagandano la “verginità politica” come garanzia di onestà.
Sì, ma ci sono degli onesti che –proprio a causa della loro inesperienza e inconsapevolezza alla fine possono favorire condotte disoneste. Loro malgrado.


Si dice che non può esistere “clientelismo” senza “clienti”. Lei ha più volte ricoperto ruoli apicali: ci spieghi.
Le richieste di raccomandazione sono frequenti, certo. Tocca a chi riceve le segnalazioni saper distinguere fra quelle tese ad alterare un sistema –o ad attivare uno scambio di favori- e quelle che invece servono a proteggere contro un’iniquità, come quella di non poter essere ascoltati da nessuno.


Per un politico immagino sia praticamente impossibile sottrarsi alle richieste di raccomandazioni.
E’ vero, ma bisogna avere anche la forza di dire “questo si può fare” e “questo no”. E devo dire che la Legge, in alcuni ambiti, ha lasciato troppo ampia questa discrezionalità.


Un esempio?
Proprio sulla Sanità. Si sta sollevando un casino dappertutto. Evidentemente qualcosa nell’organizzazione del sistema non funziona. Troppe zone d’ombra. Nei meccanismi. Trovo fuori dal tempo, ad esempio, che le singole aziende sanitarie locali gestiscano il personale, che fa parte di un ruolo unico, e quindi l’accesso e le promozioni andrebbero fatte diversamente. Vale qui, come in Toscana, in Lombardia o in Emilia, per intenderci. In effetti si è notato che più mandi “in alto” il criterio di selezione, allargando la base, più riesci a neutralizzare le spinte dissociative o manipolative. Nella Sanità i problemi nascono perché l’attività di gestione organizzativa, quella di supporto, certe volte appare “innaturale”, anche rispetto al valore –serio della organizzazione dell’offerta professionale che tutela la salute dei cittadini.


La canzone che la rappresenta?
“Imagine” di John Lennon. La trovo di un’attualità spaventosa.


Il libro?
“Alberi senza radici” di Giulio Stolfi .


Il film?
“La Grande Bellezza” di Sorrentino.


Fra cent’anni cosa vorrebbe fosse scritto sulla sua lapide?
Anche se 100 anni sono sicuramente troppi, direi «Negli studi e nella vita ha cercato di servire la sua comunità».