pranzoBLASI

60 anni compiuti da poco, look appena appena mussoliniano («Ma le assicuro che sono un democratico»), l’ex consigliere regionale e deputato forzista Gianfranco Blasi oggi è uno che “interloquisce” con l’area politica da cui proviene. Almeno, con una sua parte. Quando non interloquisce, pubblica romanzi e lavora alla Regione Basilicata. (INTERVISTA REALIZZATA MARTEDÌ).


Come giustifica la sua esistenza?
Innanzitutto ho un centro di gravità forte, che è la famiglia. Poi mi piace la politica, mi piace la poesia, mi piace scrivere, mi piace lo sport, mi piacciono i peperoni ripieni alla “anzese”…


… e le piace il monumento a Colombo?
No. Io l’ho frequentato molto negli ultimi anni della sua vita: oggi ci sono troppi “cantori” di Colombo, mentre a quel tempo l’avevano lasciato solo. D’altronde, io non sono d’accordo con l’avergli dedicato una strada come quella, avrei visto meglio una piazza, uno slargo, come quello in itinere a San Rocco, o meglio ancora nel Centro.


All’inaugurazione ci è andato?
No, proprio perché volevo manifestare questo mio piccolo dissenso. E Dario lo sa.


Ci sono state polemiche sull’effigie che raffigura lo statista, tra l’altro non si è ben capito chi l’ha realizzata.
Non saprei, ma quando l’ho vista ho pensato che oggi le cose si fanno troppo di fretta, con il primo che si propone che diventa subito protagonista. Colombo poteva pure aspettare qualche altro anno, ma per poi avere una sistemazione di maggiore DIGNITA’.


Tuttavia ci sono dei Lucani che non si sentono adeguatamente rappresentati da Emilio Colombo.
Ma perché loro pensano al Potere, cosa che oggi, con il nostro pensiero “veloce” legato ai social, è generalmente vista negativamente. Invece la sua è una figura storica, oltre che politica, che andrebbe analizzata con calma. Certo, lui ha avuto due fasi: una prima –straordinaria legata alla Costituente, alla nascita della nuova Potenza, della Basilicata, ma anche alla formazione di una classe dirigente; e una seconda –più appannata, più faticosa- legata anche al privato, al rapporto con la sua dipendenza, di cui non si parla quasi per pudore, mentre io delle persone amo anche gli angoli oscuri e le debolezze. Anche quella sua debolezza va rispettata.


E in politica Colombo non aveva lati oscuri? Per molti è lui il “responsabile” del patto inossidabile che ha portato a decenni di oligarchia del centrosinistra in questa regione.
Lui visse un momento difficile quando la Magistratura (anche se non è tutta politicizzata) con Tangentopoli cambiò la storia politica di questo Paese, spostandola verso sinistra (e ciò accade quando la politica è debole). Fu così che io stesso ebbi a incontrare “colombiani doc”, pezzi grossi della società, che stavano ragionando su un asse con Forza Italia, ma poi venne meno e Colombo fece un accordo con Antonio Luongo. Di quel nuovo asse ne fu protagonista anche Boccia, per capirci, che mi incontrò e mi rimproverò –io che ero di cultura democristiana- per essere rimasto con Forza Italia.


...e secondo lei anche la sua carriera politica è stata interrotta dalla magistratura?
Può essere, ma in realtà io avevo dei problemi all’interno… di Forza Italia. Guardi, se avessi voluto, avrei anche potuto continuare nonostante l’inchiesta subita (dico “subita” perché poi fu archiviata), ma se ci penso oggi, io in realtà stavo già cercando di uscire dal partito. Tutto nacque quando mi schierai contro la scelta del governo sul deposito di scorie nucleari a Scanzano. Poi, certo, mi sono mancate (o io non le ho cercate) le opportunità, ma sa una cosa? Il centrodestra in Basilicata è fragile, anzi, alcuni suoi pezzi… posso fare i nomi?


Si accomodi.
Viceconte, Taddei… non hanno mai voluto DAVVERO sfidare il centrosinistra sul piano del governo. Non è certo un caso che Viceconte poi si sia candidato con loro! C’era un accordo… penso anche a quello con De Filippo sul Memorandum. Insomma, c’è sempre stato un pezzo di centrodestra che faceva comodo alla sinistra e io me ne sono sempre chiamato fuori.


Le regionali sono alle porte, a qualche mese dal “big bang” del 4 marzo: per il centrodestra si profi la una “opportunità storica” senza precedenti…
Il centrodestra ha vinto con Buccico e De Ruggieri a Matera e con De Luca a Potenza (non a caso senza “quella” Forza Italia): pertanto è errato dire che in Basilicata non ci sono state occasioni. Oggi c’è quella più importante di tutte: ma –signor De Stradis- qui ci sono dei problemi. Anche se non ho più ruoli, io interloquisco, e parlo con Moles, con Benedetto, con Latronico… anche con gli amici della Lega.


E quindi, questi problemi?
Non posso accettare che a guidare questo cambiamento in Basilicata possa essere la Lega di Salvini, che non ha a) la classe dirigente; b) il concetto culturale e c) è molto lontana dalla mia idea liberale di fare politica. Ergo, parteciperò a un progetto SOLO se sarà guidato da Forza Italia e dalle altre componenti liberali.


Cioè si candiderà?
Io? No, ma eventualmente sosterrò e darò una mano.


Lei citava De Luca fra le “vittorie” del centrodestra. Ma lui lo è ancora, di centrodestra?
Pur non essendo un politico, è riuscito a navigare nonostante l’anatra zoppa, conquistando credibilità e relazioni personali importanti, come quella col presidente Pittella (che magari sì, strumentalmente, per portarlo dalla sua parte, lo ha sostenuto nel processo di risanamento finanziario), con Bubbico agli Interni, con Speranza. Risultato? Oggi la città è risanata e il bilancio è risistemato. L’errore lo ha fatto più la Destra, quando a un certo punto l’ha abbandonato. Grave, perché proprio De Luca –moderato, liberale di destra- avrebbe potuto rappresentare quella figura straordinaria alla guida del processo di cambiamento.


E invece alcune indiscrezioni di stampa lo vogliono futuro assessore con Pittella.
Per ora è una cosa paradossale, ma …certo, se si fa l’errore di lasciarlo nuovamente solo… Guardi, se la Lega –come credo ve leggerà alla volta dei Cinquestelle, è ovvio e auspicabile che le forze di centrodestra dovranno dar vita a una grande coalizione…


E alle regionali che nomi vede per sfidare Pittella e il candidato di 5 Stelle/Lega?
De Luca o Nicola Benedetto... o finalmente una donna, magari proprio Carmen Lasorella. Il primo ha dimostrato di saper amministrare, il secondo è un bravo imprenditore e la terza …


… non si rischia di replicare l’errore che ha fatto il Pd candidando la Barra?
Ma no, la Barra manca della “Lucanità” che Lasorella ha ben più forte. E poi lei mi piace perchè, da inviata, ha un’idea del mondo aperta ai diritti civili, cosa che Salvini non ha.


Inchiesta trasporti pubblici a Potenza: alcuni hanno chiesto “un passo indietro” alla Celi.
Io ci sono passato. E penso che chi vive una vicenda giudiziaria debba mettersi “di lato”, per evitare di creare problemi a chi governa e potersi anche difendere meglio. De Luca? Penso che sia uno che –proprio umanamente parlando abbia la tendenza a legarsi ai propri collaboratori. Certo è che questa indagine deve far chiarezza una volta per tutte: se esiste un risvolto penale, ovvero una vasta area di illegalità che ha prodotto il dissesto finanziario a Potenza, forse potrà chiudersi del tutto una stagione politica, con l’uscita di scena definitiva dei personaggi che l’hanno determinata. Se invece un risvolto penale non esiste, quei protagonisti potranno rivendicare la legittimità di continuare a fare politica.


Il suo ultimo libro, “La Croce Diversa” (Universosud), ha per “protagonista” San Gerardo. Quale miracolo chiederebbe oggi al Patrono di Potenza?
Sì, quando ho visto che il materiale storico su di lui era pochissimo, ci ho fatto un romanzo. Il miracolo? Un maggiore amore –da parte dei potentini- verso la nostra città. E, guardi, anche questa cosa dell’invidia per Matera 2019 deve finire: Potenza deve fare da “collante” per unire la Basilicata: bisogna ricucire le ragioni di una comunità regionale.


Il film che la rappresenta?
“Ghost”. Mi fa piangere ogni volta che lo vedo.


Il Libro?
“Le affinità elettive” di Goethe. Anch’io, quando scrivo, amo le storie e i legami che si “intersecano”, che creano e spengono le passioni.


La canzone?
In questo momento in auto ascolto a palla “Poetica” di Cremonini. Adesso sto scrivendo una raccolta di racconti brevi: ognuno di essi è dedicato a un mese e a una canzone.


Fra cent’anni cosa vorrebbe fosse scritto sulla sua lapide?
«E’ ancora maggio nel mio cuore».
Chi la cantava?
Nessuno. E’ un mio pensiero dedicato all’amore che ho per Maggio.
Ehm, mi scusi.