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Si è tenuta stamattina presso la Sala A del Consiglio Regionale di Basilicata, la presentazione ufficiale della Proposta di Legge su Pari Opportunità e Tutela dei Diritti.

I punti fondamentali riguardano: la rappresentanza e la partecipazione delle donne, l’istruzione e il valore delle differenze, il diritto alla salute, lavoro, formazione e impresa, servizi di contrasto alla violenza, fragilità sociali, disabilità e orientamento sessuale e identità di genere.
La Consigliera di Parità, l’avv. Ivana Pipponzi: “Oggi farò la consegna ufficiale al presidente Santarsiero, la regione Basilicata farebbe un gran passo in avanti, accogliendola. In una regione in cui si assiste a spopolamento, dobbiamo non più consentire alle donne di lasciare il lavoro in quanto madri. Bisogna Favorire maternità e paternità, ma anche scongiurare quote arcobaleno, perché le persone LGBT lo sono al pari delle altre. È un discorso di cultura paritaria, bypassare il concetto di diversità come detrimento. La diversità è un valore, solo così cediamo il passo alla rivoluzione. L’affermazione delle pari opportunità è connessa inoltre all’economia. Con le donne occupate cresce dell’8% il Pil”.
Il presidente del Consiglio regionale, Vito Santarsiero: “Avvieremo l’iter negli organi in cui va discusso. Un testo base molto importante. Plauso all’articolo 5, che mette insieme più voci e realtà. La questione delle pari opportunità è ragione di sviluppo”.
Cinzia Marroccoli sul contrasto alla violenza di genere: “Vogliamo fare in modo che si costituisca una rete, di servizi, sportelli, forze dell’ordine e vari altri partner. Solo con la rete si costruisce protezione e sostegno alla donna, vittima di violenze, senza cui sarebbe sola o peggio isolata. La rete deve essere adeguatamente formata. Tutti i componenti devono sapere come fare per mettere in protezione la donna e darle sostegno. Passata questa fase, bisogna garantirle lavoro, e assicurarle autonomia abitativa. Occorre infine fare sensibilizzazione sul territorio, collegata ai linguaggi usati nelle narrazioni sulla violenza”.
L’avv. Morena Rapolla: “Si tratta di un contributo legislativo, il legislatore ha sottolineato come deve essere rimessa al centro la Persona. Il baricentro di azione di tutte le azioni di natura legislativa; laddove ci sono opportunità impari non c’è tutela dei diritti. Sono espressioni gemelle. Quando esistono vulnerabilità sociali, la Regione deve intervenire contro le simmetrie di svantaggio. Quando avviene ciò?! Quando il tutto viene trasformato nello stigma sociale. Si pensi ai portatori di abilità diverse e in ottemperanza della autonomia. Le persone Lgbt, portatrici di competenze, professionalità e saperi, verrebbero sostenute nell’inserimento nel mondo del lavoro, nella promozione della cultura di libertà di autodeterminazione (garantito peraltro dall’art. 3 della Costituzione). Sono previste misure per combattere il bullismo omotransfobico, con percorsi nelle scuole e nelle famiglie in primis. È una legge che costa poco ed è un passo di civiltà notevole. Cristallizza il pieno diritto di sè. Il diritto a essere felici appartiene a tutti”.
L’avv. Luisa Rubino: “Impegno per implementare e valorizzare i diritti, uno strumento che andrebbe esercitato in ogni aspetto della vita sociale”.