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Riprendiamo il giro fra le parrocchie di Potenza per approfondire come esse si inseriscono nel contesto sociale cittadino. Tocca oggi alla parrocchia di San Michele, nel centro storico di Potenza, che insieme alla Cattedrale ed alla parrocchia di San Francesco, provvede alle esigenze spirituali degli abitanti della parte antica di Potenza.

La chiesa di San Michele è un edificio del quinto secolo che la Soprintendenza ha sottoposto a tutela per la bellezza architettonica e per numerose opere d’arte qui conservate. Da quando la Trinità è chiusa in attesa di ristrutturazione la chiesa di San Michele “ospita” anche alcuni suoi parrocchiani. Parroco di San Michele è don Mimmo Florio che si è insediato solo due mesi e mezzo fa, lo intervistammo nel gennaio di 2016 quando era il parroco di Santa Cecilia per cui Don Mimmo può fare il paragone fra le due parrocchie.

 

Le realtà sono diverse, è stata una scelta del Vescovo quello di destinarmi in questa parrocchia e l’ho accolta come volontà di Dio, per me si tratta di un ritorno nel centro della città in quanto, prima della destinazione nella parrocchia del rione Poggio Tre Galli, ero stato per 12 anni nella parrocchia della Cattedrale per cui già conoscevo la realtà sociale del centro storico, assai diversa da Poggio Tre Galli che è un rione popolare, vissuto da molti giovani, tanti bambini, tutto al contrario della nuova destinazione dove prevale un tipo di popolazione anziana con larga rappresentanza della borghesia.
Quale territorio comprende la sua parrocchia? Quanti sacerdoti operano nella parrocchia?
Per il momento sono solo, neanche l’aiuto di un diacono permanente, ma non mi lamento. La parrocchia abbraccia parte di via Pretoria e vicoli adiacenti, Corso Umberto, Montereale, via Mazzini e le zone di campagna Giarrossa, Dragonara e via Isca del Pioppo, quest’area rurale a breve verrà assorbita dalla nascente parrocchia di Santa Chiara a Macchia Giocoli.
Oltre alla chiesa di San Michele sotto la “giurisdizione” della parrocchia c’è anche la chiesetta di Santa Lucia a Portasalza.
Da sempre ci occupiamo della chiesetta di Santa Lucia, qui si celebra messa solo la domenica mattina alle 9.30 grazie all’impegno di un sacerdote anziano, don Michele Ruggiero.
Qual è la tipologia del tessuto sociale dell’area di competenza della sua parrocchia?
Impiegati, commercianti, professionisti compongono il tessuto sociale del centro storico, pochi gli appartenenti alla classe operaia.
Quali emergenze sociali insistono?
Purtroppo anche in quella che potrebbe sembrare un’isola felice ho trovato situazioni in cui la povertà la fa da padrona. L’esercito dei nuovi poveri è composto soprattutto da chi ha perso il lavoro. Proprio per tentare di arginare questo fenomeno in questi giorni stiamo creando, unitamente alle comunità parrocchiali della Trinità e della Cattedrale, un centro di ascolto della carità dedicato all’emergenza nel centro storico.
Come è organizzata l’attività caritatevole all’interno della parrocchia? C’è un gruppo che fa capo alla Caritas?
Non abbiamo ancora una sezione parrocchiale della Caritas però abbiamo un attivissimo gruppo di parrocchiane del volontariato vincenziano che si occupa che assistere alcune famiglie povere, almeno una ventina, a cui si provvede a consegnare prodotti alimentari e quant’altro di cui hanno bisogno, abbiamo chiesto ai fedeli che in occasione delle messe domenicali di portare qualcosa per aiutare queste famiglie.
Quali sono le attività collaterali svolte in parrocchia? Qual è il programma completo delle attività svolte e/o organizzate durante tutto l’anno?

Oltre al gruppo delle volontarie vincenziane, opera il gruppo dell’azione cattolica e quello dei catechisti, mi preme sottolineare che l’età media dei miei catechisti è quella dei giovani, con tanti genitori abbastanza giovani, al contrario dell’età media dei fedeli che è piuttosto alta, questo è un motivo di speranza.C’è inoltre un gruppo, che io considero il fiore all’occhiello per la parrocchia, il Centro di aiuto alla vita, un’associazione che aiuta quelle donne che vorrebbero abortire incoraggiandole a desistere da questo intento supportandole anche dopo il parto. Purtroppo, per mancanza di adeguati spazi, non abbiamo un oratorio.

Come giudica i tanti appelli di Papa Francesco tendenti a moralizzare la chiesa?
Intendiamoci cosa si intende per “moralizzare”.
Papa Francesco continua a lanciare allarmi circa la pedofilia praticata da servitori di Dio, insiste sulla carità e incita a favorire l’integrazione dei migranti, per esempio…
Il papa sta lanciando messaggi forti, all’interno della chiesa, dai preti alle alte gerarchie, sta mettendo delle regole stringenti per estirpare il fenomeno della pedofilia con grande intransigenza ed io sono pienamente d’accordo con questo suo agire.
Le risulta che in città ci sono stati episodi di pedofilia che in qualche modo hanno riguardato esponenti della chiesa locale?
Assolutamente no, grazie a Dio a Potenza non ci sono stati episodi di questo genere.
Potenza ospita parecchie centinaia di migranti, mancano programmi per favorire l’integrazione, cosa fa la sua parrocchia in favore di questi ospiti della città capoluogo di regione?
Premetto che condivido l’appello del papa a favore di una degna accoglienza ai migranti, ma credo che sia importante trovare il modo di come accoglierli per favorire una reale integrazione. Quando ho preso possesso della parrocchia, che, mi piace ricordare, è stata retta da francescani, circa due mesi e mezzo fa, una delle priorità che mi sono presa è quella di rispettare la scelta francescana che ha sempre professato la povertà e l’accoglienza. Mi piacerebbe altresì cercare di “accogliere” i giovani, quei pochi che rimangono a Potenza, che la sera “strusciano” in via Pretoria. Per i migranti in particolare vorrei impegnarmi, unitamente agli altri parroci delle chiese del centro storico, a stilare un progetto di accoglienza serio a favore di questi ospiti della nostra città oltre che degli emarginati e dei nostri giovani.
Nella sua parrocchia esiste un “tariffario” (matrimoni, battesimi, funerali) applicato per sopperire alle esigenze della parrocchia?
Per fortuna qui a San Michele non ho trovato alcun tariffario per cui i fedeli fanno delle offerte libere per la varie celebrazioni. Sovente vengono fatte offerte spontanee in denaro per aiutare i poveri. La prima domenica del mese il ricavato della questua è destinata ad opere di carità e sono compiaciuto che i nostri fedeli rispondono bene.