editoriale0212

Cari Contro-Lettori,

facciamo una piccola panoramica, settimanale, sulla nostra regione. Nel capoluogo, terra di “morti viventi” e di “vivi morenti” (per citare Tiziano Sclavi), c’è chi avrebbe lucrato sui defunti (quelli veri) dando vita a una sorta di odiosa “loculopoli”; sempre Potenza, secondo un pluripremiato, celebrato e corteggiato fumettista come Zerocalcare, sarebbe una sorta di atollo desolato e mal collegato, che ha dato i natali a politici di belle “speranze”, ma che hanno la faccia da ciuccio, e che per questo si merita l’appellativo di “Stocazzago”. Sul versante Matera, le cose non sembrano andare meglio. Un disabile settantenne (nella foto) protesta davanti al Comune perché, nella casa assegnatagli, non riesce a entrare nemmeno nel bagno, e quelli “si accorgono” che il contratto è scaduto e lo sfrattano. Di più: siamo praticamente alla vigilia del 2019, e –secondo il Presidente della Deputazione di Storia Patria, nonché docente ordinario di Storia all’Università- in quel della Capitale della Cultura si penserebbe a tutto, fuorché al rigore storico e culturale (che- al di là degli aspetti antropologici- è la base su cui costruire e pensare il “dopo” 2019). Per non farci mancare nulla, Pietro Simonetti (del Centro studi e ricerche economico-sociali) fa notare come –a ben 37 anni dal terremoto del 1980- in Basilicata c’è un “patrimonio” quasi intonso di circa 20 milioni di euro, ovvero soldini sprecati o poco utilizzati (ci sarebbero ancora 100 capannoni, o strutture simili, non usati o in balìa del tempo e dei ladri). Che dire. “Dalla culla alla bara”, era il motto degli etnologi che –negli anni 50 del secolo scorso- venivano qui da noi “in spedizione”, col proposito di documentare la (grama) vita dei Lucani. E così, a quanto pare, ci tocca nascere in posti come “Stocazzago”, combattere per una vita contro i mulini a vento, morire di aspirazioni, e poi magari incappare (dopo morti) in un lercio giro di bustarelle, cadaveri e compari. Confidando, nel frattempo, di riuscire a entrare nel cesso di casa, per evitare di farla nel corridoio. Buona vita a tutti.

 

Walter De Stradis