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Si è tenuto oggi “un incontro teso a comprendere le ragioni ostative all’attuazione dell’art. 76 della Legge Regionale n. 5/2005, come modificato dall’art. 46 della Legge Regionale n. 19 del 24.07.2017”. Lo rende noto la Consigliera regionale di Parità. Il novellato – spiega Ivana Enrica Pipponzi - prevede che “in deroga a quanto stabilito dall’art. 34 della Legge Regionale 2 febbraio 2006 n. 1, possono altresì essere rilasciate concessioni demaniali marittime e stagionali, ai Comuni o alle associazioni di volontariato che svolgono opere e/o attività in favore di disabili intellettivi e motori e delle loro famiglie, al fine di realizzare strutture stagionali attrezzate per l’accoglienza ed il godimento del mare”.
Ed ancora, il secondo – sottolinea Pipponzi - prescrive che “all’autorizzazione e/o concessione demaniale di cui al comma primo e primo bis, provvede il Dirigente del Competente Ufficio Demanio a richiesta degli interessati e, previa verifica delle condizioni necessarie per potersi impiantare le strutture di che trattasi nel numero massimo di uno per ogni Comune, qualora non ci siano stabilimenti balneari già adeguati alla accoglienza dei disabili”.
“Invero, la normativa in parola ad oggi è rimasta lettera morta, nonostante siano state avanzate richieste di Concessioni al Demanio per la realizzazione di lidi inclusivi”, dichiara la Consigliera regionale di parità, “né tampoco sono state fornite spiegazioni in merito al predetto ritardo nell’evadere le richieste”.
“Si rende necessario” - prosegue la Consigliera regionale di Parità - “un doveroso approfondimento dell’iter amministrativo che ad oggi di fatto preclude la parità di accesso delle persone con disabilità intellettiva e motoria al godimento del mare, con evidente vulnus ai loro diritti fondamentali, quali ad esempio il diritto all’inclusione, all’accessibilità ed alle pari opportunità, come da ultimo sancito anche dalla Convezione Europea dei Diritti dell’Uomo”.
“Pertanto”, conclude la Consigliera regionale di parità, “è necessario che tutti gli organi istituzionali preposti forniscano le necessarie spiegazioni in merito al ritardo nell’attuazione normativa in parola e che, in ogni caso, si facciano - tutti - carico di trovare una pronta soluzione al fine di consentire alle persone disabili di esercitare appieno la propria personalità”.
All’incontro hanno partecipato il sindaco di Bernalda, quale Comune capofila della Costa del Metapontino, Domenico Tataranno, la coordinatrice regionale del Tribunale per i Diritti del Malato, Incoronata Bochicchio e il presidente di AnfasOnlus, Giuseppe Tataranno, che avevano rappresentato la problematica.