editoriale1410

Cari Contro-Lettori,

(la scienza ci dice che) il pianeta del sistema solare più simile al nostro è Marte. E’ grosso, alla buona, quanto metà della Terra e – nonostante il suo “giorno” (periodo di “rotazione”) duri praticamente quanto il nostro- ci mette il doppio del tempo a girare intorno al Sole (periodo di “rivoluzione”). Un anno marziano equivale dunque a due terrestri. Tutto questo (narra la fantascienza), faceva sì che i governanti locali fossero pagati il doppio e che le cariche elettive durassero altrettanto (dieci anni invece di cinque e così via). La risorsa principale della popolazione era un corrispondente marziano del nostro petrolio che veniva estratto in lungo e in largo, animando il dibattito sull’ecosistema del pianeta, che di suo era piuttosto lussureggiante. Ben presto, le polemiche sulle doverose compensazioni e sull’ancor più doverosa tutela della salute divennero “noiose” agli occhi dell’intellighenzia locale, e tutto ciò fece sì che gli animi s’impoverissero (oltre alle tasche dei cittadini, ma quello era già successo), e che “l’aria” sul pianeta diventasse presto “irrespirabile”. La loro biosfera, di conseguenza, si assottigliò, e ciò fece sì che raggi cosmici e radiazioni solari avessero la meglio indisturbati. Insomma, finì che i marziani erano tutti “cotti”. La gente, ridotta al verde, e verde dalla rabbia e dalle radiazioni, addrizzò letteralmente le antenne e tutt’a un tratto sparì (ci fu uno spopolamento, insomma) per recarsi altrove nel cosmo. Furono tantissimi i marziani con la valigia. La fuga dei cervelli alieni fu inarrestabile, nonostante i richiami a tornare mossi dai politici dell’altro mondo (in ambito “voto di scambio” erano primi nella galassia, ma alla fi ne servì a poco). E così Marte, da brulicante di vita e verde che era (pure lui), divenne un sasso desolato e –ironia della sorte- tutto “rosso”. A questo punto (riferiscono alcuni sgangherati autori di “scienza eretica” e di “complottismo”), c’è il fondato sospetto che questi alieni e la loro progenie si siano trasferiti proprio sulla Terra. Millenni fa. Morale della favola (perché di questo si tratta): ma non è che –fra tutti i marziani atterrati quaggiù- quelli toccati a noi Lucani furono i loro politici?

 

Walter De Stradis