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Cari Contro-Lettori,

Petrolio, pensionati, politici e pazienza: il destino della Basilicata sembra sempre più appendersi alle stesse consonanti (senza contare in famosi “puniti” e “prima nomina” che spesso –come dicevano i nostri nonni- arrivano negli uffici, di varia natura, del Capoluogo).

Basta leggere questo numero del nostro settimanale (e gli altri giornali) per scoprire che ogni cosa è “in fase di attivazione”: la sanità “si riorganizza”, l’alta velocità “arriverà”, i servizi “ripartono”, l’agricoltura “riflette”. È la declinazione lucana del futuro anteriore: avremo migliorato, avremo inaugurato, avremo risolto. Nel frattempo, i cittadini avranno atteso.

Potenza è la città dove la sicurezza è “ad alto impatto”, mentre il centro storico è “a basso entusiasmo”; dove i controlli si moltiplicano, ma le buche resistono; dove ogni assessore promette di “riqualificare” e finisce per giustificare. Le campagne chiedono acqua, gli ospedali chiedono medici, i potentini chiedono parcheggi: tutti, insomma, cercano qualcosa che non c’è. “Soon come” cantava Peter Tosh, riferendosi a una ragazza che al telefono lo tranquillizzava, a lui, ansioso di vederla: “Tranquillo, arrivo presto”. Sì, buonanotte. Oggi è diventato quasi un protocollo istituzionale.

Così come è “protocollare” non rispondere agli interrogativi, alcuni dei quali persino scabrosi, sollevati dalla stampa locale, né tantomeno degnarsi –ci spiace dirlo, a proposito di qualche politico nostrano (più di uno)- di rispondere alle richieste di interviste. “Per Grazia di Dio e volontà della Nazione”, si leggeva nell’incipit dei documenti del Re d’Italia, ma a dispetto della arrogante intestazione, proprio come Vittorio Emanuele II e famigliari, certi "monarchi" locali –pur nel nostro sistema democratico- non li ha eletti (né tantomeno votati) nessuno. Anzi, magari altrove sono stati pure trombati. Che se lo ricordino. Ma intanto sono lì, seduti nei loro scranni, e tanto (gli) basta, evidentemente.

Nella regione ove un tavolo tecnico non si nega mai a nessuno, al pari di un affidamento diretto, di un assessorato esterno, di una nomina fiduciaria o di una poltrona in un ente satellitare, il malcontento galoppa a tutto... gas.

Walter De Stradis