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Cari Contro-Lettori,

da Generale a marinaio il passo è breve, se –al di là degli annunci tanto al chilo- alla teorie poi non segue la pratica. Perché, si sa, il diavolo si nasconde nei dettagli.

«Pecunia non olet, il denaro non ha odore e vale a prescindere da quale sia la sua provenienza: locuzione appropriata al contesto paradossale di accordo che mette insieme alcuni privati, petrolio e agroalimentare, rischiando di diventare rappresentativo di una regione intera e della sua attuale governance». Lo dichiara il consigliere regionale di Avanti Basilicata, già assessore all’agricoltura, Luca Braia che si chiede anche se si tratti di semplice “ingenuità istituzionale”, quella di una Regione che sta a guardare (e presiede alla firma), oppure che sotto ci sia altro, ovvero il farsi «garanti dell’accordo elettorale Eni+Petrolio+Basilicata+Coldiretti».

L’attuale assessore al ramo ha invece motivato la sua presenza alla firma come «un senso di riguardo per l’atto che si stava concretizzando e che, come è evidente, non aveva nulla a che fare con quanto ipotizzato in via malevola» da Braia. Tuttavia il “dettaglio” segnalato dall’ex assessore trova eco anche nelle parole sollevate dal collega pentastellato Leggieri: «E’ un vero e proprio paradosso, il supporto da parte di Eni del marchio lanciato all’inizio del 2019 da Coldiretti e che si chiama ‘Io sono lucano’, più che rilanciare l’agricoltura lucana, potrebbe definitivamente affossarla (…) Da quando sono iniziate le attività estrattive in Val d’Agri le aziende agricole della zona si sono dimezzate».

Sempre l’attuale assessore Fanelli segnala che l’accordo riguarda il monitoraggio ambientale, la tutela dei mercati a chilometro zero, una campagna di marketing e comunicazione.«Una manciata di euro da Eni -sostiene invece “l’ex” Luca Braia- a un centinaio di agricoltori Coldiretti (neanche tutti) per attività di promozione, mediaticamente e poco altro, diventa un rischio enorme dal punto di vista del marketing e del posizionamento commerciale per la Basilicata tutta, in cui operano oltre 20 mila aziende agricole».

Il punto è, se non si fosse capito, che la politica nostrana dovrebbe sempre scongiurare «commistioni dirette nel rapporto tra agroalimentare lucano, produttori, aziende agricole ed aziende legate al petrolio, evitando ‘relazioni pericolose’ o che potessero generare dubbi e ritorni negativi al comparto».

«Bardi e la sua maggioranza a trazione leghista –riassume dal canto suo Leggieri- mettano al primo posto la salute, l’ambiente e il futuro di fronte alle pressioni e alle richieste che arrivano dalla multinazionali del petrolio, Eni in primis».

Per la serie, «Commetti il più vecchio dei peccati nel più nuovo dei modi», come diceva il Grande Bardo (Shakespeare, non ‘O President’).

Walter De Stradis