editoriale2909

Cari Contro-Lettori,

qualche giorno fa si è tenuta la “Giornata europea delle Lingue”, nata su iniziativa del Consiglio d’Europa nel 2001 e celebratasi anche qui in Basilicata. Anzi, specialmente in Basilicata. Curiosamente, infatti, l’evento si è svolto praticamente in concomitanza con la notizia della revoca degli arresti domiciliari del governatore Marcello Pittella, e pertanto, più di qualche esperto “linguista” non ha voluto far mancare il proprio apporto, producendosi in acrobazie “linguistiche” (meglio ripetere) davvero rimarchevoli: “non ti scordar di me” assortiti (mascherati magari da dotte citazioni giuristico - filosofiche - cinematografiche) si sono letti sulla Rete e non solo; certo, si dirà, erano tutte frasi in Italiano, ma la prontezza di riflessi era davvero internazionale, da campionato del Mondo! Da Olimpiadi, verrebbe da aggiungere! Viepiù che è impossibile non notare che cotanta umana comprensione e condivisione “social” degli altrui patimenti è maturata soprattutto in chi deve le proprie fortune –a sua volta- nell’altrui benevolenza (viene da chiedersi però se il Presidente Pittella certe intense e soprattutto spontanee manifestazioni d’affetto e di stima le abbia lette davvero, o se magari –preso da ben altri pensieri- di andare su Facebook non ci ha pensato proprio. Senza contare, e ce lo auguriamo un po’ tutti, che magari in cuor suo si è stancato persino lui degli ammiratori di professione). Al contrario, quelli come il povero Zio Vito, che certo esperto “linguista” non è (poiché si esprime con forte cadenza potentina), non avvertono parimenti –hailoro identici e immediati afflati poetico-giaculatori, e di conseguenza non si producono in sperticate e amorevoli difese d’ufficio dal gratuito patrocinio, né si sbracciano dal loro profilo Facebook per far notare la loro inequivocabile e sincerissima vicinanza al sofferente. Tutt’al più, quelli come Zio Vito, magari, si beccano qualche minaccia -da parte di qualche piccolo personaggio potentino che si sente un potentato- per aver reso pubbliche sui social alcune opinioni poco gradite; certo, meno dotte e acrobatiche di quelle citate poc’anzi, ma sicuramente meno umide e più ruvide. E quando qualcuno minaccia la satira, da qualche parte nel mondo cade un pezzo di civiltà. Consoliamoci con l’irresistibile (ma piena di spunti di riflessione) intervista a pranzo col personaggio creato da Mario Ierace. Buon appetito a tutti.


Walter De Stradis