EDITORIALE0710

Cari Contro-Lettori,

qualche giorno fa ero presente quando il figlio di un mio amico ha scoperto cosa comporti essere un “salariato”. E lui va ancora all’asilo.

I fatti: era una bella domenica e –prima della consueta visita all’edicola sotto casa (ricca di giocattoli e figurine)- la nonna, chiamandolo a sé, gli ha annunciato con entusiasmo: «Da oggi anche tu, come tuo fratello più grande, prenderai la “paghetta”. Tieni!». Il bambino ha guardato serio serio la cifra in suo possesso e, colto da un dubbio atroce, ha subito chiesto: «E se mi piace una cosa e i soldi non mi bastano, me la compri tu come al solito?». «E no -ha risposto la nonna, sorpresa- da oggi devi farcela con i tuoi soldini. Se non ci arrivi, aspetti di raccoglierli e POI te la compri». Inequivocabile la risposta silenziosa, ma occhiuta del piccolo: «Mi sa che ‘sta storia è una fregatura». Insomma, lo scaltro minore ha capito al volo la differenza fra l’avere un salario (il suo “lavoro”, come per tutti i suoi coetanei, è quello di fare il bambino), e l’avere un pozzo senza fondo a sua disposizione. Ho timore che quel giorno possa essere nato un politico. Vista la resistenza di molti di loro al taglio delle indennità (in regione) o alla rimodulazione dei vitalizi (a livello nazionale), viene da chiedersi, infatti, se le scelte (consce, o meno) che determinano la vita di ognuno, non siano semplicemente il frutto delle nostre risposte a poche, semplici, domande. Sempre quelle: uomini o caporali? Interisti o Juventini? Salariati o indennizzati (ad vitam)? Le nostre sono sicuramente generalizzazioni (è la ovvia premessa), ma ci domandiamo, per esempio: quale sarà il primo pensiero di un politico che è stato appena nominato in una commissione che si occupa dei suoi conterranei all’estero? Sarà rivolto ai romantici aneliti di quelle comunità, lontane nel mondo, a cui manca la loro terra di origine? O la prima immagine che gli si materializzerà in mente sarà un bel trolley da viaggio? Non lo sappiamo. Certo è, che in prossimità del congresso regionale del Pd e non troppo lontani dalle elezioni regionali e politiche, ne vedremo a bizzeffe di “viaggi” da un partito all’altro, pantomime, bisticci puerili e scherzi di Carnevale. Dimenticavo, come documenta la foto di prima pagina, le “maschere” (quelle di Halloween), qui da noi sono già in vendita. Fatevi sotto.
Walter De Stradis