imm criminalita

Cari Contro-Lettori,
le generalizzazioni sono brutte, anzi pessime, tremendamente ignoranti.

Specie quando si ha a che fare con esseri umani alla ricerca di un futuro migliore. I poliziotti di Potenza che ci hanno raggiunto in redazione, non avevano però questo intento, né tantomeno lo ha chi, come noi in questo caso, si trova a raccogliere una testimonianza così dolorosa. Sì, dolorosa, perché gli agenti che ci hanno contattato, ci hanno chiesto più volte di sottolineare che loro sono stanchi, anche spaventati: Potenza non sa cosa c’è realmente dietro alcune, molte, moltissime storie degli immigrati africani con cui vengono in contatto. Droga che si riversa in città con una facilità disarmante, anziani a rischio scippo e raggiro, tentativi di violenza sessuale, pericolosi attacchi isterici, risse fratricide e –denunciano gli agenti- soldi provenienti dalle elemosine che non si sa bene che fine fanno. Anzi, “dove” vanno. Ci sono stati raccontati episodi di vita reale, vissuta, e più che mai sconosciuta ai più, che narrano di spaccio di droga ai minori in prossimità dei portoni e nei bui corridoi di alcuni palazzi della città, di condizioni igieniche degradanti in dormitori impensabili, di sfruttamento della prostituzione di gruppo, di rocamboleschi inseguimenti nei supermercati, di perquisizioni e controlli col fiato e in gola e il cuore a mille, di cittadini che accusano la polizia e un attimo dopo sono costretti a pentirsene. Alla fine il quadro è allarmante: fra i nostri fratelli che vengono qui in cerca di aiuto, ci sono molti che, in maniera spietata e cinica, cercano di approfittare e di speculare in ogni modo possibile. E alla fine, l’immagine di istituzioni –nazionali e sovranazionali- che forse non hanno ancora capito il fattore “business” che spesso si manifesta, multiforme ma palese, in queste storie di sopravvivenza, è difficile da scacciare alla vista.