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Le storie nella grande Storia dei Magistrati uccisi dalle organizzazione criminali sono racchiuse in un avvincente e commovente libro a firma del giornalista Paride Leporace; da qualche tempo, inoltre, sono divenute trasposizione teatrale di grande interesse.

Lo spettacolo, infatti, ha all’attivo più di cento repliche, l’ultima si è svolta in uno spazio inedito e che ha rimandato suggestioni davvero importanti: il Tribunale del capoluogo lucano.
“Portare nel palazzo di Giustizia, Toghe Rosso Sangue è stato un importante atto civile” – ha dichiarato Leporace.
La presidente della Corte d’Appello di Potenza, la dott.ssa Rosa Patrizia Sinisi, in un commosso saluto alla presenza di attori, studenti e docenti ha parlato di Francesca Morvillo che “viene spesso ricordata come la moglie del giudice Falcone, ma anch’ella era un magistrato, si occupava di ragazzi, di giustizia minorile, lottava perché i figli dei mafiosi e i ragazzi in generale non seguissero strade fuori dalla legalità e trovassero vite migliori».
La pièce di Francesco Marino, scritta da Giacomo Carbone, ispirata da Paride Leporace per l’appunto è stata messa in scena da Les Enfants Terribles: Sebastiano Gavasso, Diego Migeni, Francesco Polizzi ed Emanuela Valiante.
In Italia ventinove magistrati hanno perso la vita per mano della mafia, della ‘ndrangheta, del terrorismo nero e rosso, di soliti ignoti o di tristemente noti.
“La morte ha un vecchio e grigio impermeabile”- sussurrano le quattro voci che si inseguono, che si innalzano con vigore forte per dare occasione a quelle anime di non essere vittime di una seconda morte, quella dell’oblio e che infine si abbracciano su un palco essenziale nella forma.
“I 29 giudici sono stati assassinati dal loro stesso coraggio”, inducono a pensare, mentre le colonne sonore incorniciano gli anni diversi eppure simili che trascorrono inesorabili.
È una domanda di senso che scuote e sospende chi ascolta: “Resta tutto o Resta nulla”?