corteoRuoti

150 metri di solidarietà. Un bellissimo e significativo striscione di colore rosso fuoco ha sfilato per le strade del comune di Ruoti raccogliendosi in un religioso minuto di silenzio davanti la panchina rossa in onore di tutte le vittime di violenza.

No alla violenza sulle donne. Non devono essere le donne a tacere ma Il silenzio. La condanna a tutti quei comportamenti che ci violano e ledono la dignità di donna, è stato uno degli argomenti con cui Antonietta Lucia, docente e presidente del Gruppo Coordinamento Donne ha aperto la manifestazione che è iniziata in villa San Vito alle 10:15.
Significativo anche il saluto e il ringraziamento di Giuseppina Creddo, come insegnante e rappresentante dell’Istituto Comprensivo “M Carlucci” e la quale ha sottolineato l’importanza delle Scuola in questi momenti di sensibilizzazione ed educazione, tanto che alcuni alunni hanno letto alcuni pensieri sul tema.
Il sindaco Anna Maria Scalise, da sempre attenta a queste tematiche ha sottolineato l’importanza del ruolo della donna all’interno delle mura domestiche, a lavoro e nella società tutta, la necessità di ricercare le radici della civiltà del rispetto.
Nel ringraziare l’encomiabile lavoro dell’Ufficio Servizi Sociali del comune di Ruoti, di Luana Zirpoli, assistente sociale e Stefania Sabia, psicologa, che fortemente hanno voluto e sostenuto l’iniziativa “Ris-volti. Contro la violenza sulle donne”, il sindaco ha rivolto anche la sua immensa riconoscenza alla presidente dell’associazione gruppo coordinamento donne di Avigliano e al parroco di Ruoti, Don Antonio Arenella.

RUOTI CONTRO LA VIOLENZA
“Oggi, comportamenti violenti contro le donne riguardano sia chi ha bassa cultura e chi alta, chi sta al Nord e al Sud, giovani e meno giovani, uomini di classi sociali molto differenti. Il problema affonda nella personalità del soggetto. Oggi persone di questo tipo hanno scarso controllo degli impulsi e dell’emotività. Tendono a sentirsi dominanti, padroni rispetto alla donna. Esiste ancora una considerazione della donna come sottomessa all’uomo, e questo crea grossi conflitti, perché invece la donna negli ultimi decenni ha avuto una crescita nel ruolo sociale tale per cui non accetta più una simile subordinazione. Crescendo, si trova a interagire con figure maschili con le quali vuole parità, e ciò non è accettato da questi uomini che sfociano nella violenza”, ha dichiarato Anna Maria Scalise “La violenza sulle donne è un fenomeno sociale ingiustificabile che attecchisce ancora in troppe realtà, private e collettive e nessun pretesto può giustificarla. Si tratta di comportamenti che vanno combattuti fermamente. Per estirparli, occorre agire sulla prevenzione, attraverso l’educazione dei giovani al rifiuto della violenza nei rapporti affettivi” continua Scalise.
“Ritengo, infatti, sia fondamentale Educare soprattutto le nuove generazioni al “rifiuto della violenza nei rapporti affettivi”, e noi, cari ragazzi, vogliamo farlo insieme: Comune, parrocchia, scuola, associazioni, famiglie, perché tutti insieme siamo una comunità, questo significa far crescere la nostra società dal punto di vista sociale e culturale puntando alla convivenza civile”, ha concluso il suo intervento il sindaco Scalise.