radar

La Protezione Civile nazionale, nel suo programma di potenziamento della rete di rilevazione meteo, ha programmato di posizionare un radar sul monte Li Foj nel comune di Picerno, l’impianto prevede la posa di un traliccio di oltre 20 metri con una potenza del trasmettitore di 500 watt.


L’iter autorizzativo è stato completato, il Comune di Picerno ha espresso parere negativo ma non ha valenza perché superato dalla conferenza di servizi tenutasi tempo fa.
Parte della popolazione però è preoccupata per eventuali conseguenze sulla salute, sul monte Li Foj insistono già stazioni radio base delle telecomunicazioni ed un ulteriore propagazione di onde elettromagnetiche non farebbe che aggravare le cose.
Ci sono state assemblee pubbliche nel corso delle quali sono state illustrate le caratteristiche dell’impianto radar ma le rassicurazioni ricevute non convincono i cittadini, molto attiva l’Associazione Amici di Molne Li Foj che si adopera per tutelare l’area che, bisogna ricordarlo, è inserita nell’area SIC della Rete Natura 2000 della UE.
Per oggi 22 aprile è stata organizzata dal Comune di Picerno una manifestazione pubblica per dire “No al Radar”, vi hanno partecipato circa un centinaio di persone che hanno sfilato in corteo dal monte Li Foj fino all’incrocio con la strada statale 94 a confine con il territorio di Tito. Oltre agli amministratori comunali di Picerno ha partecipato un rappresentante del Comune di Tito e l’assessore all’Ambiente del Comune di Potenza Rocco Coviello, un corteo di trattori a testimoniare le preoccupazioni degli agricoltori del posto.
Il radar da posizionare su monte Li Foj dovrebbe servire a prevedere l’intensità dei fenomeni a breve scadenza e sarebbe quindi in grado di creare un allerta in caso di imminenti fenomeni quali nevicate e grandinate. Dovrebbe servire altresì a prevedere altri eventi estremi quali alluvioni o tornadi.
Il posizionamento sul monte Li Foj servirebbe a coprire un’area molto vasta che al momento risulta scoperta fra Campania, Puglia e Basilicata. La tecnologia da utilizzare prevede il “bombardamento” a 360 gradi dell’atmosfera circostante inviando, verso l’alto, impulsi radio a microonde e dalla cui risposta si può calcolare la distanza delle eventuali precipitazioni.
A tranquillizzare le popolazioni c’è un Promemoria catalogato con il numero 226 del Giugno 1999 dell' Organizzazione Mondiale della Sanità che riporta, fra l’altro che nel caso dei radar “non presentano pericoli per il pubblico in condizioni di normale esercizio”.