arredi urbani

Il degrado della città di Matera è sotto gli occhi di tutti. Alla cronica sporcizia di strade e marciapiedi e alle isole ecologiche piene di rifiuti i cittadini sono ormai abituati e rassegnati.

Ma c’è un’altra forma di degrado, per così dire “estetico” che la fa da padrona in città. È legata all’arredo urbano o meglio all’abbandono o alla completa inutilità di alcuni oggetti di arredo urbano. È il caso di alcuni “casco park” letteralmente abbandonati in mezzo a una aiuola in viale delle Nazioni unite, all’ingresso del campo scuola. Si tratta di arredo urbano obsoleto, inutilizzato e inutilizzabile per la posizione in cui si trovano. Sono oggetti vecchi di trenta anni installati nel 1986 che in origine dovevano servire per legare la moto e custodire il casco, visto che da poco era entrata in vigore la legge sulla sua obbligatorietà. In realtà, non hanno mai avuto un grande successo così qualcuno ha pensato di buttarli nel verde, quasi occultandoli anziché rimuoverli e rottamarli. Anche perché sono completamente inutilizzabili perché sporchi e rotti: nessun motociclista si sognerebbe di mettere il proprio casco in quel ricettacolo di topi e uccelli. Ammesso che riesca a entrare con la moto nell’aiuola per legarla a questi oggetti e chiuderci il casco nei contenitori. Forse è il caso di rimuoverli definitivamente perché l’immagine di trascuratezza che un arredo urbano inutile comunica è un danno per l’immagine stessa di una città contemporanea.
Nessuno sembra occuparsi, oggi, di questi aspetti al Comune di Matera: non un architetto, non un urbanista, non un designer che sovrintenda alle tante situazioni di degrado estetico legate all’arredo urbano. Una grave manchevolezza se si considera che grazie anche allo studio dell’arredo urbano (che comprendeva anche corpi illuminati, gettacarte e tombini) nel 1994 Matera ha ottenuto il Premio dell’Unione Europea per la migliore programmazione urbana territoriale e per la migliore progettazione urbana. Un premio importante di cui oggi nessuno tiene conto nell’immagine cittadina. Quel premio per la migliore progettazione urbana assegnato a Matera e ai Sassi ha un’importanza enorme se si considera che le prassi di arredo urbano applicate a Matera, rappresentavano il riferimento per il lavoro altrui: in pratica l’esempio per interventi analoghi in contesti simili. Ma quei criteri di identità storico-culturale intesi come buone prassi di progettazione, pianificazione e gestione urbana oggi sono del tutto ignorati. Ignorati, nonostante nel 1994 avessero suscitato interesse sia tra gli urbanisti, sia tra le altre amministrazioni europee che guardavano a Matera come esempio da imitare per il livello di professionalità in termini di design, sviluppo e applicazione di concetti e tecniche innovative di pianificazione. Tanto da convincere la Commissione Europea ad assegnare il prestigioso riconoscimento a Matera. I “casco park” sono solo la punta dell’iceberg di quello che accade in città: scempi quotidiani piccoli e grandi, perpetrati sotto il “silenzio” degli uffici comunali che hanno poteri direttivi, ispettivi e di controllo. Possibile che nessuno si è accorto di questi inutili oggetti? Da questo quadro emerge una visione della pianificazione urbanistica e territoriale ormai ridotta a una prassi mediocre e per di più poco rispettosa dello spirito dei luoghi.