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I grandi occhi chiari e il viso giovanile (36anni) sono un po’ in contrasto con quella calvizie. Gino Giorgetti è però chiaramente una “testa pensante”: nato e cresciuto a Melfi, emigrante “di ritorno” per scelta, dal 2018 lavora per una multinazionale svedese occupandosi di “data quality”.

E’ consigliere regionale per i Cinque Stelle (la questione del ricorso presentato da un'altra candidata pentastellata è in attesa di definizione), nonché Vice Presidente della IIIa Commissione - Attività Produttive, Territorio, Ambiente (o meglio, la “Commissione Tutto”, come la chiama lui). 

D: Come giustifica la sua esistenza?

R: Iniziai a cambiare idea sull’impegnarsi in politica quando nacque mia figlia. A me nel lavoro è andata molto bene: sono un informatico e sono sempre stato molto richiesto. Mi dissi «Io nella vita ho avuto culo, ma lo avrà anche lei?!?». Cominciai quindi a riflettere sui vari problemi della nostra regione.

D: L’estate scorsa, in sede di discussione della relazione programmatica del neogovernatore Bardi, lei gli disse che era “impossibile accettare” ciò che il generale e il presidente del consiglio Cicala avevano detto, ovvero che il petrolio venga ancora considerato “una risorsa”.

R: Non lo dico io, ma i numeri. L’Istat ci dice che dal 1998 a oggi la Basilicata è scesa di 50mila abitanti; il rapporto “Basilicata” di Bankitalia ci dice che negli ultimi cinque/dieci anni la nostra situazione industriale è pressoché “stabile”; però dice anche che le estrazioni petrolifere sono “in crescita”. Io sono un razionale: se la linea generale rimane “stabile” mentre qualcosa sta “crescendo”, vuol dire che tutto il resto sta “diminuendo”.

D: Il turismo?

R: Ma qui da noi è come se non ci fosse mai stato, mai preso in considerazione! Eppure potremmo viverci. Nel caso di Matera 2019, a organizzare pacchetti turistici è stata ...la Puglia!

D: Quindi allevamento, agricoltura…

R: Nelle zone interessate dalle estrazioni è diventato impossibile. Ci sono aziende che hanno dovuto chiudere perché impossibilitate a raggiungere i terreni a causa degli impianti, altre perché non vendevano, per colpa di quel “marchio”.

D: Tutto ciò fa il paio con la mozione che voi del Movimento e gli esponenti del centrosinistra avete fatto per chiedere la sospensione delle estrazioni.

R: Quella è una cosa molto tecnico-giuridica, ma io sono proprio per la chiusura delle estrazioni. Pittella, nel consiglio sul petrolio, mi ha definito “No Triv” e poi ha aggiunto, «senza offesa, eh?». Io gli ho risposto: «Non capisco perché dovrei offendermi!». Ma torniamo ai numeri: negli ultimi vent’anni, abbiamo avuto circa 60milioni di euro l’anno in royalties. In media. E ancora gestiscono le cose come se la Regione non possa farne a meno, quando invece ha un bilancio di tre miliardi e mezzo! Sono quindi una briciola.

D: Perciò se ne può fare a meno?

Servirebbero a tutt’altro e vengono utilizzate per “dopare” alcuni settori. Mi spiego. Nel 2016, in seguito alla chiusura del Cova, vennero a mancare i soldi (le royalties che loro dirottavano nella sanità) e scattò il problema del servizio sanitario. Soluzione? Accorpare tutto al san Carlo, creando altri problemi non indifferenti.

D: C’è poi la faccenda del lavoro “lucano”.

R: Lo stesso assessore Rosa ha ammesso che in Basilicata lavorano circa 700 persone nel comparto petrolifero. E se non ricordo male, solo 350 sono i contratti a tempo indeterminato. Tutte le figure dirigenziali non sono lucane. Il petrolio, quindi, non dà lavoro.

D: Quindi per lei è più realistico “liberarsi” del petrolio piuttosto che sfruttarlo al meglio, già che c’è?

R: Secondo me sì. Abbiamo avuto vent’anni per capire che il petrolio, non portando ricchezza, non ha senso, qui da noi. E’ un discorso di pro e contro. Il petrolio è un “doping” finanziario e noi comunque siamo privi di una “exit strategy” da esso.

D: Quindi il dibattito su come vengono gestite le trattative dal nuovo governo regionale non l’appassiona più di tanto.

R: Lo seguo, con occhio molto critico. Ci sono aspetti molto interessanti, ma di cui, se andiamo a vedere gli atti, già si parlava nel 1998. Un esempio: Bardi ci dice che nella trattativa con Total è in pratica prevista la fornitura gratis di gas metano. Nel ’98 c’era già qualcosa di simile: Eni s’impegnava alla creazione di un’azienda pubblico/privata per la fornitura ai Lucani di energia elettrica a basso costo. Lei l’ha vista? Io no. Ora Total dovrebbe allacciarsi alla rete pubblica e far cambiare gestore a tutti i Lucani? Discorsi velleitari, solo per farci accettare le condizioni di Total.

D: Secondo lei questa è una partita che non dovrebbe proprio esserci. Ma coma sta giocando la Regione?

R: Pro-petrolio. Già in campagna elettorale ne parlavano e si dichiaravano tali: ricordiamo la foto di Salvini con la maglia dell’Eni. Se io, Regione, alzando il valore delle royalties da 0.50 a 0.80, penso di poter portare un vantaggio ai Lucani, devo anche dire QUAL E’ e COME lo userò. Ma se l’obiettivo vero è quello di evitare la “spending review” nella Regione stessa, allora è un altro discorso. Tra l’altro, l'abbiamo visto: si assume l’amico dell’amico e se si può gli si alza pure lo stipendio. Secondo me, inoltre, Eni già l’aveva detto alla Regione: «E’ inutile che vi affanniate, in forza del decreto Monti io continuerò a estrarre lo stesso». Probabilmente aveva anche rassicurato sul recupero delle compensazioni retroattive, a partire al 27 ottobre, ovvero dalla scadenza della concessione. Allora la cosa che a me non è piaciuta è Gianni Rosa che si alza dal tavolo facendo l’allarmista. Se Eni “non ci vuole dare niente”, gli chiudi il rubinetto e sospendi, subito! Dopotutto l’assessore sei tu! Ma sa perché non si fa? Perché lo scopo finale è fare la parte degli eroi quando saranno riusciti a “strappare” a Eni quel che invece è ordinario.

D: Lei aveva anche chiesto una commissione d’inchiesta sull’eolico.

R: Per istituire la commissione ci vogliono cinque firme in Consiglio. Noi del M5S siamo tre. Purtroppo non è praticabile che tanto il centrosinistra quanto il centrodestra vadano contro il loro lavoro o contro qualcuno del loro partito. Pertanto quest’idea è ferma, ma le assicuro che è un’ottima “merce di scambio”, perché prima o poi verranno loro a chiederci una firma per qualche altra commissione d’inchiesta, e allora….

D: Lei ha fatto alcune interrogazioni, ancora senza risposta, sulla sanità, in merito a sale operatorie e pronto soccorso. In particolare, vuole informazioni sui turni del personale del comparto e della dirigenza medica, nonché delle “effettive presenze”. Come mai?

R: Il nostro sistema sanitario è carente di personale, da ogni punto di vista. Nel san Carlo e in altri ospedali, entro la fine dell’anno, sono previsti altri licenziamenti, legati, pare, al “Decreto Dignità”. Stiamo cercando di capire. I vari pronto soccorso, poi, gestiscono la maggior parte del flusso sanitario in questa regione; io vorrei un quadro chiaro, e capire se sono ben “distribuiti” e ben “proporzionati”. Voglio le tabelle!

D: Lei è un informatico. Mi dice un “bug” (“falla” - ndr) del “sistema” regionale?

R: Siamo pochi, il che rende troppo facile arrivare all’uomo che conta.

D: Ho letto che il suo collega pentastellato Leggieri è stato proponente in merito ad alcune delle nomine che erano da fare negli enti “sub regionali”. Lo ha fatto anche lei?

R: Non ho fatto nessun nominativo. Chi è venuto da me è stato rispedito al quarto piano, al protocollo, ove si consegnano i curricula. Non è mio costume proporre chicchessia.

D: Ma la legge in questi casi lo consente.

R: Non lo vieta: è ben diverso.

D: Se potesse prendere Bardi sottobraccio, cosa gli direbbe?

R: Niente che non gli ho già detto pubblicamente. Ciò che mi preoccupa è il suo eccessivo “chiedere a Roma”. Il Governatore sei tu! Decidi tu, caspita! Non c’è bisogno di chiedere sempre cosa fare a Silvio, Giorgia o Matteo! Ecco cosa gli direi, «Scusa, il Governatore sei tu o non sei tu?». Non si può ragionare con gente che non conosce la Basilicata. Ma, mi viene da pensare, forse manco Bardi la conosce, e per di più si è fatto una giunta che non è in grado di dargli le giuste indicazioni sulla regione!

D: Il film che la rappresenta?

R: Mi piace molto il genere fantastico. Direi la (prima) trilogia di “Guerre Stellari”.

D: La canzone?

R: “Under Pressure”, dei Queen. Me li fece conoscere mio padre.

D: Il libro?

R: Italo Calvino, “Il Visconte Dimezzato”.

D: Fra cent’anni cosa vorrebbe fosse scritto sulla sua lapide?

R: «Ha fatto tutto quello che gli era possibile fare». Sì, mi piacerebbe che mia figlia pensasse: “Papà ci ha provato (si commuove –ndr).