paduladestradis1.jpgPolitiche Giovanili e Pari Opportunità: da qualche tempo è questo il pane quotidiano della trentaduenne potentina Marika Padula, unico assessore (lei preferisce il termine declinato alla vecchia maniera) esterno della giunta “green” (per ragioni anagrafiche), del sindaco “green” (per ragioni anche partitiche) Mario Guarente.

D- Come giustifica la sua esistenza?

R - Non sono certo perfetta, tuttavia sono solita prendere di petto ogni situazione per portarla avanti con diligenza e tanta voglia di fare.

D- Lei di professione è una manager nel settore moda e infanzia.

R - Sì, da dieci anni sono un buyer manager e mi occupo di contrattazione con i fornitori e con tutto ciò che attiene al mondo della prima infanzia, in alcune divisioni come l’abbigliamento, le calzature e la puericultura pesante.

D- Visto che lei si occupa comunque di moda è inevitabile chiederle, seppur metaforicamente, com’è vestita Potenza oggi? Quale il look prima e dopo le elezioni?

R - Sicuramente oggi ha un look un po’ più giovanile...

D- Vedi assessori…

R - …esatto. Potenza, a mio avviso, era un po’ troppo invecchiata. Direi che oggi è una città giovane che segue le regole del buoncostume e lo fa con il giusto sprint.

D- …ma è ancora una città “con le pezze al culo”, un po’ come quei jeans che si usavano una volta?

R - Forse lo è ancora per certi versi (risate, ndr). L’attuale amministrazione si sta impegnando, tuttavia, affinché tutti, per usare il suo eufemismo, vadano in giro ben vestiti.

D- Mi è capitato di guardare un video nel quale lei afferma che la politica non deve diventare una professione, tuttavia questa sua visione cozza con l’attualità, anche perché alcuni dei consiglieri regionali del centrodestra –la sua coalizione di riferimento- secondo un articolo uscito in questi giorni, finora avrebbero dichiarato redditi irrisori (in alcuni casi zero): adesso, divenuti politici, prenderanno 100mila euro l’anno...

R - Mi sono permessa di dire che la politica non è una professione perché ci credo fermamente e conosco la mia persona, dunque la mia è un’affermazione individuale. Nel mio caso è semplicemente una passione legata a tutto fuorché ad un lavoro vero e proprio. La politica non è un ufficio di collocamento e a chi invece la pensa in questo modo rispondo che nella vita tutto avviene per selezione naturale e tutto ha una fine.

D- Altro aspetto della questione: in settimana ha tenuto banco la notizia dell’avvio delle procedure per la nomina dei “sottosegretari alla presidenza” in Regione. Non prenderanno soldi, il che –a detta di molti- è una chiara indicazione che è un ruolo cucito “su misura” per Nicola Benedetto (leader del suo partito, Idea), che di soldi non ha certo bisogno…

R - Nicola è la persona giusta, proprio perché è solo in prestito alla politica, essendo di natura un imprenditore che non ha certo bisogno di un incarico pubblico per far vedere chi è. Tutti, dunque, dovrebbero puntare su figure come la sua.

D- Ma è giusto, dunque, che la politica la possano fare solamente i ricchi?

R - Assolutamente no. La buona politica va fatta da buone persone, indipendentemente dal loro status sociale.

D- Quanto prende un assessore comunale?

R - (Sorride). Diciamo solo un compenso giusto, per quel tipo d’impegno. Ma per me, ripeto, non è stato certo un fattore determinante. Per me non lo è neanche sul lavoro.

D- Se lei potesse prendere sotto braccio il governatore Bardi, cosa gli direbbe in via confidenziale?

R - Oltre ai complimenti alla sua persona e allo straordinario curriculum, gli direi che la Regione Basilicata ha bisogno di investire sulle PROPRIE risorse, anche per quanto concerne la stessa amministrazione regionale. Devo dire, ahimè, che negli ultimi tempi ci hanno abituati all’esatto contrario.

D- Ma proprio Bardi ha chiamato nel suo staff professionisti da fuori regione!

R - E io a quello mi riferivo! Un’operazione che la popolazione ha percepito come un vero e proprio schiaffo. Qui in Basilicata abbiamo tante belle menti e professionisti altrettanto validi, dunque da questo punto di vista attribuisco al governatore un demerito. Pur essendo stata una grande sostenitrice del presidente Bardi, mi rendo conto, tuttavia, che c’è stato da parte sua un piccolo grande errore, un qualcosa che i potentini e i lucani non hanno certo visto di buon occhio.

D- Che voto darebbe, quindi, ai primi cento giorni del governo Bardi?

R - Un sette e mezzo…(sorride)

D- Sulla fiducia?

R - Sulla fiducia, anche perché sono pienamente convinta che si tratti di un’ottima persona.

D- In virtù di ciò che sta accedendo nel quadro politico nazionale, col nuovo governo giallo-rosso, secondo lei cambieranno le cose anche in Basilicata?

R - Sono onesta: non ci poteva capitare di peggio in questo momento. Quello che è successo è grave e lo sarà soprattutto per la nostra regione, poiché se ancora ci stava qualcuno intenzionato ad investire, oggi sono convinta che abbia forti dubbi in presenza di un governo che non rispecchia la volontà dell’elettorato.

D- Lei si è data una spiegazione riguardo al “folle” gesto di Salvini?

R - Il suo non è stato certo un auto-goal, bensì una mossa strategica che condurrà a una rivoluzione. Mi spiego meglio. Gli Italiani certo non sono stupidi e sanno benissimo di non aver votato gli sconfitti alle ultime tornate elettorali, dunque Salvini vuole che il Movimento 5 Stelle si esaurisca per via naturale, anzi per suicidio, poiché, indipendentemente dalla durata di questo Governo, certo gli Italiani non daranno più fiducia a queste persone, anzi prima o poi ci sarà un vero e proprio plebiscito per Salvini premier e con il centro-destra che lo accompagnerà.

D- Tempo fa c’è stata una polemica riguardo al saluto fascista avvenuto in viale del Basento. Forse è sfuggito a me, ma non mi è parso di aver letto un comunicato con una presa di distanza ufficiale da parte del sindaco o della Giunta…

R - Non è assolutamente vero poiché, nonostante in molti ci etichettano come fascisti, non lo siamo, e come Giunta non abbiamo certo visto di buon occhio quel gesto, tanto è vero che abbiamo invitato i responsabili a fare delle scuse.

D- In via ufficiale?

R - A livello verbale. Dico, però, che con quell’episodio una certa fazione politica ha colto la palla al balzo per colpirci e continuare a inveire. Quando si canta “Bella Ciao” invece è tutto a posto, anche se –nel caso di “Faccetta Nera”- so bene che si parla di un reato. Ripeto, però: noi non condividiamo affatto il gesto.

D- A Potenza c’è particolarmente bisogno di un assessorato alle Pari opportunità?

R - Ce n’è bisogno a Potenza, così come in tutte le altre parti del mondo. Se una donna in età fertile si reca ad un colloquio di lavoro corre il rischio di essere messa in secondo piano, poiché può risultare un “problema”.

C’è poi una fetta di popolazione rappresentata dai diversamente abili che, ancora oggi, si scontrano con le barriere architettoniche, poi ci sono i gender, gli extracomunitari e tutti coloro che dovrebbero trovarsi nelle stesse identiche condizioni degli altri.

D- A ridosso della chiusura del reparto di Neonatologia al San Carlo, lei è intervenuta invitando “a fare i figli e a non aver paura”. Ho letto tante critiche a riguardo.

R - Tantissime, ma le critiche a mio avviso sono arrivate da una buona parte dell’opposizione e da tutti coloro che hanno ancora un po’ di mal di pancia, poiché io sono l’unico assessore esterno della Giunta. Ebbene sono in molti a non aver digerito la cosa, senza pensare alle competenze e alle scelte legate alle attitudini della persona. Oggi sembra quasi che se si discute di famiglia e di genitorialità, anziché solo di immigrati, c’è subito qualcuno che inizia a scaldarsi. Il mio era un messaggio rivolto sì alle donne e alla loro natura, ma anche a tutti coloro che purtroppo hanno perso la fiducia nelle istituzioni. Il mio era un invito al non aver paura, perché l’attuale Giunta si sta impegnando a dare esecuzione a delle politiche dirette alle donne, alle famiglie e ai bambini.

D- Quindi, con la sua nomina ad assessore esterno, si è fatta dei nemici?

R - Direi di sì. Ma quelli che oggi sono dei nemici, fra donne e uomini, domani saranno miei amici.

D- Come ha vissuto la chiusura della Neonatologia?

R - Male, anzi malissimo, anche questo è pari opportunità. Perché non consentire ad una madre lucana che si reca presso la nostra struttura ospedaliera di sentirsi serena nell’affrontare un parto?

D- In chi va ricercata la responsabilità? Nella dirigenza del nosocomio, nell’assessorato o in chi altri?

R - Quando succedono delle situazioni di questo tipo, le responsabilità vanno ricercate su più fronti. Non mi sento, tuttavia, di attribuire le colpe a nessuno in maniera specifica. Dal canto mio, ci sono tanti progetti in pentola, e non solo per i bambini ma anche per i diversamente abili e le donne. In quest’ultimo caso ci stiamo attivando per contribuire non solo a una ulteriore sensibilizzazione sul tema, ma anche per richiamare l’attenzione sull’odioso fenomeno del femminicidio.

D- Il libro che la rappresenta?

R - “La rabbia e l’orgoglio” di Oriana Fallaci.

D- Il film?

R - “Il diavolo veste Prada”.

D- La canzone?

R - “Quello che le donne non dicono” di Fiorella Mannoia.

D- Tra cent’anni cosa vorrebbe fosse scritto sulla sua lapide?

R - Mi piacerebbe che in molti pensassero: “è stata una grande donna”.