pranzoGIORDANO

Capelli rossi, viso rubizzo e giacca verde pisello, trotterella per la sua Matera come un peperoncino che rimbalza qua e là. E di cose “piccanti” Emanuele Giordano -58 anni, di professione fotografo- ne ha dette tante nelle sue trasmissioni televisive di “critica e satira politico/urbana”. Tant’è che in molti (persino qui a Potenza), si domandano come mai la sua storica trasmissione (“Cuccurucù”) non vada più in onda sul canale di sempre (la lucana TRM) e sia invece “transitata” (col titolo di “Chikkirichi”) su una tivù pugliese (Canale Uno di Altamura). E nella Capitale della Cultura si favoleggia di un suo misterioso servizio su un parcheggio un po’ “naif”, all’ingresso di una chiesa, della Mercedes del Governatore. Ma leggiamo le sue, piuttosto vive, parole.

Come giustifica la sua esistenza?
Ma che fai, le domande come Marzullo?


Veramente questa l’ho copiata a Isaac Asimov.
Va bene, comunque dovresti chiedere ai miei genitori. Sono loro che mi hanno procreato (almeno credo). Il mio scopo, comunque, è quello di rendermi utile, a me stesso e alla comunità.


E’ la risposta che di solito mi danno i politici.

E in effetti molta gente mi ha suggerito di buttarmi in politica, ma io preferisco di no: potrei cambiare, come accade sempre.


In meglio o in peggio?
Loro di solito cambiano in peggio. E poi, anche un comune libero cittadino può e deve fare politica. Nel mio piccolo, io lo sto facendo: sono un battitore libero che critica il politico di turno solo ed esclusivamente per ciò che sta facendo o non sta facendo. Il “colore” non c’entra.


Quando ha iniziato a fare il “battitore libero”?
Per natura ho sempre odiato le ingiustizie, e già da studente adolescente –come rappresentante dei miei colleghi- ci ho messo la faccia e ho protestato. Ma questo non sempre mi ha giovato. Mi sono sempre fatto nemici di un certo livello.


Il primo che ha fatto incazzare?
Il mio preside, alla Ragioneria.


L’ultimo?
Ce ne sono molti che faccio arrabbiare: il sindaco De Ruggieri, l’assessore regionale Braia… alcuni consiglieri e assessori comunali. Io esercito il sacrosanto diritto di critica, in questo caso politica, ma non scendo mai sul personale. Loro amministrano i nostri soldi e ci devono dare conto di ciò che fanno. E’ una cosa che dovrebbero pretendere tutti i cittadini, ma -come sai- questa è una terra feudale. Per anni il nostro feudatario è stato Pittella, e quindi erano tutti alla sua corte…Per i politici, qui al Sud è più facile: essendo poveri, ci accontentiamo del solito piatto di lenticchie.


La sua prima volta in tv?
Nel 1986, su TRM, in una trasmissione che si chiamava “I panni sporchi”, un po’ l’antenato della successiva “Cuccurucù”, che feci molti anni dopo. Io e il mio amico Lucio Cotugno trattavamo problemi di cui nessuno parlava: le strade, la pulizia urbana, la mancanza di case popolari. All’epoca, però, i politici non li citavamo ancora.


Cosa che poi ha fatto in abbondanza su “Cuccurucù”.
Sì, c’era molto più peperoncino. Ma le mie non erano opinioni: fotografavo la città, ciò che non andava, e facevo nomi e cognomi dei responsabili. La mia satira, e le mie critiche, erano cioè basati su elementi oggettivi.


Questo fatto dei “nomi e cognomi” non ha nulla a che fare col suo passaggio a una tv di Altamura?
Direi di sì. Sai bene che -com’è normale- ogni editore ha la sua linea politico/editoriale. Quando iniziai “Cuccurucù” a TRM, chiesi in ogni caso di avere carta bianca. Fui accontentato. Tempo dopo, com’è ben noto, l’editore scelse un suo personale percorso politico, legittimamente, ma per me a un certo punto non è stato più possibile svolgere quell’attività di critica e satira urbana così come la intendevo io. Adesso sto a Canale 2, una piccola emittente della vicina Altamura, che mi sta dando grosse soddisfazioni: la gente mi ferma per strada e mi ringrazia perché la faccio “sorridere e riflettere”.


Lei era molto seguito anche a Potenza.
Sì, ci ho fatto diverse puntate, quando l’emittente materana decise di espandersi anche lì. Ho ricevuto una bella accoglienza dai cittadini, e mi ha fatto riflettere: sono i politici a volerci vedere divisi e a provocare screzi tra noi.


Perché?
Perché la politica è fatta così: c’è una torta da dividere e le porzioni di solito le fa “quello più importante”. Da Roma spediscono la torta e dove arriva? A Potenza. E così aprono il pacco e vedono che la torta è bella, grande, dolce e soffice…


… e poi?
… e poi diciamo che un pezzettino arriva anche a Matera. Ne consegue che noi Materani siamo spesso scontenti.


Come dire, le briciole. Ma adesso, con la storia del 2019, le cose sono cambiate.
Sì, ma chissà perché, al titolo “Matera 2019” è stata poi aggiunta la parola “Basilicata”. Mi sono informato: è accaduta solo qui una cosa del genere. E’ emblematico.


Nella classifica stilata da Il Sole 24 Ore sulla qualità della vita, Matera è scivolata al 78esimo posto, con una differenza negativa di quattro punti. Lei li avverte questi quattro punti in meno?
Chi ha fatto questa classifica, non so come l’ha fatta, ma di sicuro è stato molto buono nei nostri confronti. O forse Matera non l’ha visitata tutta. Io la città la giro in lungo e in largo: da due/tre anni a questa parte siamo in caduta libera.


Mi dica in cosa.
Sarà banale, ma direi la viabilità. Qui a Matera abbiamo fatto il gemellaggio con la Svizzera, per via dell’emmenthal: le strade sono piene di buchi. Fanno pietà. Non si sono fatte le opere di ordinaria di manutenzione, che sono diventate “opere di ordinaria s-manutenzione”. Alla fine ci costeranno dieci volte tanto. Il fatto è che a Matera ci sono giocatori di serie C (a essere buoni), che hanno avuto la fortuna di militare in Champions League. Te l’immagini calciatori di quartiere che se la giocano in Coppa Campioni? In tutti i settori c’è una palpabile mancanza di competenze e di professionalità. De Ruggieri però dice: «Il quadro che emerge dall’annuale classifica sulla qualità della vita nelle province italiane, è sostanzialmente stabile per il territorio materano. Si conferma il trend di crescita costante, negli ultimi cinque anni, nella graduatoria relativa ad Affari e Lavoro». Le risulta? Ehhh, il sindaco è una persona colta, un grande “cesellatore” della parola. Io penso che se in tv fa un incontro/scontro con Sgarbi, fesso fesso, lo fa nero. De Ruggieri è uno molto intelligente e astuto, ma sai cosa lo frega? Il tempo, che è sempre galantuomo. E che lo smentisce. Ci sono i video delle promesse che ha fatto, e all’epoca ha convinto anche me, che l’ho sostenuto (e forse è stato eletto anche grazie alle mie puntate). Nei suoi comizi disse: mai più eventi “pirotecnici” (un aggettivo tipico della sua colorita terminologia). E poi, con lui, ci siamo ritrovati con sagre della porchetta, del cinghiale, del peperone. Non so se hai visto i mercatini di Natale: una cosa squallida. Oppure la festa nel castello di Matera, il villaggio europeo di Babbo Natale: una pacchianata a suon di salsicce che manco a Canicattì (con tutto il rispetto per Canicattì).


Insomma, una delusione.
Lui diceva di voler cambiare le cose. I suoi assessori li chiamava “I miei uomini d’acciaio”. Io direi più “di cartone”, politicamente parlando. Ha fatto pure l’inciucio col centrosinistra, l’Armata Brancaleone. Pur di fare il sindaco nella Matera del 2019, insomma, è sceso a compromessi. Questo dimostra che il voto del Materano (che oggi si ritrova con lo stesso sistema che si prometteva di spazzare via), non conta più niente.


Ma, alla fin fine, l’occasione del 2019 è stata colta o no?
Guarda, noi Materani abbiamo avuto questo grosso regalo: una cassaforte piena zeppa di milioni di euro. Ma sai qual è il fatto? Non riusciamo ancora a trovare la chiave. E non credo che la troveremo mai. E qui torniamo ai giocatori di serie C. Il “Gianduiotto” -come si chiama- Verri, ride sempre. Pure sulle cazzate. Ma che cacchio si ride? Secondo me ci ha una paresi! Disse che ogni 19 del mese ci sarebbe stato un evento “boom”, ma quale? Dove? Sono tutte delle scorregge. Al Palazzetto dello Sport erano quattro gatti.


Le elezioni regionali rinviate a maggio: “cucite” addosso sulle sorti giudiziarie di Pittella?
Secondo me, sì. E’ dal 6 luglio (giorno degli arresti domiciliari di Pittella – ndr) che siamo senza Presidente. Ma forse la Madonna della Bruna ci ha fatto la Grazia …(si festeggia il 2 Luglio – ndr)


…su, non sia così cattivo.
Nooo, nel senso che io sono molto devoto alla Madonna della Bruna e l’ultima apparizione pubblica di Pittella fu proprio durante le celebrazioni. Mi ricordo che fu visto per un breve tratto, ma poi fu fischiato e sparì subito. E non lo abbiamo visto più.


Domanda ricorrente: se potesse prendere Pittella sotto braccio, cosa gli direbbe?
«Dottor Pittella, lei ha una laurea in Medicina e ha pure fatto il giuramento di Ippocrate: faccia il medico». Un medico non dovrebbe entrare in politica. Perché poi magari sbaglia e va a finire che non lo fanno andare più in città. Oddio, io sono garantista, ma bisogna avere fiducia nella Magistratura. E, come le dicevo, sono devoto alla Madonna (Ride).


Ma lei chi vedrebbe bene alla guida della Regione?
La verità è che sono molto, ma molto sfiduciato. E sa perché? Per anni ho simpatizzato per i Cinque Stelle, ma poi mi sono reso conto che –una volta al Potere- sono cambiati totalmente. Anche loro una grande delusione. Mi auguro, caldamente, che le regionali non le vincano loro.


Quando Fabio e Mingo andarono via da “Striscia la Notizia”, qui in città si diceva che ci fosse una possibilità per lei.
E’ vero. C’era chi caldeggiava una mia candidatura, invitandomi a mandare dei miei servizi. Ho preferito di no. Da vero Materano, sono un peone messicano, di quelli col sombrero: all’una voglio tornare a pranzo dalla mia famiglia, poi mi devo fare la pennichella, aprire il negozio alle 17, e poi tornare di nuovo a casa. Non ho voluto tentare, non ho certe aspirazioni; anche se forse avrei fatto meglio dell’attuale inviato Pinuccio, perché conosco la Basilicata meglio di lui.


Ha mai ricevuto denunce per le sue trasmissioni?
Uff!!!


Ce ne dica una.
In una mia trasmissione depositai da un notaio una busta col nome di colui che –scommisi- avrebbe vinto un importante appalto comunale. Annunciammo che l’avremmo aperta dopo l’espletamento della gara. Il sindaco di allora, Buccico, mi denunciò, mi pare per procurato allarme. La polizia sequestrò la busta, posta nella cassaforte del notaio, come corpo del reato; i carabinieri mi portarono l’avviso di garanzia al negozio, manco fossi il fratello minore di Vallanzasca. Ci rimasi male: dopotutto, io facevo solo satira. Ma fui difeso dal grande avvocato Pinto, sempre in prima linea per tutelare la libertà di espressione, e si risolse tutto in un nulla di fatto, ovviamente. In realtà io non sapevo nulla di particolare, avevo scommesso come si fa con chi vince Sanremo o il Grande Fratello. La mia era solo una provocazione….


…una boutade.
Che?


Uno scherzo.
Esatto! Ma sai cosa mi disse Pinto alla fine?: «Hai avuto culo, perché quando hanno aperto la busta, il nome non era quello che avevi scritto tu».


Lei non è iscritto all’Ordine dei Giornalisti…

…avrei ben potuto, ma ritengo che tutti i liberi cittadini possano esercitare il diritto di critica.


Si è mai sentito lo stesso una puttana?
Come dici? Una boutade???


No, una puttana, come dice Di Battista.
No, perché io l’ho sempre fatto “a gratis”. (risate).


La canzone che la rappresenta?
“Il mio canto libero” di Battisti.


Il film?
“Rocco ti presento mia moglie” con Rocco Siffredi. (Risate). No, scherzo, il fatto è che ce lo avevo nella mia videoteca. La cassetta ebbe molto successo, e tempo dopo uscì anche un seguito, “Rocco ti presento mia moglie. Per l’ultima volta”. (Risate) E io ce li ho entrambi! Comunque un film che mi rispecchia tantissimo è “Barry Lindon”, di Kubrick.


Il libro?
E’ dura, perché ne ho letti pochissimi. Ma direi, “Il garofano rosso” di Elio Vittorini.


Fra cent’anni cosa vorrebbe fosse scritto sulla sua lapide?
Vorrei copiare Claudio Villa: «Vita sei bella, morte fai schifo». Insomma, giusto quattro parole… “pirotecniche”.