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Il Tribunale amministrativo regionale della Basilicata ha accolto il ricorso proposto dalla Consigliera regionale di Parità, Ivana Enrica Pipponzi contro il Comune di Vietri di Potenza che non aveva nominato donne nella sua Giunta comunale.

A renderlo noto in un comunicato stampa, la stessa Consigliera regionale di Parità ricordando che “pur non applicandosi nel caso di specie la Legge Delrio che impone il rispetto della quota di genere del 40% nei Comuni con oltre tremila abitanti, è comunque obbligatorio prevedere una adeguata rappresentanza femminile ai sensi dell'articolo 51 della Costituzione.

"Questo è un importante passo avanti per il raggiungimento della parità di genere - afferma Pipponzi-. E’ finito il tempo dei raggiri normativi ai danni delle donne. Auspico vivamente che le Giunte non composte in maniera regolare possano trovare in questo provvedimento la giusta spinta per adeguarsi. La sentenza del Tar Basilicata costituisce un importante monito per il legislatore regionale affinché modifichi la legge elettorale esistente in modo che essa possa favorire un reale equilibrio di genere. Ciò che è emerso è che c'è un principio di parità sancito dalla Costituzione che non può essere superato in alcun modo".

 

Il sindaco di Vietri, Giordano, dal canto suo ha fatto sapere che: “La sentenza non incide sulla continuità amministrativa del comune. I Giudici del Tar hanno annullato il Decreto di nomina della Giunta ma non hanno dichiarato illegittimi i suoi atti. Il Tar ha semplicemente ritenuto insufficiente l’istruttoria espletata relativa al rispetto della parità di genere. Ecco perché rispetteremo la sentenza ed espleteremo una nuova e più approfondita istruttoria, ma senza comprimere un altro principio fondamentale, quello DEMOCRATICO.

Pertanto l’istruttoria sarà puntuale ed ampia ma certamente nessuno potrà pensare che un assessore possa essere individuato senza particolari requisiti, anzitutto di condivisione politica (per intenderci, la minoranza se vuole gli assessori deve vincere le elezioni); tutto ciò per non mettere a rischio l’amministrazione e quindi tutelare il buon andamento della stessa. Ancora una volta, nel pieno rispetto della legalità, ci atterremo alla legge e nel caso specifico alla sentenza n.237/2018”.