pranzoMuscatiello

Il rivestimento di quella piccola vasca da bagno, in quegli spazi angusti, appare più che altro come un muretto invalicabile. La casa del signor Marzio Muscatiello, originario di Calciano, si trova nel quartiere “Spine Bianche” a Matera. Le palazzine con i mattoni esposti, le macchie di umido sulle pareti, quei giardinetti dall’aria triste: ci è subito chiaro che ci troviamo in un tipico quartiere di case popolari del Sud, come se ne trovano a Potenza, Salerno, Napoli o Bari.

La moglie Paola, una signora minuta e dai modi gentili, ci scorge dal balconcino e subito ci fa entrare nel piccolo appartamento assegnato loro dal Comune. Il signor Marzio ci aspetta già a tavola e una rapida occhiata allo scarso spazio a disposizione ci fa chiedere come sia riuscito –lui che in casa si sposta su una sedie a rotelle “da ufficio” (quella vera non c’entra)- a infilarsi lì dietro. Inizia così il racconto incredibile di un uomo che da qualche anno lotta donchisciottescamente contro il Comune (che pare fornito di robusti “mulini a vento”) per ottenere gli adeguamenti minimi indispensabili dell’appartamento in cui vive e che in risposta ha ricevuto una diffida ad andarsene. Marzio Muscatiello, settantunenne disabile al 100%, pensionato che percepisce 750 euro al mese, sposato con una donna disoccupata, dovrebbe «lasciare l’alloggio libero da persone e da ogni cosa» proprio il 24 Dicembre. Alla Vigilia di Natale. Ma questa storia –che ora sembra che “tutti” vogliano risolvere (i “non lo sapevo” non si contano)- è piena di scherzi di Carnevale. Al pranzo era presente anche il collega Giovanni Martemucci, che nei mesi scorsi aveva seguito la vicenda di Muscatiello per il nostro giornale.


Signor Marzio, da qualche tempo lei è “in lotta” col Comune di Matera, ma se non erro lei lavorava proprio lì!
Sì, per 26 anni: ero videoterminalista all’Ufficio Tributi. Dopo qualche anno cominciai ad accusare dolori al braccio destro -quello che muoveva il “mouse” del Pc- e una commissione medica militare certificò che il nervo era spezzato e successivamente risultai non abile all’attività lavorativa. Ma nel 2009 il Comune prese e mi mise in pensione: 750 euro al mese.


Lei aveva intentato una causa di servizio?
Sì, ma non mi venne riconosciuta l’invalidità civile. Con tutti i falsi invalidi che ci sono in giro! La pensione che prendo oggi è solo quella “normale”, dovuta a 25 anni di “marche” versate! Per la spalla, alla fine, ho preso 800 euro in tutto. La situazione, come vede, si è poi aggravata: non posso camminare (ho la polio alla gamba sinistra) e oggi sono disabile al 100%. Ho avuto un’ernia che mi ha bloccato tutta la gamba, un’ischemia cerebrale… Sono su questa sedia da nove anni.


Con 750 euro al mese ebbe difficoltà a tenersi la casa, immagino.
Esatto, fui sfrattato dal proprietario, io che ero anche in graduatoria per una casa popolare, avendo versato 25 anni di marche “Gescal”. Alla fine, tramite uno che sapeva il fatto suo, venni a conoscenza di questa casa qui a Spine Bianche. Era occupata abusivamente da ragazzini dediti a festini e cose del genere, ma alla fin fine, riuscii a farmela assegnare. Era il 2012. L’appartamento, di circa 40 metri, era in condizioni disastrose e mi toccò provvedere con soldi miei, indebitandomi.


Ma vi dissero per quanto tempo avreste potuto usarla?
Nel 2014 facemmo un contratto di “parcheggio rinnovabile”, in attesa di una migliore sistemazione.


Un contratto di due anni…
La moglie Paola: Nel 2016 andai al Comune perché il canone della casa era aumentato (ora è di 55 euro). In quell’occasione, su mia esplicita domanda, l’addetto mi rassicurò: il contratto non era scaduto, veniva rinnovato automaticamente.


Quando iniziò il braccio di ferro col Comune?
Poiché la mia patologia andava peggiorando, nell’aprile del 2003 formalizzai al Comune una richiesta di contributi (previsti per legge) per ottenere un montascale e per l’abbattimento delle barriere architettoniche. In casa mia non posso nemmeno entrare nel bagno! Ha visto lei stesso. Venne il perito comunale e stabili che per l’abbattimento delle barriere architettoniche dentro casa (bagno, cucina, etc.), occorrevano 25 mila euro, mentre per quelle fuori (gradini, marciapiede, sistemazione della strada) ne occorrevano altri 20 mila.


L’anno scorso il Comune le istallò il montascale nell’atrio del palazzo.
Sì, ma solo dopo l’interessamento di Rai 3 e dell’assessore di allora: una spesa che non supera i tremila euro. E’ un intervento che –senza gli altri lavori esterni- da solo non risolve nulla. Pensi che dall’Asl io ho avuto in dotazione una “moto” per deambulazione. Allo scopo, pensai di istallare qui fuori una “casetta” per poterla custodire al sicuro, ma al Comune prima mi dissero di sì e poi fecero “orecchie da mercante”. Risultato? Non ho mai avuto il permesso e ora la tengo nel sottoscala, inutilizzata. Per uscire di casa, pago un giovane che, di tanto in tanto, mi porta a passeggio.


A quel punto lei si era già incatenato davanti al Comune?
Sì. Mi sono rivolto anche al Presidente Mattarella, ma il Comune non ha mai adempiuto alla mia richiesta di intervento sulle barriere architettoniche. E così, mi sono messo l’avvocato (la bravissima e tenace Gelsomina Cimino di Roma), con la quale abbiamo fatto una diffida ad adempiere. Ma dal Municipio nessuna risposta (se non tardiva, e con cose imprecise: noi una sedia “scoiattolo” non l’abbiamo mai avuta!) e così l’avvocato ha notificato al Comune un ricorso al Tar, per la nomina di un Commissario ad Acta. L’udienza si tiene a febbraio prossimo. Vede, il Comune dice che c’è una graduatoria, nella quale io sarei al trentesimo posto, e per di più i soldi a disposizione sarebbero scesi a 15 mila euro (soldi che dovremmo anticipare noi, tra l’altro). Quella graduatoria del Comune è una classifica delle disgrazie: io, per potermi lavare, devo aspettare che loro si decidano.


E nel frattempo come fa?
Questa poveretta (indica la moglie – ndr) mi fa sedere su una sedia e mi lava “a pezzi”.


E per i bisogni fisiologici?
In camera da letto ho una sediolina di plastica….


Dopo le proteste, le diffide, gli interventi della stampa e della tv, a novembre scorso vi arriva una missiva del Comune che vi invita a lasciare l’appartamento entro 30 giorni.
Sì, a questo punto ce ne dovremmo andare il 24 Dicembre.


Alla vigilia di Natale. Nella diffida del Municipio c’è scritto che il vostro contratto è scaduto il 31 gennaio 2016: siete morosi.
E’ un’intimidazione bella e buona. Succede che un impiegato del Comune una mattina si alza e scrive una lettera del genere…


Ma questa lettera che lei mi mostra è firmata da tale “Ing. Felice Viceconte”…

Sì, ma lui dice di essere da poco in quell’ufficio, che l’ha trovata già preparata sulla sua scrivania e che non conosceva bene la situazione. Mi ha anche detto di aver sgridato l’autore materiale della diffida. E mi ha detto di non tenerne conto perché è sua intenzione risolvere la cosa*.


Siamo sicuri?
Per il momento sono solo parole. Dopo aver chiamato lui, ho telefonato all’assessore Violetto, una brava persona. Era sorpresa, mi ha detto di aver saputo la storia tramite i giornali. Anche lei ha redarguito gli uffici competenti**.


Ma chi la scritta ‘sta diamine di diffida???
E’ proprio questo il punto. Ho interpellato il Dirigente incaricato, ma mi ha detto che era in malattia e che nemmeno lui ne sapeva nulla, e mi ha chiesto di rivolgermi a un impiegato specifico, probabilmente l’estensore della diffida.


E questi cosa le ha detto?
Tergiversava, allorché mi sono scaldato e ho annunciato che mi sarei rivolto ai Carabinieri. A quel punto, mi ha chiamato un consigliere comunale…


E’ stato il suo avvocato a denunciare questa cosa a mezzo stampa…
Sì, inizialmente il consigliere mi ha chiamato per sapere se effettivamente avessi fatto una denuncia. La moglie Paola: Al telefono, riferendosi alla questione in generale, il consigliere ci ha poi detto: “Fermate l’avvocato e la cosa si risolverà. La città ci sta facendo una brutta figura”. E’ tutto scritto nell’esposto querela che abbiamo presentato in seguito. Muscatiello: Il consigliere è poi venuto qua e si è difeso dicendo che era sua intenzione aiutarmi, e bla bla bla, ma io voglio andare fino in fondo e vederci chiaro!!! ***


Come passerete la Vigilia di Natale?
La passeremo qua.


Avete paura che possa venire qualcuno e notificarvi uno sfratto… o peggio?
Se vengono farò scoppiare un casino, anche se confido molto nel mio avvocato, che ha a un grande cuore e che sta combattendo una battaglia per tutti i “Marziolino Muscatiello” d’Italia. Troppe ingiustizie sui disabili. Troppi politici che prendono in giro, troppa gente che si arricchisce sulle nostre spalle.


La gente di Matera cosa dice di questa storia?
Sono tutti frastornati e mi danno continue attestazioni di solidarietà. Anche il parroco del mio quartiere si sta mobilitando. Anche se, come tutti i Lucani, i Materani sono un popolo che attaccano il ciuccio dove vuole il padrone. Come le gestiscono le case popolari a Matera???


In conclusione, cosa chiede al Comune?
Io ci ho lavorato…e sulla mia scrivania non c’era una carta. Pensi che alcuni colleghi, in ritardo con le loro pratiche, mi rimproveravano per questo! Io chiedo a quelli del Comune di aprire il loro cuore (il signor Muscatiello inizia a piangere – ndr)… ma vi rendete conto? Un disabile sbattuto fuori di casa alla Vigilia di Natale? Questa è una casa che io HO PAGATO con 25 anni di tasse Gescal! A questo punto rivoglio i soldi indietro dall’Inps! Ma più di tutto, io voglio rispetto per me, per i disabili e per tutta la povera gente che sta male!


Ma avete avuto qualche telefonata di sostegno.. da qualche politico, magari?
Nessuno! Nessuno! Eppure qui telefonavano quando volevano essere votati.


E il sindaco?
Ci conosciamo da giovani. Una telefonata poteva pure farmela. Zero totale. Mi faccia dire una cosa, in conclusione: io sono qui a disposizione, di tutti, per un consiglio: giovani, non giovani, disabili. Anzi, sono pronto a mettere su un’associazione per tutelare i diritti di noi portatori di handicap.


Concludiamo con una nota di speranza. In queste interviste io chiedo sempre la canzone preferita. Qual è la sua?
“Volare” di Domenico Modugno.


*Ci siamo recati in Comune e abbiamo parlato con l’ing. Viceconte. Ha confermato che, quando ha firmato la diffida (un «atto dovuto» che «non è uno sfratto»: il contratto è scaduto e ci sarebbero dei canoni arretrati non pagati), non «conosceva esattamente la condizione fisica del Muscatiello ». L’ingegnere del Servizio Patrimonio ha inoltre garantito che è sua intenzione, per quanto di sua competenza, risolvere positivamente la situazione. Entro il 24 dicembre andrà a trovare il sig. Musciatiello, e da questi si farà rilasciare una dichiarazione circa la sua impossibilità a lasciare l’appartamento (o qualcosa del genere). Dopodiché –avendone già messo al corrente sindaco e amministratori, concordi- si troverà una soluzione per venire incontro alle esigenze del Muscatiello, che per il momento non dovrà lasciare l’appartamento. Viceconte esclude che la diffida sia un atto di ritorsione del Comune (o di risentimento personale di qualche specifico impiegato) nei confronti del signor Marzio.


** Contattata al telefono, Adriana Violetto, assessore con delega al patrimonio e al contenzioso, ha confermato la «volontà politica» di venire incontro al signor Muscatiello: con la diffida, gli uffici avrebbero proceduto nei termini della «fredda burocrazia» (sarebbero diverse le missive simili inviate ad altri), ma è intenzione del Comune «risolvere e non esasperare » la situazione del signor Marzio «che a Natale sarà sicuramente a casa sua». Con l’assessore ci siamo riservati di aggiornarci a gennaio, per verificare gli eventuali passi in avanti nella questione.


*** Abbiamo più volte provato a contattare il consigliere comunale in questione, ma il numero in nostro possesso rimandava automaticamente a un’altra linea telefonica, che risultava spenta.