palazzo del governo potenza

“Il Protocollo d'intesa ‘Mille occhi sulle città’ sottoscritto ieri in Prefettura a Potenza da 16 sindaci e altri due commissari prefettizi di comuni della nostra provincia, con il contributo importante venuto dal prefetto Giovanna Cagliostro, è uno strumento importante per rafforzare la sicurezza nel capoluogo e negli altri centri come più volte i commercianti e piccoli imprenditori hanno sollecitato di fronte ai numerosi episodi di criminalità di cui sono state vittime”.

E’ il commento del presidente provinciale di Potenza di Confesercenti Giorgio Lamorgese che sottolinea: “L'accordo, che dà attuazione, a livello locale, al Protocollo sottoscritto dal Ministero dell'Interno, dall'Anci e dalle associazioni rappresentative degli Istituti di vigilanza privata, prevede la valorizzazione dei compiti di osservazione delle guardie particolari giurate, attraverso l'attivazione di un sistema operativo, omogeneo e organico, di collaborazione informativa tra le centrali operative degli Istituti di vigilanza e quelle delle Forze dell'Ordine e delle Polizie locali, allo scopo di segnalare situazioni di interesse per l'ordine e la sicurezza pubblica, comprese quelle relative a fattori ambientali e di degrado che incidono sulla sicurezza urbana.
Il tema della sicurezza – prosegue la nota - è una delle priorità tra gli imprenditori del commercio, in particolare per attività particolarmente esposte alla microcriminalità come Tabacchi e Gestori carburanti. L’allarme diffuso in Val d’Agri, nell’area Sud della provincia, nel Melandro è forte e richiede misure adeguate. Diamo atto ai sindaci di un rinnovato impegno specie per sistemi di videosorveglianza dei centri urbani. È chiaramente auspicabile una maggiore collaborazione tra Forze dell’Ordine e commercianti, anche attraverso le associazioni, in modo da creare un contatto più diretto: la sicurezza è un valore, un bene per tutti e come tale merita di essere al centro della nostra attenzione per adottare tutte le misure necessarie a garantirla nel rispetto della legge.
Da un’indagine svolta da Confesercenti – commenta il presidente Lamorgese - emerge che negli ultimi 5 anni le attività criminali siano aumentate per il 46% degli intervistati. Mentre per il 44% sono uguali: l’aumento riguarderebbe in particolare reati di furti per il 37% del campione, seguiti subito dopo da reati di delinquenza comune (35%). Un altro fenomeno rilevato, pur se in percentuale minore, è l’abusivismo e la contraffazione (11%), mentre criminalità organizzata, droga e crimini da parte di immigrati sono avvertiti in maniera molto lieve anche se sul tema criminalità organizzata c’è una netta divisione tra chi crede che ci sia una rete presente nel territorio (44%) e chi invece non crede che non ci sia una criminalità organizzata radicata (46%). Alla domanda sulle iniziative più utili per contrastare la criminalità e aumentare il livello di sicurezza i commercianti intervistati indicano come intervento prioritario aumentare il controllo di polizia (41%) e in seconda battuta garantire la certezza delle pene (25%) o inasprirle (10%). Altre misure indicate come possibili azioni sono limitare l’immigrazione clandestina e installare sistemi di videosorveglianza (entrambe rispettivamente indicate dal 7% del campione), approvare leggi più chiare (5%) e diffondere la cultura della legalità (3%).
Il focus su altri fenomeni specifici – usura, estorsione, taccheggio/furti – ha dato risultati negativi per i primi due fenomeni e l’indicazione di un aumento per il terzo fenomeno: in sostanza il 50% del commercianti non credono sia presente l’usura (solo il 18% risponde che esiste, mentre il 32 % non sa) e nemmeno l’estorsione mentre il 52% segnala l’aumento del fenomeno del taccheggio e dei furti. Rispetto all’operato attuale delle forze dell’ordine la percezione è che il loro operato sia tra buono (51%) o comunque sufficiente (40%): anche il livello di sicurezza viene avvertito come sufficiente (52%) quindi in generale il quadro si presenta positivo anche se – conclude il presidente di Confesercenti del potentino – il 52% degli intervistati ritiene che la presenza delle Forze dell’Ordine sul territorio non sia sufficiente, contro il 40% che invece la considera sufficiente”.