impiantisportivi

Cominciamo il viaggio fra le varie discipline praticate in città iniziando a esaminare la situazione degli dagli impianti sportivi per testare successivamente lo stato di salute delle principali discipline sportive che si praticano nel capoluogo di regione. Iniziamo a esaminare la situazione relativa alle discipline sicuramente più praticate, il calcio e il “calcetto”.


Il Pala Lavangone “deserto” e il Palapergola “arrangiato”

 

Per quanto riguarda gli sport al coperto ci sono un discreto numero di palazzetti e palestre; a cominciare da un modernissimo Palasport, il Palabasento di Lavangone con 3.500 posti, ma esso rimane praticamente inutilizzato per i proibitivi costi di gestione oltre che troppo distante dalla città, ci sono voluti quasi vent’anni per costruirlo e oggi è diventato la classica cattedrale nel deserto. L’impianto al coperto più grande è quindi il Palapergola di Rossellino, un impianto “arrangiato” in quanto in origine sotto la struttura di legno lamellare c’erano due campi da tennis, la capienza è inferiore ai 1.000 posti ed è utilizzato da squadre di volley e calcetto, fi no a pochi anni fa era il basket a fare il tutto esaurito. Altri impianti al coperto sono il Complesso Sportivo di via Roma con palestre dislocate su due piani, si pratica il basket, la ginnastica artistica e la danza. Altro impianto multipiano è la palestra Caizzo a Rione Lucania, qui si pratica volley e basket, a Poggio Tre Galli c’è la palestra Vito Lepore, impianto donato dalla Croce Rossa Italiana subito dopo il terremoto del 1980, qui si pratica solo la pallacanestro; all’ingresso della città nei pressi del ponte Musmeci la palestra scolastica della scuola Bramante ospita nelle ore pomeridiane team di pallavolo, a disposizione anche la palestra annessa alla scuola Sinisgalli a Poggio Tre Galli. Montereale: il triste destino del palazzetto Coni e della piscina
Quella che per anni è stata la principale palestra della città, il palazzetto CONI, da qualche tempo è inutilizzabile per problemi alla struttura, nel frattempo il demanio lo ha ceduto gratuitamente al Comune che però s’è “dimenticato” di inserire la sua ristrutturazione nel programma di interventi fi nanziati con i fondi europei ITI. Nella palestra CONI si praticava il basket, il pugilato, la scherma e le arti marziali ed è un peccato perdere un così importante presidio in pieno centro della città. Le attività natatorie si svolgono nella piscina di Montereale intitolata a Michele Riviello, l’impianto però ha una vasca di 25 metri, non omologata per i campionati di un certo livello per cui da tempo immemorabile la società di pallanuoto più importante della regione è costretta a giocare le gare interne del campionato di serie B nell’esilio di Napoli.


I campi in città in attesa di un bando (e di soldi)


Il tennis si pratica nello storico campo ubicato all’interno della Villa di S. Maria, nel polivalente di via Angilla Vecchia e nei campi di Rione Lucania, tutti questi impianti sono dati in gestione a società o alla stessa Federtennis nel caso degli impianti di Rione Lucania. Ginnastica ed arti marziali svolgono gli allenamenti nella palestra di via Roma. L’atletica leggera ha a disposizione il Campo Scuola di Macchia Romana. Alcune discipline sono costrette a sacrificarsi in strutture non idonee, scherma, pugilato, arrampicata sportiva utilizzano gli spazi al piano terra della piscina di Montereale. Da qualche anno non sono più nella disponibilità del Comune il campo di calcio e la palestra ex Enaoli, di proprietà dell’ateneo lucano. Due i bocciodromi, entrambi al coperto, al parco Montereale e nella villa S. Maria, tutti e due gli impianti sono dati in gestione a società sportive. Esistono alcuni campi sparsi per la città che sono in attesa di un bando che ne disciplini l’utilizzo, 3 campi di calcetto (Bucaletto, via Oscar Romero, Malvaccaro) di recente ristrutturazione, un polifunzionale in via Napoli dove lo storico campo di basket è stato di recente rimesso a nuovo, un campo di basket costruito sopra un parcheggio privato in via Campania, 2 campi da tennis, anch’essi rimessi a nuovo, nel piazzale Budapest a Poggio Tre Galli, tutti questi impianti al momento rimangono malinconicamente inutilizzati per l’inerzia dell’Amministrazione Comunale che non si decide a regolamentarne l’utilizzo. Per tenere in esercizio tutti questi impianti ci vogliono un sacco di soldi in quanto bisogna garantire la pulizia, il riscaldamento la guardiania, i consumi energetici, la manutenzione ed in questi ultimi anni con il Comune alle prese con il dissesto ci sono stati molti problemi per gli utilizzatori ma ciò non ha impedito di effettuare più di un intervento su alcune strutture, in particolare il Viviani è stato dotato di un moderno “prato” in erba sintetica, sui tetti delle palestre Caizzo e Vito Lepore sono stati installati pannelli fotovoltaici che consentiranno un consistente risparmio energetico ed anche la piscina è stata oggetto di lavori di efficientamento energetico. Il Comune ha deciso di dare in gestione alcuni impianti fissando dei canoni che vanno da poche centinaia di euro a qualche migliaia di euro all’anno, alcune convenzioni sono scadute, in qualche caso sono state espletati i bandi per la nuova assegnazione e in qualche caso ci sono stati ricorsi per cui la gestione è stata prorogata; abbiamo chiesto all’Assessorato allo sport di comunicarci gli importi dei canoni incassati dal Comune, ma al momento della pubblicazione di questo articolo non abbiamo ottenuto riscontro. Per l’utilizzo delle strutture sportive cittadine le società devono pagare le tariffe fissate dalla civica Amministrazione, le trovate nelle allegate tabelle. Dalla prossima settimana tratteremo le problematiche delle singole discipline intervistando i presidente delle Federazioni sportive.

 

campicalcio opt

ginnasticaARTIMARZIALI    PISCINE

 

tennis

 

 

impiantivari

 

NOTA SULLE TABELLE
Non essendo riusciti ad avere notizie “ufficiali” dall’Assessore allo sport, le tabelle ricavate sono state elaborate consultando il sito del Comune (che non è aggiornato), e apportando le modifiche dopo aver chiesto ad alcuni addetti ai lavori.