vicoloCENTRO

Concludiamo il giro fra le strade del centro storico di Potenza in compagnia dell’ex presidente della Pro Loco Giovanni De Marco che completa le segnalazioni di grandi e piccoli problemi nel “salotto buono” del capoluogo di regione.

Proseguendo verso l’arco di San Giovanni, una volta “porta” di accesso alla città, non si può fare a meno di constatare il contrasto fra la storica torre a sinistra dell’arco ed il contesto architettonico di un palazzo costruito negli anni ’70, un autentico pugno nello stomaco che andava evitato a salvaguardia di un pezzo di storia cittadino. La torre posizionata a destra dell’arco non è stata risparmiata da stupidi travestiti da writers che hanno profanato le storiche mura. La gradinata che è posizionata proprio sotto l’arco presenta l’anomalia di avere i gradini ad altezza variabile, da 15 cm, regolari, a 30 cm, troppo alti e di difficile approccio soprattutto per gli anziani, carente anche la pubblica illuminazione. Altra anomalia di questa gradinata è insita in alcuni gradini troppo lisci e con il passamano interrotto che non consente di mantenere un appiglio, i commercianti ambulanti che lì stazionano riferiscono di cadute, anche rovinose, di anziani. La parte retrostante di palazzo De Bonis, su cui è “appoggiato” l’arco di San Giovanni, è una strada senza uscita denominata via XXV Aprile dove insistono un paio di fabbricati, sul lato sinistro della strada, proprio sotto il palazzo De Bonis, c’è una vera e propria discarica a cielo aperto e qualche metro più avanti un fabbricato pericolante delimitato, da tempo immemorabile, da alcune transenne, in questa strada, complice l’oscurità, vengono a bivaccare, soprattutto il sabato sera, giovani dediti all’uso di alcolici e chissà cos’altro.

vicoloDUE

Attraversiamo la storica ex porta San Giovanni e subito un commerciante ci indica tre pozzetti che risultano da tempo ostruiti e quando piove l’acqua scorre copiosa lungo la gradinata rendendo impossibile il transito ai pedoni. Fra via Plebiscito e via XX Settembre, proprio di fronte l’arco di San Giovanni, c’è l’area che fi no a qualche mese fa ospitava dei prefabbricati, non tutti utilizzati, per attività commerciali, in passato questo spazio era utilizzato per il mercatino dei prodotti agricoli, contadini di Potenza e dei paesi limitrofi quotidianamente venivano a vendere i prodotti dei propri orti. Oggi l’area è in abbandono, ma sarebbe il caso di riqualificarla, magari reperendo fondi supplementari a quelli utilizzati per rifare la pavimentazione in via XX Settembre, Giovanni De Marco fa un accorato appello al Comune affinché si provveda a sistemare la piazzetta eliminando l’attuale differenza di quota fra le due strade. Ad abbellire lo slargo la storica fontana restaurata tanto tempo fa ma attenzionata dai vandali, per cui bisogna restaurarla nuovamente, magari si riesce ad interessare qualche privato, come ha fatto l’impresa Mancusi impegnata nella riqualificazione dei vicoli del Centro Storico, che a spese proprio ha fatto sistemare in piazza Sedile un’altra storica fontana. Sarebbe altresì auspicabile che anche in piazza Duca della Verdura torni ad avere la sua fontana, quella posata in occasione della ristrutturazione della piazzetta è stata tolta perché vandalizzata ma siccome la predisposizione è rimasta ci si augura che qui possa essere posizionata la fontana che è stata tolta dal Mercato dei Poveri per far posto al parcheggio privato. In un tratto di strada di pochi metri ricompreso fra via XX Settembre, via Cairoli e l’imbocco di vico Picernesi insistono alcuni fabbricati pericolanti fra cui palazzo Palermo di proprietà comunale, in pratica sono gli unici fabbricati di quest’area a non essere stati riparati con i fondi arrivati a seguito del terremoto del 1980, particolarmente vistosa e pericolosa una lesione presente sul fabbricato fra vico Picernesi e via XX Settembre. Percorrendo via Cairoli, la cui pavimentazione è stata rifatta in questi giorni, si arriva nella piazza principale della città: piazza Prefettura, la toponomastica ufficiale dedica la piazza a Mario Pagano, la cui riqualificazione, affidata ad un monumento dell’architettura moderna, Gae Aulenti, ha spaccato in due l’opinione pubblica, c’è chi contesta ferocemente il nuovo look della piazza, particolarmente contestata la scelta di posizionare dei pali in ferro ai margini della piazza e la infelice scelta del materiale per realizzare la pavimentazione già rovinata in più parti. Da piazza Prefettura si accede, attraverso una delle due gallerie che attraversano il fabbricato del teatro Stabile, al cinema Fiamma, chiuso dal 23 novembre 1980 ed abbandonato ad un triste destino, ci si augura che questo contenitore possa tornare, magari riconvertito, ad essere utilizzato. L’altro storico cinema del centro storico, l’Ariston, a confine con il palazzo del Governo, è invece fermo da un ventennio con le quattro frecce accese, i lavori per la sua riconversione vennero interrotti per problemi di permessi ed oggi la storica sala è avvolta dalla vegetazione e dal degrado.

CentroPALAZZO