ACIILaladfand

È stato siglato ieri un protocollo d'intesa tra le associazioni A.C.I.I.L (ciechi ed ipovedenti ed invalidi lucani) e ALAD FAND (diabetici lucani) che sancisce la collaborazione tra le due associazioni al fine di raggiungere il miglioramente continuo della vita e dell'assistenza alle persone affette da diabete, ciechi, ipovedenti ed invalidi.

Per raggiungere queste finalità, i soci interagiranno per sensibilizzare l'opinione pubblica, le associazioni professionali e di categoria, nonché istituzioni e organismi pubblici e privati regionali. A questo si aggiungerà il supporto alla ricerca e allo studio in materia di diabete e cecità.

 

 

DIABETE E CECITA’

 

L’offuscamento potrebbe essere causato da un problema temporaneo degli occhi, portato da un livello elevato degli zuccheri nel sangue. Infatti, l’alta glicemia provoca un rigonfiamento del cristallino che è poi la lente dell’occhio e quindi si viene ad alterare la capacità di vedere.
Sarà sufficiente riportare il livello degli zuccheri nel sangue entro valori normali perché il cristallino ritorni al suo stato pre-alterazione. Ciò può richiedere un lasso di tempo abbastanza lungo: fino a tre mesi.
Tenendo ben presente che il diabete è la principale causa di cecità in età adulta tra i 20 e i 75 anni, è consigliabile che il diabetico si sottoponga a regolari controlli presso il proprio oculista di fiducia.
La microangiopatia diabetica è una grave complicanza del diabete che colpisce la retina attraverso il danno dei piccoli vasi sanguigni che la irrorano. Quando questo accade si parla di retinopatia diabetica, una patologia pericolosa che può provocare cecità. Il paziente diabetico ,anche in assenza di disturbi, deve sottoporsi a visite oculistiche periodiche perché questa patologia si manifesta ancor prima che la vista sia compromessa, individuandola precocemente è possibile evitare il danno funzionale.
L’Organizzazione mondiale della sanità stima che i diabetici nel mondo siano 422 milioni .Secondo l’Istat in Italia la prevalenza del diabete è stimata intorno al 5,5% della popolazione (oltre tre milioni di persone ); colpisce soprattutto gli anziani e, in particolare, circa 20 persone su cento con più di 75 anni. In Basilicata la percentuale di diabetici conclamata è di circa l’0,8 %.
In che modo si può diagnosticare e prevenire?
Innanzitutto controllando periodicamente il livello di zuccheri in circolo: occorre sottoporsi ai classici esami del sangue e, in particolare, al controllo della glicemia. Inoltre è essenziale eseguire controlli periodici del fondo oculare e, se necessario, sottoporsi ad esami specifici (come fluorangiografia e OCT) per valutare l’eventuale presenza della malattia e la sua gravità. Quest’ultima dipende, in massima parte, dal grado di scompenso del diabete: ciò che conta non è solo il valore della glicemia, ma pesano anche le sue variazioni quotidiane (=differenza tra massimo e minimo). Un test attendibile è l’emoglobina glicata (HbA1c): si misura con un semplice prelievo sanguigno e dà una misura dell’andamento della glicemia degli ultimi mesi.
Qual è la causa?
La causa principale della retinopatia diabetica è la presenza di un diabete mal controllato che, nel tempo, porta allo sviluppo di alterazioni dei piccoli vasi sanguigni, fino a creare dei veri e propri sfiancamenti (detti microaneurismi) e la trasudazione della parte liquida del sangue in prossimità della regione maculare – il centro della retina – che, a sua volta, può provocare la maculopatia diabetica (èdema maculare).
L’accumulo di sostanze al di fuori dei vasi è detto essudato. La malattia progredisce lentamente, provocando danni prima reversibili (curabili), che diventano progressivamente irreversibili (il tessuto nervoso retinico può essere danneggiato irreparabilmente e si può perdere la vista se non ci si cura correttamente).
La retinopatia diabetica , in genere, si manifesta entro 5 -10 anni dall’inizio della malattia e può compromettere in modo grave la funzione visiva.