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Come si conciliano le aspettative dei costruttori con quelle del mercato attuale? Di sicuro non conviene a nessuno realizzare nuovi fabbricati se poi case e locali commerciali rimangono vuoti, si consumerebbe inutilmente il suolo con la contraddizione di una moltitudine di case e locali che rimarrebbero desolatamente inutilizzati. Quali politiche il Comune di Potenza pensa di attuare per uscire da questo stallo? Lo abbiamo chiesto all’Assessore all’Urbanistica Rocco Pergola.

Assessore come se ne viene fuori?
La nuova frontiera dell’edilizia,per quanto mi riguarda,deve essere il recupero degli edifici e la messa in sicurezza“sismica”, stiamo valutando,alla luce del recente sisma e della introduzione di bonus previsti dal Governo per adeguare gli edifici, di introdurre azioni che possano incentivare il recupero gli edifici più vecchi, naturalmente compatibilmente con le prescrizioni del ministero essendo il nostro Comune ancora in stato di dissesto. Nei prossimi mesi organizzeremo un incontro specifico con il mondo imprenditoriale, le associazioni di categoria e del sistema finanziario per mettere in campo un’azione strutturata e condivisa, altrimenti si rischia di non innescare il recupero del patrimonio edilizio esistente.
Per quanto concerne la lamentela di privati e costruttori per l’esosità degli oneri di urbanizzazione?
Da gennaio sicuramente avremo margini per proporre una modifica degli oneri, delle forme di pagamento diverse e forme di incentivo per soluzioni di recupero edilizio.
Nel Regolamento Urbanistico vigente risultano ancora molte aree edificabili e c’è da recuperare parte del patrimonio edilizio esistente.
Si, abbiamo delle aree in pieno ambito urbano che necessitano di essere recuperate dal degrado urbano e di completare la trasformazione urbanistica iniziata dal Regolamento Urbanistico e che oggi fanno parte del Piano Operativo che è in attesa della VAS della regione Basilicata.Il piano operativo è importante anche per la sfera pubblica in quanto si recuperano tutte quelle aree per gli standard e quei suoli sui quali sono stati pianificati importanti investimenti pubblici come l’ITI urbano e tutte le opere di valenza pubblica di viabilità(Sottopassi Fal), aree verdi attrezzate,attrezzature

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LAVORI PUBBLICI: QUALCOSA SI MUOVE
Parte il Piano Casa e si metterà mano al nuovo Regolamento Edilizio

 

Negli ultimi mesi in città si registra un timido risveglio dell’edilizia, a macchia di leopardo si vedono cantieri impegnati nella realizzazione di nuovi fabbricati, basta farsi un giro in città per accorgersene, anche se ci sono ancora molti cantieri abbandonati a se stessi da molti anni con scheletri di fabbricati iniziati e non ultimati. Il settore delle costruzioni in Basilicata ha subito forse il più corposo ridimensionamento da quando l’Italia ha iniziato a patire gli effetti della crisi economica, per cui nel periodo che va dal 2008 al 2016 sono stati oltre 6.000 i posti di lavoro persi nel settore, senza contare l’indotto. Qualcosa ha cominciato a muoversi nel settore dei lavori pubblici a Potenza, anche grazie ai molti cantieri delle opere finanziate con i fondi europei. Per tutelare gli interessi dei costruttori opera l’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) affiliata alla Confindustria, a presiedere l’organismo regionale è l’ing. Vincenzo Auletta che, fin dall’insediamento, avvenuto nel giugno 2016, opera per ridare fiducia ad un settore, quello edile, che ha pagato un pesante pegno nell’ultimo decennio. Nell’ottica di dare una svolta al settore che nel giugno scorso i vertici dell’ANCE di Potenza hanno incontrato l’assessore comunale all’Edilizia, Pianificazione, condono e ricostruzione, Rocco Pergola. Nel corso dell’approfondimento (in pagina) l’assessore Pergola ha evidenziato che qualcosa si muove in quanto parte il Piano Casa e si metterà mano al nuovo Regolamento Edilizio; si sta cercando di individuare una soluzione per l’annoso problema dell’area artigianale e proprio in questi giorni c’è stato un incontro con le associazioni di categoria del mondo dell’artigianato, nel corso del quale sono stati illustrati i dati della manifestazione di interesse alla localizzazione di un’area artigianale sul territorio comunale della città di Potenza. Ci sono state 52 manifestazioni di interesse da parte di artigiani potentini, per cui si può cominciare a pianificare il lavoro che porterà alla realizzazione di un’area a loro servizio e ovviamente anche il settore delle costruzioni ne trarrà beneficio. Con l’uscita dal dissesto il Comune si propone di avviare una stagione di programmazione da attuare in stretta sinergia con le associazioni di categoria. Nel corso dell’incontro, Vincenzo Auletta ha auspicato che si instauri una proficua discussione sugli aspetti urbanistici ed infrastrutturali di maggiore interesse per il tessuto imprenditoriale edile rappresentato. Tra questi, in particolare, lo stato di aggiornamento sulle attività di pianificazione in corso e dei regolamenti attuativi comunali, oltre alle azioni rivolte a calmierare la fiscalità diretta ed indiretta. A Potenza le circa 20 agenzie immobiliari operanti in città non se la passano bene perché il mercato è praticamente fermo e le transazioni sono davvero poche, non tutti si affidano alle agenzie e preferiscono utilizzare gli annunci sul web e sui giornali specializzati, ce ne sono migliaia che offrono case e locali ad uso commerciale, direzionale o produttivo. Dalla consultazione degli annunci, sia sulle testate specializzate che consultando i siti web dei network delle agenzie immobiliari, si evince che negli ultimi anni a Potenza c’è stato un consistente crollo dei prezzi sia per quanto riguarda le vendite che per le locazioni come si evince dalla allegata tabella.

 

LO SPOPOLAMENTO INFLUISCE SUL MERCATO IMMOBILIARE
In 15 anni, 4.400 residenti in meno

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Nel capoluogo di regione c’è un reale fabbisogno di abitazioni, locali commerciali e direzionali? Non pare proprio, anzi sul mercato immobiliare c’è un clamoroso sbilancio fra offerta e richiesta. Per capirne di più occorre indagare sull’andamento demografi co negli ultimi 15 anni a Potenza, che indica un costante calo della popolazione dovuto a sempre meno nascite a cui si contrappone un consistente aumento dei decessi. Ma il dato più preoccupante riguarda la fuga dei giovani dai 19 anni in su, terminati gli studi secondari la stragrande maggioranza degli studenti potentini frequenta le università extra regionali e difficilmente torna nella città di origine perché Potenza offre poco o niente in termini di opportunità di lavoro. Il dato statistico riferito al numero di giovani di età compresa fra 19 e 34 anni nel periodo 2002 – 2017 residenti a Potenza è rivelatore di una tendenza allo spopolamento galoppante, il saldo negativo, in 15 anni, è di circa 4.400 residenti in meno. E se diminuiscono i giovani dell’età giusta per farsi una famiglia si comprendono anche i motivi per cui la disponibilità di abitazioni in città è enorme. Non va bene nemmeno la situazione per quanto riguarda l’economia cittadina dove a preoccupare di più è il disfacimento totale del settore del commercio al minuto con una miriade di attività chiuse da anni e con la conseguente enorme disponibilità di locali commerciali, soprattutto nelle strade del centro. A conferma di questa situazione ci sono i dati diffusi da alcune catene di agenzie immobiliari che fotografano il momento negativo della Basilicata e di Potenza in particolare. L’emigrazione e la denatalità stanno svuotando i piccoli Comuni il cui effetto consiste in circa 100.000 case vuote in tutta la regione.