donazionesangue

"Negli ultimi anni, a livello nazionale, il sistema “donazionale” è riuscito a soddisfare le esigenze del sistema sanitario, pur se con qualche fisiologico momento di affanno: è da notare, in particolare, come il lieve calo di donazioni, registrato in particolare negli ultimi 4 anni, sia stato controbilanciato da una minore richiesta, tendenza che ha permesso di gestire quasi sempre opportunamente le varie circostanze.

Cosa succede, invece, a livello regionale?
Anche in Basilicata, oggi, il sistema sembra reggere: il numero di donazioni effettuate in regione - evidenzia l'Avis in un comunicato stampa - ha quasi sempre soddisfatto le esigenze del sistema sanitario, seppur con qualche appello per emergenza sangue ed alcuni casi di approvvigionamento da fuori regione. La Basilicata si connota in questo modo prima fra gli ultimi, risultando la regione più virtuosa del Sud Italia in termini donazioni/popolazione.
Questo dato, tuttavia, va contestualizzato in un panorama temporale più ampio, che mette in evidenza come, soprattutto negli ultimi 4 anni, a parità di domanda (oscillante tra le 23 mila e le 25 mila unità ematiche l’anno), ci sia stato un calo delle donazioni del 30% circa, passando dalle oltre 30 mila nel 2012 a poco più di 20 mila nel 2016.
Il dato donazionale del 2012 implicava sicuramente - aggiunge l'Avis - un surplus rispetto alle effettive necessità regionali, ma è necessario porsi una domanda: è opportuno che la Regione Basilicata punti di nuovo ad avere un target di donazioni più alto di quello attuale, visto anche che in passato ha dimostrato di poterlo realizzare?
La risposta a questa domanda per noi è sì, per due motivi: il primo perché sarebbe possibile soddisfare la domanda regionale senza alcun affanno e cautelerebbe da eventuali oscillazioni a rialzo della domanda di unità ematiche, per cui si eviterebbe di parlare, anche se in casi sporadici, di “emergenza sangue”; il secondo perché la Regione Basilicata, come tutte le altre Regioni, deve concorrere anche al raggiungimento dell’autosufficienza a livello nazionale, come storicamente ha sempre fatto e come, negli ultimi 4 anni, non è stata in grado di fare proprio perché sprovvista di unità ematiche in eccedenza.
Insomma, abbiamo le potenzialità per fare di più, lo abbiamo già fatto in passato, risultando tra i primi non nel Sud, ma nell’Italia intera, quindi dobbiamo farcene un dovere.
Quali sono le azioni da intraprendere? Ne parleremo sabato 18 novembre, alle ore 16.30, presso la sala Inguscio della Regione Basilicata sita in via Verrastro, a Potenza, insieme ad esponenti delle Istituzioni, del mondo sanitario e del mondo associativo".