CassonettiMatera

Continuano a essere un pericolo pubblico i cassonetti della spazzatura a Matera.

Il rischio è di fratturarsi un braccio mentre si conferisce il sacchetto. Infatti continua il “malcostume” da parte degli operatori di Progetto Ambiente, la ditta che gestisce la raccolta dei rifiuti, di tenere aperti i coperchi dei cassonetti (rotti) con cassette di plastica o di cartone. Ovviamente mettere a contrasto un oggetto improvvisato tra il bordo del cassonetto e il pesante coperchio è una soluzione pericolosa per gli utenti visto che, facilmente, il sostegno può cedere, magari mentre qualcuno si trova con le braccia oltre il bordo del cassonetto. Lo stesso può accadere se il sostegno viene urtato involontariamente dall’utente mentre getta la busta nel cassonetto. L’assessore all’igiene urbana Adriana Violetto aveva assicurato di aver preso provvedimenti, sostenendo di aver inviato a Progetto Ambiente una nota scritta nella quale intimava di non utilizzare più cassette o altro per tenere aperti i coperchi dei cassonetti. La nota evidentemente non ha sortito alcun effetto ed i bidoni continuano ad essere potenziali ghigliottine. Il rischio di infortuni è elevato, anzi proprio qualche settimana fa per colpa di questa soluzione balorda, un ragazzino ha rischiato la frattura di un braccio quando uno di quei sostegni improvvisati ha ceduto e il pesante coperchio ha schiacciato l’arto sul bordo del cassonetto. Per fortuna la disavventura si era conclusa bene solo con una contusione e tanto spavento. Tanta “leggerezza” legata all’assenza di manutenzione dei cassonetti non si era mai vista nel pur impressionante degrado urbano che la “nettezza” urbana genera. Ovviamente questo “malcostume” di usare oggetti improvvisati per mantenere aperti i cassonetti è un rimedio pericolosissimo per l’incolumità delle persone visto il peso consistente del coperchio che rischia di trasformarsi in una ghigliottina. L’assessore Violetto si era impegnata a vigilare affinché l’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti avesse smesso di mettere a rischio l’incolumità dei cittadini con soluzioni da “Archimede” come questa. L’assessore Violetto si è messa in contatto con la redazione e ha detto che il problema c’è ancora, ma si sarebbe già ridimensionato: inoltre sarebbe qualche commerciante a “mettere la cassetta” (per mantenere alzato il coperchio del bidone), al fine di agevolare la raccolta. Violetto ha inoltre riferito di aver comunque intensificato i controlli per debellare definitivamente il fenomeno. Staremo a vedere. Sempre sulle questioni ambientali, qualche giorno fa Confesercenti di Matera ha dichiarato che “le aziende del Paip di Matera non riescono ad avere risposta dall’Assessore comunale all’igiene sulla questione riguardante il mancato conferimento al servizio di raccolta di alcune frazioni di rifiuti da esse prodotte – vetro, cartoni e plastica – che rappresentano i tre quinti dei rifiuti solidi urbani”. Lo scorso mese di luglio Confesercenti inviò una richiesta di incontro all’assessore Violetto, senza ricevere purtroppo risposta; l’assessore, per vie brevi, fece sapere di essere alle prese con questioni gravi ed urgenti e che avrebbe incontrato i rappresentanti di categoria sull’argomento non appena possibile. “A settembre, certi che nel frattempo l’assessore avesse risolto le questioni più gravi -fanno sapere da Confesercenti- fu inoltrata una nuova richiesta per il tramite del Sindaco. L’assessore all’Igiene e Sanità ancora sollecitata dalla nostra associazione, sempre per vie brevi, fece sapere che avrebbe contattato il Dirigente del Settore per ottenere la sua disponibilità; ad oggi non si ha ancora alcun riscontro. Tale situazione è molto grave e denota ancora una volta la scarsa considerazione che certi Amministratori hanno delle imprese e delle loro associazioni di categoria: la richiesta della scrivente all’Assessore e ai suoi Uffici è chiara: a fronte di una tassa (di scopo) pagata per intero, perché non viene svolto il servizio raccolta nel Paip anche per le altre tre frazioni di rifiuto? Le imprese restano in attesa di conoscerne la motivazione”.