Unmomentodellapresentazione

Tra le iniziative promosse dall’Unicef di Basilicata, Presidente Angela Granata, per la celebrazione della Giornata mondiale per i diritti dell'Infanzia e dell’Adolescenza del 20 novembre 2017, a Potenza nella sala laboratorio della sede Unicef di Basilicata, in Piazza Emanuele Gianturco, la presentazione ieri del 1° Report in progress, relativo ai “Minori Non Accompagnati in Basilicata”, realizzato in collaborazione con la Prefettura di Potenza, la Prefettura di Matera e l'ISTAT di Basilicata.

Nell’ambito del Piano d’azione dell’Unicef di Basilicata 2016-2020, in particolare nel programma di attività programmate dalla Presidente Angela Granata per il mese di novembre 2017, in cui il giorno 20 ricorre la Giornata mondiale per i diritti dell'Infanzia e dell’Adolescenza, è stato presentato ieri il 1° Report in progress, datato 30 Settembre 2017, relativo ai “Minori Non Accompagnati in Basilicata”, realizzato in collaborazione con la Prefettura di Potenza, la Prefettura di Matera e l'ISTAT di Basilicata. Presenti all’incontro con la stampa, che si è tenuto a Potenza nella sala laboratorio della sede Unicef di Basilicata, in Piazza Emanuele Gianturco, oltre alla Presidente Granata, il Presidente del Comitato provinciale Unicef di Potenza, Mario Bochicchio, la Referente Angela Dilascio per la Prefettura di Potenza, la Direttrice Antonella Bianchino e il Referente Salvatore Carriello per l’ISTAT Basilicata. La Presidente Granata ha ringraziato i giornalisti delle diverse testate che hanno partecipato alla presentazione, sottolineando l’importanza della diffusione di questi dati che smentiscono quanti reputano che la presenza di migranti in Basilicata, in particolare di minori non accompagnati, sia eccessiva in rapporto alla popolazione residente sul territorio lucano. “Una delle emergenze umanitarie che interessa tutta l’Europa – ha detto Granata - è il flusso dei migranti e , in particolare, dei Minori Non Accompagnati. Nei Rapporti UNICEF si legge che circa 25.000 bambini non accompagnati o separati dalle loro famiglie, nel 2016, in fuga da situazioni di violenza, guerra e povertà, sono arrivati in Italia. Frequentemente, sono gli stessi genitori a far salire i loro bambini sul barcone della “speranza” con un sogno nel cuore, quello di una vita centrata sulla pace e sul rispetto della “persona” e dei suoi diritti. Questo sogno purtroppo, spesso, affonda nel mare insieme ai corpicini dei bambini, altre volte, allo sbarco, si trovano ad essere coinvolti in situazioni di sfruttamento e criminalità organizzata. La maggior parte, invece, viene salvata, nonostante il viaggio lungo e pericoloso. Accogliere questi bambini con umanità è compito dell’UNICEF. L’Unicef di Basilicata intende operare in questo senso, nel rispetto del suo fine statutario. Il metodo di lavoro dell’Unicef, secondo la mia visione, – ha precisato Granata - deve basarsi su due capisaldi: la rete e la ricerca-azione, al fine di basare ogni azioni di sostegno ai minori non accompagnati su dati certi e in una proficua collaborazione interistituzionale. Nei Rapporti UNICEF si legge che nel 2016 circa 25.000 bambini non accompagnati o separati dalle loro famiglie, in fuga da situazioni di violenza, guerra e povertà, sono arrivati in Italia. Accogliere questi bambini con umanità è compito dell’UNICEF. In quest’ottica ho inteso avviare un monitoraggio quadrimestrale (Settembre/ Gennaio/ Maggio) sulla loro presenza nella Regione e sulle relative strutture di accoglienza. Ne scaturiranno azioni concrete d’inclusione, partecipazione, integrazione, individuando insieme strategie, strumenti e tempi. I numeri della ricerca sono i seguenti: su 2688 migranti presenti in Basilicata, di cui 1896 in provincia di Potenza e 793 in provincia di Matera, 231 sono i minori non accompagnati, l’81% in provincia di Potenza, il 18,2% in provincia di Matera. Essi sono ospitati nelle diverse strutture di accoglienza, i CDA minori di Potenza, San Fele e Rapone, gli Sprar di Potenza, Sant’Arcangelo e San Chirico Raparo, e nei FAMI. La loro provenienza è prevalentemente dall’Africa (Gambia, Guinea, Mali, Senegal, Nigeria, Costa d’Avorio, Egitto, Ghana), dall’Asia (Bangladesh e Pakistan), in minima percentuale dall’Albania. La loro età, a volte di difficile definizione, è in genere tra i 16 e i 17 anni, sono tutti maschi. E’ fondamentale – ha concluso Granata – che si sviluppino per loro progetti di formazione lavoro, unico modo perché possano realmente integrarsi.”.