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L’arrembante inizio del campionato di serie D, che vede protagonista il Potenza Calcio del presidente Caiata, ha resuscitato una passione per il calcio, sopita da anni, che ha assunto proporzioni inimmaginabili, a voler giudicare le ultime stentate partecipazioni ai campionati degli anni precedenti, tant’è che gli incontri casalinghi erano seguiti da poche decine di spettatori.

Le prime tre gare interne del Potenza hanno portato sulle gradinate del Viviani un pubblico sempre crescente, la gara con il Cerignola ha fatto registrare il tutto esaurito con molti spettatori rimasti fuori dai cancelli. Si è subito alimentato, fra i tifosi, un dibattito che li vede divisi: c’è chi propone di ristrutturare e ampliare il Viviani e c’è chi suggerisce di costruire un nuovo stadio, magari nell’area della ex Cip Zoo, in riva al Basento. Due teorie contrapposte, c’è chi sostiene che bisogna mantenere lo stadio dentro la città per ragioni affettive, ritenendo che si può ampliare la capienza realizzando una curva dove ora ci sono gli spogliatoi, costruendo la nuova curva ovest in muratura, ampliando la copertura della tribuna e allungando i distinti. A sostegno di questa soluzione si afferma che altre città importanti hanno lo stadio in pieno centro, Genova, Firenze, Bologna per esempio, senza che ci siano particolari problemi di tipo logistico. Abbiamo chiesto all’Assessore all’Urbanistica Rocco Pergola come stanno le cose alla luce delle notizie relative a uno studio di fattibilità fatto fare circa sette anni fa dall’allora Assessore allo Sport Giuseppe Ginefra. All’epoca si ipotizzarono tre siti ove, eventualmente, delocalizzare lo stadio cittadino: Lavangone, dove già è stato realizzato il Palabasento, che rimane una cattedrale nel deserto in quanto ancora inutilizzato; nella piana di Tito Scalo e nell’area ex Cip Zoo. Tutte e tre le opzioni avevano delle criticità. 1) L’area di Lavangone presentava, e ancora presenta, problemi di viabilità di accesso all’area. 2) I suoli nella zona industriale di Tito Scalo non sono nella disponibilità comunale essendo ricompresa nella competenza del Consorzio ASI e, in tutti i casi, abbastanza lontana dalla città. 3) L’opzione sponsorizzata da molti tifosi di costruire il nuovo stadio nell’area che ospitò l’allevamento dei maiali della Cip Zoo è ben lungi dall’essere praticabile, sia per i problemi riferiti alla proprietà dei suoli che, è utile ricordarlo, appartengono alla Regione Basilicata, ma anche per la esiguità degli spazi necessari per realizzare una struttura sportiva di una capienza tale da richiedere una estensione molto superiore ai circa 60.000 mq disponibili. Da non trascurare i vincoli derivanti dalla presenza di uno stabilimento classificato RIR (rischio incidente rilevante), infatti a pochi metri dallo svincolo di Potenza Centro, nei pressi del ponte Musmeci, opera da anni l’impianto di imbottigliamento di GPL della ditta Mazzola, detto impianto è uno dei 9 presenti in Basilicata classificato dal Ministero dell’ambiente a Rischio di Incidente Rilevante. Il deposito di gas della ditta Mazzola è ubicato, in linea d’aria, a circa 350 metri da dove si vorrebbe costruire lo stadio, la normativa denominata Seveso III (Decreto legislativo 105 del 26/6/2015) fissa criteri di localizzazione di nuove costruzioni, compresi gli impianti sportivi, che devono rispettare una distanza di sicurezza dagli impianti classifi cati RIR, detta distanza è variabile in base alla classificazione di pericolosità dell’impianto e, nel caso di impianti sportivi, dal numero di spettatori per cui esso viene realizzato. C’è altresì da tener presente che l’area dell’ex Cip Zoo è stata ritenuta idonea da un gruppo di progettisti per realizzare un grande parco urbano che farebbe da cerniera fra il Parco Rossellino e il Parco Fluviale del Basento che sta per essere riconsegnato alla città dopo la riqualificazione ed il prolungamento fi no all’area archeologica “congelata” sotto i piloni del Nodo Complesso. L’idea è piaciuta ai potentini ed un comitato spontaneo ha raccolto circa 11.700 firme consegnate al Comune di Potenza e alla Regione Basilicata con cui si chiede di realizzare il Parco della Città, a tal proposito il comitato spontaneo ha operato affi nché due Leggi regionali fossero modificate per consentire di cedere gratuitamente i suoli al Comune di Potenza che si è impegnato formalmente a realizzare, utilizzando fondi comunitari, la grande area verde che quasi il 20% della popolazione potentina vorrebbe vedere al posto delle porcilaie. Ma la querelle stadio-parco potrebbe rimanere aleatoria, almeno fi no a quando l’attuale area industriale di Potenza rimarrà di competenza del Consorzio ASI. L’assessore Rocco Pergola riferisce che sono ripresi i contatti con la Regione e il Consorzio stesso per favorire il ritorno dei suoli al Comune di Potenza, a meno delle aree che ospitano le uniche industrie ancora operanti (Ferriera, Italtractor, ex ponteggi Dalmine); un protocollo d’intesa formalizzato negli anni passati dovrebbe, dopo le eventuali correzioni o integrazioni, diventare operativo, ma ci vorrà non poco tempo affi nché la burocrazia celebri i suoi riti, ci vorranno azioni concrete, fra cui la modifica della legge regionale istitutiva dei Consorzi industriali e quelle successive; si dovrà pianificare urbanissimamente le aree acquisite. Oggi tutta la zona industriale è un vuoto nel vigente Regolamento Urbanistico. Appare, quindi, probabile che sulla questione nuovo stadio sia oggetto di dibattito da bar o sui social network per molto tempo ancora.

 

Ex Cip zoo: la querelle con i “parchigiani”

 

Nei giorni scorsi si è attivato un vivace dibattito a seguito delle dichiarazioni del Sindaco De Luca che, intervistato circa la possibilità di realizzare il nuovo stadio nell’area ex Cip Zoo, ha dato la disponibilità a valutare questa opportunità qualora la Regione Basilicata svincolasse i suoli: questa sua disponibilità ha sorpreso i “parchigiani”, visto che il Sindaco s’era impegnato pubblicamente a sostenere la lotta per costruire il Parco della città. La consigliera Comunale Vittoria Rotunno è intervenuta con un comunicato stampa con cui invita il Sindaco ad essere coerente rispettando gli impegni presi pubblicamente.