CantieriMatera

Sono trascorsi tre anni da “quel 17 ottobre” che ha visto Matera proclamata Capitale europea della cultura per il 2019, ma il cammino concreto verso le iniziative per queste celebrazioni inizia adesso.

Prospettive entusiasmanti hanno accompagnato questi ultimi tre anni nella proposta di cambiamento con l’obiettivo di proiettare la città in autorevoli contesti, nazionali ed internazionali, e invece oggi ci troviamo di fronte a una realtà non all’altezza di quella ambizione. A prendere la parola è Antonella Prete, ex assessore comunale ai lavori pubblici fi no a qualche mese fa, una delle “vittime” del Governissimo di De Ruggieri. “Abbiamo assistito - afferma Prete- a conferenze stampa con annunci roboanti sulla disponibilità di centinaia di milioni di euro per cambiare Matera e trasformarla in una città europea ed invece gli unici cantieri aperti sono quelli finanziati con le risorse dei fondi di Sviluppo e Coesione 2007/2013 per la realizzazione degli attrattori programmati quando io stessa ricoprivo l’incarico di amministratore con delega ai lavori pubblici e denominati Cantiere Matera. Nessun altro cantiere è stato ancora aperto, la disponibilità economica è ridotta a soli 22 di milioni di euro e il Governo ha pensato bene di dotare la città, Capitale europea della Cultura nel 2019, di un “osservatore’’ (Salvo Nastasi n.d.r.) che ne segua ogni passaggio amministrativo, che ne sorvegli le azioni per dimostrare, infine, nell’affannoso tentativo di evitare la perdita dei finanziamenti. Leggo orgoglio e felicità degli amministratori nel riportare le statistiche che vedono la città in testa alle classifiche del verde e ricordo che la sistemazione e fruizione di giardini e parchi urbani, da Piccianello ai Cappuccini passando da rione Pini, dal Castello alla Villa comunale giungendo fi no all’area delle Cave, riviene dal Bando delle periferie e dal finanziamento ottenuto per la riqualificazione delle periferie e dei quartieri per il quale insieme agli ottimi ingegneri abbiamo lavoro gomito a gomito insistendo affinché almeno 5 milioni di euro fossero destinati proprio alla riqualificazione degli spazi verdi”. Un bilancio che sembra dunque essere fatto solo di propaganda secondo Prete che è anche dirigente di Direzione Italia. “La città - conclude- è ferma da oltre un anno e l’unico impegno sembra essere quello di accontentare chiunque, neanche il pastrocchio dell’ingresso del PD nella maggioranza, con beneplacito degli ex compagni di schieramento, è stato sufficiente”. Si attende dalla Fondazione il cambio di passo per fare in modo che i punti del dossier si trasformino in infrastrutture fisiche per la città dei Sassi.