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Appare come un caso di disabilità dimenticato dal Comune di Matera quello di Marzio Moscatello, un disabile materano che chiede l’abbattimento delle barriere architettoniche che in casa gli rendono difficile la vita.

Dopo anni di silenzio o mere rassicurazioni verbali da parte della Pubblica Amministrazione, il signor Muscatiello, lo scorso 4 gennaio si è incatenato davanti alla sede municipale di Matera intenzionato a darsi fuoco utilizzando una tanica di benzina che si era premurato di portare con sé e che solo l’intervento tempestivo delle Forze dell’Ordine ha potuto impedire. Un caso di “ordinaria” mala gestione amministrativa che già all’inizio dell’anno, aveva interessato le pagine di quotidiani e trasmissioni televisive nazionali con un intervento a “La Vita In diretta” su Rai Uno che ha denunciato il totale silenzio serbato Comune di Matera sulla richiesta di abbattimento delle barriere architettoniche inoltrata da Muscatiello, ex dipendente comunale, invalido al 100% e assegnatario di un alloggio del Comune. Muscatiello è affetto da un grave deficit della deambulazione, è un ultrasessantacinquenne con necessità di assistenza continua, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita e aveva quindi chiesto al Comune, con apposita istanza depositata l’ormai lontanissimo 1° agosto 2013 di eseguire, all’interno dell’alloggio di appena 40 mq che occupa insieme alla moglie, le necessarie modifi che al fi ne di consentirgli di poter “comodamente” usufruire almeno del bagno e della camera da letto. Dopo quel tentativo di darsi fuoco davanti al Comune dello scorso gennaio è seguita l’installazione, ad opera del Comune, della rampa sulle scale che, almeno, dovrebbe consentire al sig. Muscatiello di poter respirare all’aria aperta, se non fosse per la mancata realizzazione dello scivolo tra portone e terreno antistante lo stabile…! “Per il resto è silenzio - denuncia Gelsomina Cimino, avvocato di Muscatiello- se non il blando riferimento ad una misteriosa graduatoria che il Comune dovrebbe rispettare poter “comodamente” usufruire almeno del bagno. Il signor Muscatiello si è quindi rivolto al mio Studio per chiedere tutela e assistenza. Ho accettato di seguire il caso e con una lettera indirizzata al Sindaco, all’Assessore alle Politiche Sociali, al Dirigente del Settore patrimonio e per conoscenza all’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi civili ho denunciato le pessime condizioni anche igieniche in cui è costretto a vivere Muscatiello che pur di potersi districare fra le piccole pareti di casa, ha abbandonato la classica ma regolamentare sedia a rotelle che non gli permetteva di varcare le porte del bagno e della camera da letto, per usufruire di una banale sedia a rotelle da studio: resta l’impossibilità di poter godere di un bagno caldo e di poter fare una doccia pur restando seduto. Dopo aver ricordato agli organi preposti che la normativa vigente oltre a tutelare con la massima priorità le esigenze dei disabili, non prevede, anzi esclude espressamente che possa farsi luogo a graduatorie di sorta, se non nei limiti di evasione secondo l’ordine di priorità/gravità, ho concesso, come mi impone la legge, un termine di trenta giorni per soddisfare le richieste del signor Muscatiello, invitando peraltro il Sindaco a fornire gli estremi della procedura contemplata dalla normativa citata, per poter usufruire di sussidi regionali: si dà infatti il caso che nel corso dei molteplici solleciti eseguiti da Muscatiello, membri dell’organico della Presidenza di Regione, abbiano addirittura comunicato per iscritto che la Regione abbia provveduto ad elargire i fondi destinati ad opere di abbattimento delle barriere elettroniche ma i fondi si sarebbero perduti nei meandri della burocrazia”. Muscatiello fa sapere di essere intenzionato a ricorrere al TAR e quindi eventualmente ad un Commissario ad acta, considerato che sono decorsi già 10 gg dal ricevimento della raccomandata senza che sia stata intrapresa dagli organi preposti alcuna iniziativa.

 

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