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Il drappo ha svelato la panchina rossa e il doppio taglio del nastro ha inaugurato, nel pomeriggio di lunedì 25 settembre, i nuovi spazi che l’Irccs Crob ha dedicato ai pazienti e ai loro familiari ed accompagnatori. Si tratta della sala dell’accoglienza e delle aree di ristoro. Hanno preso parte all’inaugurazione il presidente del consiglio regionale Francesco Mollica, il vice sindaco di Rionero in Vulture Maria Pinto, la consigliera di Parità Ivana Pipponzi, la componente della Commissione Regionale Pari Opportunità Rossella Brenna, e il direttore generale Irccs Crob Giuseppe Nicolò Cugno. A benedire la panchina rossa e i nuovi spazi la presenza straordinaria di S.E. Mons. Enrico Dal Covolo Rettore della Pontificia Università Lateranense. Per quanto riguarda l’installazione della panchina rossa, in prossimità del prato di fronte la porta d’ingresso dell’auditorium Cervellino, l’Irccs Crob ha fatto proprio l’invito rivolto dalla Commissione Pari Opportunità agli amministratori pubblici. La collocazione della panchina rossa in un Istituto come il Crob, oltre ad essere un piccolo gesto ed un impegno tangibile per sensibilizzare sulla violenza contro le donne, si carica di un altro significato, quello della violenza fatta dalla malattia sul corpo e sulla mente della donna. Una violenza, quella della malattia, che non conosce genere ma colpendo una donna, pilastro della vita familiare, stravolge tutti gli equilibri, le routine domestiche e coinvolge ancora di più ogni singolo componente della famiglia. Sia la panchina rossa che le tre aree di ristoro sono state realizzate grazie ad una raccolta fondi cittadina. Le aree di ristoro, costituite da tavoli e panche di legno, sono situate nella zona verde lungo la strada principale di accesso all’Istituto, e nascono dall’esigenza manifestata da molti pazienti e parenti di avere un luogo dedicato in cui consumare un panino in tranquillità, evitando il parcheggio. Filo conduttore dell’iniziativa è il tema dell’umanizzazione delle cure, da sempre al centro dell’agire dell’Istituto. La sala dell’accoglienza, ubicata al piano seminterrato, in una posizione centrale di fronte al bar e all’edicola, nasce con l’obiettivo di alleviare la sofferenza vissuta anche dai parenti dei pazienti ricoverati. Un luogo in cui trovare un attimo di serenità per la mente e per il corpo. Una stanza in cui sentirsi un po’a casa e non in un ospedale. Gli arredi della sala dell’accoglienza sono stati donati dall’azienda lucana Calia Italia, presente il direttore artistico Saverio Calia. Gli spazi della sala dell’accoglienza, inoltre, sono stati al centro di un progetto con l’Istituto di Istruzione Superiore G. Fortunato di Rionero, presente la preside Antonella Ruggieri, sull’umanizzazione delle cure che ha portato alla realizzazione di un murale e di dipinti.