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Si è tenuto sabato 16 settembre, presso l’Ordine degli Psicologi di Basilicata, l’evento Ecm sul tema de “L’Autonomia Possibile”.

L’iniziativa, promossa in collaborazione con la Fondazione W Ale Onlus, l’Ordine degli Assistenti sociali di Basilicata e l’Ordine dei Medici della Provincia di Potenza, ha visto una cospicua partecipazione e ha rappresentato un’occasione privilegiata di confronto tra professionisti del settore sanitario.
La dott.ssa Luisa Langone, Presidente dell’Ordine degli Psicologi di Basilicata, che ha introdotto l’iniziativa, ha sottolineato l’importanza del lavoro di équipe all’interno di un team multidisciplinare, rilevando come la sinergia tra professionalità trasversali, nel rispetto delle proprie competenze, possa essere molto utile al raggiungimento di una presa in carico globale della persona e della sua famiglia.
Ai suoi saluti sono seguiti quelli della dott.ssa Luisa Comitino, Presidente dell’ordine degli Assistenti Sociali di Basilicata, della dott.ssa Raffaella Restaino, Presidente della Fondazione W Ale Onlus che ha illustrato le attività, i progetti e le iniziative promosse e realizzate dalla Fondazione sul territorio lucano e della dott.ssa Angiolina Capoluogno, Vice Presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Potenza.
La giornata è stata articolata in due sessioni: la prima ha ospitato le relazioni della dott.ssa Mariarosaria La Becca, consigliera dell’Ordine degli Psicologi, della dott.ssa Raffaella Di Cosmo, psicologa, psicoterapeuta, della dott.ssa Cristina Bubici, socio fondatore della Fondazione W Ale Onlus, e della dott.ssa Luisa Comitino. Nella seconda parte, la dott.ssa Raffaella Restaino ha coordinato i lavori di gruppo dei professionisti presenti.
Così la dott.ssa Restaino: “Ritengo che la giornata odierna sia d’importanza strategica. Si vuol raccontare il tema sia sotto il profilo scientifico che della esperienza diretta dello sviluppo di un’autonomia elevata nonostante le altrettanto elevate difficoltà. Parlare della realizzazione dell’autonomia è altresì cruciale perché le famiglie che affrontano la disabilità non siano ostaggio della paura e dell’iperprotezione che inevitabilmente subentrano. La Fondazione ha in tal senso agito con progetti dedicati, si pensi alle “Stanze di Ale” o alle iniziative sulla Mobilità Accessibile. Contestualmente, essendo anche una psicologa, trovo che accrescere le competenze dei colleghi in merito al tema disabilità sia irrinunciabile”.
La dott.ssa Di Cosmo: “E’ fondamentale avviare e inviare sia le persone con disabilità che le famiglie in percorsi specifici, con l’obiettivo di sostenere le intere reti sociali e di relazione. I professionisti del settore sanitario hanno in questi meccanismi un ruolo determinante”.
La dott.ssa La Becca: “Il tema dibattuto è strettamente connesso all’autonomia delle persone con disabilità e quindi delle famiglie di appartenenza. Il modello proposto, l’ICF, è uno strumento usato per inquadrare il generale stato di salute ma non è certamente utile a fare diagnosi; serve all’équipe di professionisti che con un lavoro sinergico e multidisciplinare operano sulle capacità e le abilità dei soggetti”.
La dott.ssa Bubici: “Le famiglie hanno bisogno di una diagnosi chiara, completa non solo sui limiti della patologia ma soprattutto sulle risorse e sulle potenzialità. E ancora di creare relazioni significative e di confronto per uscire dall'isolamento”.
La dott.ssa Comitino: “Quella odierna è un'occasione importantissima; si dibatte intorno a un tema d'attualità che ha avuto un'evoluzione giuridica, culturale e sociale. Ed è anche momento di scambio tra professionisti che, a diverso titolo, concorrono alla costruzione di una rete in cui condividere gli obiettivi”.
La dott.ssa Capoluongo: “La rete è strettamente connessa alla conoscenza e la sua funzione va gestita con azioni precise e più ampiamente messe a sistema”.