mATERASPAZZATURA

Protestano i residenti del Quartiere Arco a Matera, una delle zone di più recente urbanizzazione, ma già in degrado e pesantemente disorganizzata nei servizi.

Gli abitanti del popoloso quartiere alla periferia nord della Città dei Sassi lamentano lo stato di incuria e abbandono in cui versa l’intera zona e contestano l’organizzazione improvvisa dei servizi. A cominciare dall’isola ecologica che si trova alla rotatoria che incrocia le strade della zona. A ridosso di via Livatino a causa dei cassonetti della spazzatura lasciati letteralmente a caso, i cittadini non hanno più la possibilità di parcheggiare. Infatti l’isola ecologia è “ricavata” in un parcheggio e ruba ben quattro posti auto. I cassonetti stracolmi di spazzatura vengono svuotati con poca costanza così i rifiuti abbandonati per strada finiscono per rubare altri posti destinati al parcheggio. In realtà è tutta la zona nord di Matera tra i quartieri Arco, Acquarium e Giada in degrado: ha conosciuto uno sviluppo urbanistico notevole negli ultimi anni, ma a questa espansione non è mai seguito un serio programma di manutenzione delle infrastrutture stradali e dei servizi. Anzi a dire il vero ancora oggi molte delle urbanizzazioni previste non sono state realizzate e gli abitanti della zona a ridosso tra le lottizzazioni Acquarium e Arco vivono ancora in una situazione di precarietà tra strade incomplete, illuminazione insufficiente, assenza di alberi, zone di verde incolto, marciapiedi mai finiti. Strade come via Giovanni Falcone risultano completamente dissestate a causa di problemi imputabili alla rete fognaria che ha fatto saltare l’asfalto rendendo la strada percorribile con le auto solo a passo d’uomo. Tra Marco Biagi e via Rosario Livatino due vie che rappresentano il limite estremo di questa sorta di enclave urbana dell’abbandono, le aree verdi non sono mai state definite nei confini e nella piantumazione, tanto da risultare indistinguibili dal verde agricolo circostante che contrassegna la fine degli insediamenti urbani. Le strade sono dissestate e in molti punti i tombini sono sopraelevati rappresentando dunque un vero pericolo per la circolazione. Le quote delle strade e dei servizi sotterranei non sono mai state calcolate alla perfezione per cui la linea fognaria si trova sfalsata rispetto alla sede stradale. Infine non mancano i problemi di ordinaria manutenzione come nel caso del parco giochi di via Livatino. Un parco inaugurato sul finire dell’amministrazione Adduce, quindi con pochissimi anni sulle spalle, ma già diventato un luogo di sporcizia trascuratezza. Nonostante il recente sfalcio delle erbe voluto dall’assessore Casino, le siepi che circondano il parco sono quasi tutte secche. Le panchine sono inutilizzabili perché l’acqua piovana ristagna tutta intorno. Doveva essere il fiore all’occhiello del quartiere, ma nessuno è mai venuto a fare manutenzione ordinaria. Più volte i cittadini hanno richiesto all’Amministrazione comunale che fossero messi a dimora alcuni alberi per creare zone ombreggiate a disposizione dei bambini. Ma anche questa richiesta sembra caduta nel dimenticatoio.