nodo complesso allagato

Una estate siccitosa come non la si vedeva da decenni, quasi tre mesi senza precipitazioni, le prime piogge si sono avute a settembre, particolarmente violenta la “bomba d’acqua” abbattutasi su Potenza il pomeriggio del 2 settembre, meno violenta ma più insistente la pioggia caduta la sera di domenica 10 settembre e continuata per tutto il giorno seguente.

Erano in tanti ad invocarla la pioggia, soprattutto coloro nelle cui abitazioni è stata razionata la fornitura di acqua potabile (in tutta la zona industriale da due mesi i rubinetti restano a secco dalle 21.00 fi no alle 7.30 del giorno successivo). Ma l’acqua piovana non è accolta favorevolmente se crea gravi disagi e di difficoltà ne sono state create davvero tante. Sfogatoio per i problemi causati dalle abbondanti piogge sono le pagine dei social network che, ben prima dei tradizionali mezzi di informazione, documentano con foto e video le situazioni di pericolo e disagio causate dagli allagamenti sulle strade pubbliche. La mappa delle strade interessate dagli allagamenti è sempre più vasta, ma i problemi più seri si verificano in determinati posti: in via Angilla Vecchia alle spalle campi da tennis, in viale Firenze, nel tratto che costeggia piazza don Bosco, nel sottopasso del rondò dell’Ospedale San Carlo, nella parte terminale di via Vaccaro nella confluenza con viale dell’Unicef, a Chianchetta nella parte bassa di via Grippo, in via del Gallitello all’incrocio con viale Verrastro, in via della Chimica nella zona industriale e, a macchia di leopardo, su tante altre strade cittadine. La principale causa degli allagamenti, secondo alcuni, sembrerebbe essere dovuta alla mancata pulizia di alcuni tombini e dei canali di scolo, operazioni, che in base al contratto di servizio fra Comune di Potenza e ACTA spettano alla municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti e della pulizia delle strade cittadine e sono espressamente previste nel contratto di servizio in vigore laddove all’articolo 2, parte B (Servizi istituzionali di spazzamento e pulizia di aree pubbliche e private ad uso pubblico) punto 7 (Pulizia caditoie e tombini). Purtroppo con la partenza della raccolta differenziata l’ACTA sembra essere andata comprensibilmente in grave affanno in quanto il personale a disposizione è largamente insufficiente e proprio la mancata pulizia dei tombini e delle caditoie, otturate da fango e fogliame, a detta di molti sembra essere la causa degli allagamenti sulle strade pianeggianti su cui confluiscono le acque piovane. Tuttavia, l’assessore a l l ’ a m b i e n t e del comune di Potenza, Rocco Coviello, ha riferito che «Gli allagamenti – registratisi in città dopo le ultime abbondanti precipitazioni – non dipendono dalla mancata pulizia delle caditoie, che sono state puntualmente pulite dall’ACTA prima degli eventi piovosi. Essi dipendono da carenze ‘strutturali’, ovvero dalla mancanza di adeguati sistemi di smaltimento. Si pensi alla bretella sottostante al viadotto Vaccaro, di recente realizzazione. Le caditoie, tutte pulite, smaltiscono l’acqua in tubi piccolissimi, di 15 – 20 cm. di diametro, che non riescono a smaltire, in presenza di eventi piovosi abbondanti, tutta l’acqua proveniente da Via Vaccaro. L’allagamento all’incrocio tra via Anzio e via del Gallitello, nonché quello limitrofo, a tergo del Bar K2, è dovuto alla mancata pulizia di qualche caditoia? O piuttosto al fatto che è stato consentito di costruire complessi edilizi nuovissimi, senza preoccuparsi minimamente di prevedere un adeguato smaltimento delle acque piovane verso il vicinissimo torrente Gallitello? Adesso, questa Amministrazione, uscendo faticosamente dal pantano economico nel quale la precedente Amministrazione ha fatto precipitare la Città, sta studiando una serie di rimedi a questo stato di cose, che siano comunque compatibili con le ristrettezze economiche nelle quali versa il Comune di Potenza». Ben note le cause che provocano allagamenti sotto il viadotto Vaccaro realizzato nell’ambito del “nodo complesso”: alla confluenza di via Vaccaro su viale dell’Unicef, nella rotatoria realizzata sotto il viadotto, gli allagamenti si sono verificati fi n da quando hanno inaugurato quel pezzo di “nodo”, alle prime piogge si forma un lago e si accumulano detriti provenienti da via Vaccaro e viale dell’Unicef, e quindi sembra, a questo punto, che il sistema di canalizzazione delle acque reflue forse non è stato realizzato a regola d’arte e chi ha collaudato le opere del nodo complesso doveva obbligare l’impresa che ha eseguito i lavori a rifare come Dio comanda le opere di convogliamento e smaltimento delle acque. Non ci sono stati problemi, invece, lungo il torrente Gallitello che negli anni scorsi è esondato in diversi punti, nei mesi scorsi è stata eseguita una radicale pulizia soprattutto nella parte cementificata dell’alveo del corso d’acqua. Oltre alle proteste dei cittadini c’è l’intervento del consigliere comunale del gruppo ‘Liberiamo la Città’, Mario Guarente, che dichiara «Trovo oltremodo grave che in una città di montagna dal clima notoriamente piovoso e rigido per gran parte dell’anno, alla prima pioggia, peraltro abbondantemente preannunciata, si siano allagate molte arterie cittadine. Ed è ancor più grave che tra le strade in cui si sono accumulati centimetri di acqua tali da determinarne la chiusura vi siano quelle che conducono al più importante presidio cittadino: l’ospedale S. Carlo. ….. Presenterò un’interrogazione urgente per comprendere, quindi, le cause e le responsabilità di quanto accaduto e chiederò che vengano presi immediati provvedimenti sia di liberazione dei canali sia nei confronti di chi, con la propria palese negligenza, ha determinato l’allagamento e la chiusura di importanti strade cittadine in un giorno, quello della riapertura delle scuole, in cui l’Amministrazione aveva l’obbligo di garantire il normale scorrimento delle auto e dei pullman».