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Settimana di grandi polemiche nei confronti dell’Azienda ospedaliera San Carlo, la CGIL ha infatti puntato il dito contro il nosocomio cittadino denunciando una “piega al ribasso”.

“Il declino dell’ospedale San Carlo è ormai sotto gli occhi di tutti. La vicenda della Senologia è emblematica dello stato di svuotamento e dell’abbassamento dei livelli di qualità dell’azienda ospedaliera, ma un altro significativo esempio della piega al ribasso verso la quale sta rocambolescamente cadendo il San Carlo è rappresentato dalla neurochirurgia”. È quanto si legge in una nota congiunta del segretario regionale della Cgil, Angelo Summa e quello generale della Funzione pubblica della Cgil Roberta Laurino.
Ritenuto per anni fiore all’occhiello, il duro attacco della CGIL sottolinea che oggi l’Azienda Ospedaliera San Carlo sarebbe una struttura che non riesce ad assicurare livelli di assistenza adeguati alle necessità dei cittadini lucani.
Summa e Guarino rilevano “una situazione drammatica, figlia non solo delle scelte ultime fatte in materia di riorganizzazione della rete ospedaliera, ma anche della miopia del management aziendale che, tra gestione personalistica, assenza di confronto e di coinvolgimento della dirigenza medica e infermieristica sulle scelte strategiche, rischia di far scivolare l’ospedale regionale in un pericoloso e inarrestabile arretramento. In gioco c’è l’abbassamento della qualità dell’offerta sanitaria con la conseguente messa a rischio della salute di tutti i lucani”.
Pronta la risposta del direttore generale Rocco Maglietta che smentisce la nota allarmistica della Cgil sulla base dei dati di attività del San Carlo nel primo semestre 2017. “I ricoveri ordinari sono passati da 10.968 a 11.370 (numero di dimessi), con un aumento del 3.66% e un maggior peso economico di 858 mila euro. Particolarmente significativa la crescita delle attività nei due reparti che qualificano il San Carlo come unico Dea di II livello in Basilicata. In cardiochirurgia sono stati dimessi 58 pazienti in più. In neurochirurgia i pazienti dimessi sono passati da 246 a 336 mentre il peso medio, che definisce la complessità degli interventi, passa da 2.05 a 2.23 determinando un maggior peso economico del 53%. Uguale trend di sviluppo esponenziale si registra nella cardiologia interventistica, che passa da 1309 a 1622 procedure effettuate. Sono 1079 gli accessi in più al pronto soccorso mentre le prestazioni ambulatoriali passano da 492mila a 505mila”. Il dg Maglietta si è detto fiducioso che il tempo confermerà la verità dei fatti, sottolineando che il nudo confronto con i dati del primo semestre 2016 ha già dimostrato che le scelte dell’Azienda San Carlo hanno rilanciato in maniera significativa l'attività nei settori strategici dell'ospedale.