MollicaPresidente

Anche questa settimana abbiamo sottoposto i dati raccolti sul fenomeno della Povertà a un esponente della politica regionale, più precisamente al Presidente del Consiglio Regionale, Francesco Mollica.

A suo dire, nonostante i numeri drammatici della Caritas parlino molto chiaro, si registra una netta inversione di marcia. Sempre più sono i giovani laureati a chiedere aiuto ai centri Caritas, ma per il Presidente del Consiglio regionale, il quadro generale si sta rischiarando.


Questi i numeri: Erogazione dei beni primari: + 13%; 100 nuovi nuclei familiari per un totale di circa 746 persone vengono accompagnate; 1.500 persone a Potenza usufruiscono di un sostengo alimentare; +12% di ragazzi tra i 25 e i 34 anni e +15% sono i laureati e i diplomati che si rivolgono alla Caritas, il 15% ha problemi relazionali. 80.000 euro sono i fondi di sostegno al reddito, 8.000 euro, per il diritto allo studio di circa 30 ragazzi. Che ne pensa?
La sensazione è che le misure anticicliche vadano implementate. La Basilicata, tuttavia, è prima tra le regioni nella reazione positiva su Pil e Ripresa. Dopo dieci anni catastrofi ci (la crisi ha avuto inizio nel 2008) la forbice si è allargata e ha riportato sempre più famiglie nell’area del disagio. Nella Finanziaria del 2015 per mia proposta chiesi di attestare a sostegno di Caritas circa 500.000 euro, somma che per incapienza non venne erogata per intero, ma che si risolse nella somma di 200.000 euro trasferiti per la fornitura di pasti e per mettere in campo un meccanismo di protezione sulle utenze come la fornitura elettrica, per esempio. Ma l’Ente Regione ha dovuto far fronte a numerose e trasversali difficoltà e necessità e ha reagito con strumenti tipo il reddito minimo di inserimento che, finalmente, dovrebbe partire a breve, permettendo a 4.000 persone circa di avvantaggiarsi di questo incentivo. È evidente che non si risolvono tutti i problemi, ma se la totalità dei fondi andasse sulla produttività, sarebbe più efficace che se sottoposta alla tassazione prevista per il Pil. Le emergenze, lo ribadisco, sono state coperte quasi tutte: i settori sono senz’altro, la Forestazione (con 4.500 addetti), le Vie Blu (800 addetti), altri percorsi (400 utenti circa); a ciò si aggiungano i lavoratori con mobilità in deroga (cioè coloro che nonostante non ricevano più il beneficio statale hanno ancora quello regionale e solo nella nostra regione avviene ancora questo meccanismo) e si deve altresì considerare che dal 1999, esiste addizionale Irpef (quella sulla Sanità è coperta dalle royalties rivenienti dal petrolio) non applicata se non in un solo anno perché fummo obbligati dallo Stato, si trattò di uno 0.03%. In tal senso, si intuisce che le famiglie non hanno a carico un prelievo maggiore. E infine, i lavoratori Lsu, gravano ancora sul Bilancio Regionale e abbiamo impattato con la crisi di assorbimento di Comunità Montane e Province, trasferite alla Regione per personale e funzioni al 50%! Guarderei in positivo, nonostante sia stata impegnata un’enorme massa di denaro, ritengo si possa fare di più. Va riattivata la ormai nota social card derivante dalla card carburante (3% del valore delle royalties) che al momento è giustamente ferma, anche se le estrazioni sono state ri-autorizzate ma che non avverranno tecnicamente finché non vi saranno i numeri che vogliamo su sicurezza sanitaria e quindi ambientale. Si continuerà con le estrazioni, lo ribadisco fermamente, senza aggiungerne ulteriori. Provo a fare una previsione sui tre anni futuri: a mio avviso, bisogna slegarsi dal far fede unicamente sulle royalties e rappresenterebbe un errore; ci vuole il rilancio dell’ambiente, delle attività produttive, e un maggiore accompagnamento nelle attività edili (il settore deve essere rilanciato, in attesa che si registrino investimenti nel ripristino di alcune norme per agevolarli. La Basilicata, occorre notare, ha anticipato di fatto la Legge Berlusconi, con la L. 25 che consentiva ai cittadini in caso di piccoli interventi per migliorare il patrimonio esistente, agevolazioni dal 25% al 45% qualora avessero provveduto ad ampliare la propria casa, a investire su impianti a energie rinnovabili e su sistemi di contenimento della vulnerabilità sismica). È necessario oltre che opportuno agevolare gli imprenditori che vogliano investire, abbattendo dei costi, fornendo infrastrutture materiali e immateriali e creando dei centri logistici, così com’è accaduto a Melfi . La piattaforma creata ha senza dubbio alleggerito un mercato, già piuttosto consolidato rendendolo quindi competitivo. Prerogativa di sopravvivenza nei mercati.
E sui giovani che contestualmente allo sviluppo di competenze, vivono criticità sempre più insormontabili?
Sono convinto che dovrebbero investire, proprio per i motivi evidenziati nella sua questione, su loro stessi e con maggiore coraggio. Molti lo hanno fatto. Lo so per certo perché i Bandi sulle Start Up, hanno portato al finanziamento di 500 progetti e quindi di 500 nuove imprese. A questo si accostino altri meccanismi virtuosi sull’economia agricola, sono 500 i giovani che si sono avviati su questa strada, che è giusta! Contestualmente vanno accompagnati coloro che hanno subito la crisi, bisogna sostenere coloro che sono disposti a scommettere e aiutare a comprendere che la logica del posto fisso è ormai tramontata. Soprattutto nelle pubbliche amministrazioni, per le ragioni discusse precedentemente, sarà impossibile che avvengano concorsi e assunzioni (tranne che nelle professioni sanitarie). La legge Madìa consente sì di mantenere dei livelli, ma le assunzioni avvengono tramite meccanismi esterni e in gran parte nell’assistenza tecnica sui servizi.